ZERO PROVE E DETENZIONE INGIUSTA: IL NAZI-PIRLA VIKERNES, EMULO DI BREIVIK, VUOLE FARE CAUSA ALLA FRANCIA

Antonio Scafati per "Lettera43.it"

Ce n'è abbastanza per fargliela pagare: è quello che deve aver pensato Varg Vikernes, il musicista norvegese, meglio noto come Burzum, arrestato e poi rilasciato insieme con la moglie in Francia, il 16 luglio scorso.

L'EMULO DI BREIVIK. Le autorità transalpine sospettavano che stesse pianificando una strage terroristica sul modello di quella messa in atto da Anders Behring Breivik a Oslo e Utøya, costata la vita a 77 persone, il 22 luglio del 2011.

COLLETTA CONTRO I FRANCESI. A doverla pagare, secondo Vikernes, sono le autorità francesi. Il musicista, infatti, ha intenzione di portarle in tribunale e ottenere un risarcimento contro «i torti subiti», come ha ripetuto più volte. Ma i soldi per intentare la causa gli mancano: così, ha chiesto aiuto ai fan per sostenere l'azione anti-francese, avviando una colletta online.

NESSUNA PROVA TROVATA. La prigionia di Vikernes e consorte è infatti durata poco. Dopo qualche giorno in carcere, i due sono stati rilasciati: nessuna prova è stata trovata sul fatto che stessero davvero progettando un attentato in grande stile. Per loro resta in piedi solo l'accusa di istigazione all'odio razziale, che dovrebbe essere formalizzata verso la fine d'agosto.

Così, tornato nella fattoria nel paesino di Salon-La-Tour, nella Francia centrale, dove vive, il musicista norvegese ha maturato le contromosse. L'annuncio è arrivato attraverso un lungo post sul suo blog (Vikernes non è tipo da rilasciare interviste ai giornalisti) nel quale chiede ai fan di supportare economicamente la sua battaglia legale, visto che le sue tasche al momento sono vuote: «Mi dispiace dover chiedere una cosa del genere, ma spero che capirete», ha scritto.

PISTOLE CONFISCATE. Per risultare convincente ha fornito per l'ennesima volta il suo resoconto del blitz: «Hanno traumatizzato i nostri figli, buttato mia moglie e me in una cella, ci hanno tenuto lì per giorni, hanno rovistato nelle nostre cose, confiscato le nostre armi da fuoco, il mio elmo, le mie spade, due lance, hanno congelato i nostri conti» e via dicendo.

ANCHE PICCOLE DONAZIONI. Non è chiaro se trascinare le autorità francesi di fronte a un giudice sia realmente possibile. Ma nel frattempo il musicista norvegese si è messo a raccogliere fondi. Le istruzioni sono puntualmente contenute nel blog: basta inviare una mail all'indirizzo indicato per ottenere le coordinate bancarie. Ovviamente, anche piccole donazioni sono gradite.

L'AMICO DI BREIVIK. L'idea della causa è l'ultima stranezza di Vikernes, uomo dal passato inquietante. In Norvegia ha scontato 16 dei 21 anni di carcere ai quali è stato condannato nel 1993 per l'omicidio di Øystein Aarseth, membro della sua stessa band.
Non bastasse, ha alle spalle tombe dissacrate, chiese bruciate e progetti di attentati rimasti solo su carta. Con la maturità, ha affinato il suo pensiero politico: fiero sostenitore della superiorità della razza scandinava, pagano convinto, antisionista, è tra coloro che hanno ricevuto il ‘manifesto' nel quale Anders Behring Breivik spiegava i motivi dell'attentato del 22 luglio 2011.

FURIA ANTISEMITA. «Gente innocente morta inutilmente», aveva commentato allora il musicista, rimproverando a Breivik d'aver puntato le sue armi contro i bersagli sbagliati, visto che nella visione geopolitica di Vikernes l'origine di tutti i mali sono gli ebrei.
Delle sue idee, Burzum non ha mai fatto mistero. E le autorità francesi l'hanno tenuto d'occhio sin dal suo arrivo a Salon-La-Tour. Ma ora non sembrano spaventate dall'idea di essere portate in tribunale. Sempre che la colletta di Vikernes dia gli esiti sperati.

 

Varg Vikernes Varg Vikernes Varg Vikernes Breivik sfida la corte prima del verdetto oAnders Behring BreiviksloANDERS

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