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A NAPOLI C'E' UNA FOLLA DI LUMINARI CHE SI DA' DA FARE PER SALVARE LA VITA AL BAMBINO DI DUE ANNI A CUI È STATO IMPIANTATO UN CUORE DANNEGGIATO. I MEDICI DELL'OSPEDALE "MONALDI" SONO IN CONTATTO CON GLI ESPERTI DI TUTTA EUROPA: È STATO ORGANIZZATO UN "HEART TEAM" COMPOSTO DAI MIGLIORI CARDIOLOGI PEDIATRICI D'ITALIA PER SALVARE LA VITA AL PICCOLO - COSA È ANDATO STORTO DURANTE IL TRASPORTO DELL'ORGANO? È STATO USATO UN SEMPLICE BOX DI PLASTICA PER PORTARE IL CUORE DA BOLZANO A NAPOLI? 

1 - A NAPOLI LUMINARI DA TUTTA ITALIA «IL BIMBO RESTA IN LISTA TRAPIANTI»

Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”

 

COME SI TRASPORTA UN CUORE PER UN TRAPIANTO

Un pool di esperti di trapianti da tutta Italia al capezzale del piccolo Francesco (nome di fantasia), a cui il 23 dicembre è stato trapiantato un cuore danneggiato. L’Heart Team lavorerà per valutare «anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto». Nonostante un quadro clinico di «grave criticità», il bimbo è ritenuto «ancora idoneo a permanere in lista trapianto» dai medici dell’ospedale Monaldi di Napoli.

 

Ieri sera l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha reso noto che «si è attivata sin da subito nel coinvolgere i maggiori specialisti in campo pediatrico, anche attraverso le professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon.

 

Il Polo di Cardiochirurgia dell’Azienda dei Colli è in rete con le principali strutture sanitarie del Paese che si occupano di trapianto di cuore pediatrico e ha lavorato — pur senza clamori — per organizzare un Heart Team che porterà al Monaldi gli specialisti delle strutture italiane con i maggiori volumi in termini di trapianto pediatrico per una rivalutazione congiunta al letto del paziente».

trapianto di cuore

 

Tra le strutture coinvolte ci saranno sicuramente l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, che è centro di riferimento europeo e parteciperà nonostante il suo iniziale parere negativo ad un nuovo trapianto, e ci saranno anche esperti di altre importanti realtà nazionali; tra questi, dovrebbe esserci anche l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

 

L’Heart Team si riunirà domani, quando gli esperti visiteranno a Napoli il piccolo paziente per «valutare anche ulteriori trattamenti terapeutici in aggiunta al trapianto». Dunque, la priorità resta un secondo trapianto di cuore, con una apposita terapia post operatoria che sarà discussa dal collegio di esperti nazionali. [...]

 

trapianto di cuore

La mamma «Dall’ospedale Monaldi ci confermano che al momento mio figlio resta trapiantabile ed è ancora in lista per un trapianto. Ma ci saranno ulteriori accertamenti medici e valuteranno di nuovo la situazione». Ovviamente, non si arrende Patrizia, la madre del bambino. Ieri pomeriggio, dopo aver parlato con gli esperti dell’Heart Team dell’ospedale Monaldi di Napoli, ha ribadito con forza che «la speranza c’è sempre, aspettiamo un nuovo cuore per mio figlio, che continua a lottare come un guerriero».

 

TRAPIANTO DI CUORE

Gli specialisti del Monaldi, infatti, hanno confermato che «il piccolo paziente sia ancora idoneo a permanere in lista trapianto», decisione finora in netto contrasto con quella dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma che, valutando la presenza di un’emorragia cerebrale e di un’infezione in corso, ritengono che il piccolo paziente non possa essere sottoposto ad un nuovo trapianto di cuore. All’estero Intanto, anche la famiglia si sta muovendo.

 

Ieri, attraverso i loro legali, i genitori di Francesco hanno chiesto l’intero fascicolo medico alla Procura di Napoli e all’ospedale Monaldi. «La documentazione — spiegano gli avvocati Francesco Petruzzi e Angelo Riccio — ci servirà per poter effettuare ulteriori richieste per ottenere pareri medici e specialistici, dopo quelli dell’ospedale Monaldi di Napoli e del Bambino Gesù di Roma.

 

TRAPIANTO DI CUORE

Abbiamo intenzione di chiedere pareri a importanti centri europei che si occupano di casi simili a Londra, Parigi, Berlino e Amsterdam». Ieri sera alle 21, sullo scalone del piazzale dell’ospedale Monaldi, si è svolto un momento di preghiera spontaneo per il bambino ricoverato in terapia intensiva. [...]

 

2 - SENSORI E BATTERIE TERMICHE I SEGRETI DEI NUOVI BOX PER TRASPORTARE GLI ORGANI

Estratto dell'articolo di Ruggiero Corcella per il “Corriere della Sera”

 

Dal primo trapianto di cuore, eseguito in Sudafrica da Christiaan Barnard nel 1967, il mondo della trapiantologia ha fatto passi da gigante. Anche nel campo della conservazione e del trasporto degli organi. Il contenitore, allora un semplice frigo portatile da picnic, si è evoluto fino ai moderni «gusci smart» con display che segnalano i parametri dell’organo e dell’ambiente, sensori collegabili via bluetooth alle app dell’equipe del prelievo, geolocalizzazione.

macchinario ecmo - cuore artificiale

 

E sistemi di raffreddamento che rendono obsoleto l’uso del ghiaccio. «Parliamo di sistemi in cui il cuore viene preservato a freddo, ma con temperatura costantemente controllata, in modo che l’organo non subisca danni» spiega il trapiantologo Ugolino Livi, già professore di Cardiochirurgia all’Università di Udine e direttore del Dipartimento cardiotoracico dell’azienda ospedaliera di Udine. Il nemico, si chiama ischemia: il tempo in cui l’organo resta senza sangue e ossigeno. Per limitarne i danni, la medicina dei trapianti ha puntato fin dagli inizi sull’ipotermia.

 

macchinario ecmo - cuore artificiale

«Il freddo rallenta il metabolismo cellulare fino al 90%, come se le cellule “mettessero in pausa” la loro attività, riducendo consumo energetico e sofferenza», aggiunge il professor Livi. La tecnica è rimasta sorprendentemente simile nei principi: raffreddare, isolare, proteggere.

 

«Per indurre la cardioplegia, nel cuore si utilizza una soluzione fredda iniettata in radice aortica che arresta l’organo in fase diastolica, cioè rilassata. Il cuore, flaccido, viene immerso in una soluzione fisiologica fredda con l’obiettivo di mantenere la temperatura costantemente intorno ai intorno a 4-6 gradi, inserito in un primo sacchetto sterile, poi in altri due, per garantire una tripla barriera.

 

macchinario ecmo - cuore artificiale

Questo involucro viene collocato in un contenitore rigido cilindrico che lo isola dal ghiaccio del box di trasporto. Il ghiaccio non deve mai entrare in contatto diretto con il tessuto: sottozero si formerebbero cristalli, potenzialmente distruttivi», aggiunge il professor Livi. Ma la tecnologia ha raffinato il metodo.

 

Oggi i box sono dispositivi certificati, con guarnizioni ermetiche, sistemi di chiusura sicuri, isolamento termico avanzato e «batterie termiche» per il raffreddamento. Integrano sensori che registrano in continuo la temperatura, che deve restare tra 4 e 8 gradi: abbastanza bassa da proteggere dall’ischemia, ma non tanto da rischiare il congelamento. [...]

trapianto di cuore

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