niccolo ciatti

NELLE DISCO SI LITIGA DI MENO, SI MUORE DI PIU’. IL MOTIVO? LO SPIEGANO I GESTORI DEI LOCALI: "E' AUMENTATA L'INTENSITA' DELLE SCAZZOTTATE. OGGI C'E' UN CULTO DEL CORPO E DELLE ARTI MARZIALI PER CUI BASTA UNO SCONTRO DI 30 SECONDI PER TOGLIERE LA VITA A UN RAGAZZO" - I LOCALI FATTURANO UN MILIARDO ALL’ANNO IN ITALIA. AD IBIZA 900 MILIONI...

 

Leonard Berberi per il “Corriere della Sera”

 

studio 54studio 54

Su un punto gestori di locali, rappresentanti di categoria e dj concordano tutti: rispetto a vent' anni fa nelle discoteche di oggi non si litiga di più. Ad essere aumentata, però, è l' intensità della scazzottata. «Per cui basta anche uno scontro di trenta secondi, un minuto, per togliere la vita a un ragazzo, com' è successo a Lloret de Mar a Niccolò Ciatti», dice Maurizio Pasca, imprenditore, presidente del Sindacato italiano locali da ballo (Silb)-Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) e anche numero uno dell' European nightlife association, l' organizzazione alla quale è iscritto (anche) il «St. Trop'».

 

village people 1970village people 1970

«Mi colpisce questo culto del corpo e delle arti marziali che vedo nella società e che di conseguenza finisce anche nei club», ragiona Lele Sacchi, 41 anni, dj da quando ne aveva 20, produttore discografico e conduttore radiofonico del programma «In the mix!» su Radio 2 . «Quando sono l' ospite principale mi esibisco verso le 2-3 di notte», racconta Sacchi. «Ma di solito arrivo lì un' oretta prima, vado in pista, osservo chi balla, cerco di capire qual è l' umore». Una mossa che gli è utile. «Il tipo di pubblico fa la differenza: se sono giovani o giovanissimi allora la musica deve essere di un certo tipo».

 

dj 1979dj 1979

Una volta alla consolle, poi, non manca di controllare la platea. «Dalla postazione si riesce a capire come sta andando la serata, così come si notano gli eventuali focolai di tensione». Se ci sono, per esempio, ragazzi che spingono. «Quando ho notato qualcosa che poteva degenerare - ricorda - mi è capitato di fermare la musica per richiamare l' attenzione della sicurezza del locale». Ma in generale, sostiene, «se c' è un bilanciamento di genere la serata è meno tesa, una predominanza di maschi può portare a episodi poco piacevoli».

 

Il contesto in cui avviene un fatto violento, secondo Maurizio Pasca, è importante. «In Italia ci sono sempre più locali, prendiamo i circoli privati, che si comportano come fossero discoteche». Pasca guida una realtà «che rappresenta 2.250 discoteche, il 95% del totale italiano».

altro mondo riminialtro mondo rimini

 

Fatta la precisazione, l' imprenditore-presidente ammette che «oggi l' età media del pubblico è molto più bassa e in pista ci sono persone di etnia e cultura diverse». Eppoi «la maggior parte mica balla, ma si muove come se stesse facendo kung fu in mezzo a centinaia, migliaia di persone: sembra gli interessi di più sballarsi». Per questo, si sfoga, «ogni volta che apro il locale lo faccio con il patema d' animo, temo che possa succedere qualcosa. In Italia non è come in Spagna: qui la responsabilità ultima di ogni fatto ricade sul titolare».

roma discotecaroma discoteca

 

Da qualche mese, ricorda Pasca, sempre più discoteche utilizzano all' ingresso dei «nasi elettronici», dispositivi che consentono di capire se il cliente è ubriaco oltre il consentito. «Ogni apparecchio costa circa mille euro e non è invasivo perché basta avvicinarlo alla persona». Ma «trent' anni fa non c' era tutta questa sicurezza, oggi siamo obbligati ad avere un presidio fisso per evitare ogni problema», continua.

 

Pasca sostiene che il flusso di turisti stranieri ha complicato la gestione dell' ordine pubblico. Ed è anche difficile rifiutare persone classificate come «problematiche». «Una volta l' ho fatto con un gruppo di stranieri - ricorda Pasca - e loro hanno chiamato i carabinieri. Quando sono arrivate le forze dell' ordine li abbiamo dovuti far entrare».

roma discoteca 1roma discoteca 1

 

Più di un gestore di discoteca spiega che a volte si tende a non denunciare una rissa: «Per il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza il titolare è responsabile di quello che avviene dentro l' edificio e il questore può arrivare a chiudere il locale per giorni», dicono due imprenditori. L' estate passata, associazioni di categoria e di sicurezza privata hanno siglato un protocollo con il ministero dell' Interno che stabilisce una serie di comportamenti «all' entrata, all' interno, all' uscita».

pacha ibizapacha ibiza

 

Il documento però non stabilisce un numero minimo di buttafuori. «Ma di solito prevediamo un addetto alla sicurezza, con la fedina penale pulita, ogni cento persone», calcola Luciano Zanchi, gestore di diversi locali e presidente di Asso Intrattenimento. La macchina organizzativa di una discoteca in Italia ha anche «gli aiutanti degli addetti alla sicurezza, che per legge non possono intervenire, ma devono soltanto segnalare. Poi c' è sempre una squadra antincendio e una dedicata al primo soccorso».

 

ibiza rocks house pacha closing party  4ibiza rocks house pacha closing party 4

«I costi sono a carico dei gestori», aggiunge Pasca. «Ogni addetto alla sicurezza costa 100-130 euro, più Iva, per 4-5 ore. Vorrei avere però le forze dell' ordine: sono un elemento deterrente maggiore e in cambio paghiamo loro, non le varie società private». E le discoteche italiane quanto guadagnano? «Meno di quel che sembra - dice Pasca -: il fatturato annuale è di un miliardo di euro, più un altro miliardo registrato dalle attività che non hanno le licenze. A Ibiza due locali come l' Ushuaïa e il Pacha ricavano in dodici mesi 900 milioni di euro».

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