guido crosetto generale carmine masiello

NOMINE E STELLETTE – CROSETTO HA DECISO DI NOMINARE COME NUOVO CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’ESERCITO IL GENERALE CARMINE MASIELLO, ATTUALE SOTTOCAPO DELLO STATO MAGGIORE DELLA DIFESA – PRENDERÀ IL POSTO DI PIETRO SERINO, CHE IL 27 FEBBRAIO CHIUDERÀ IL MANDATO. UNA SCELTA FATTA IN TOTALE AUTONOMIA, CON SALVINI E TAJANI COME SPETTATORI – SEMBRA CHE RIMARRANO DELUSE LE AMBIZIONI DEL CONSIGLIERE MILITARE DI MELONI, FRANCO FEDERICI, E DEL CAPO DI GABINETTO ALLA DIFESA, GIOVANNI MARIA IANNUCCI…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

GUIDO CROSETTO CON I MILITARI ITALIANI

[…] con il mondo in fiamme, dal Mar Rosso (dove l’Italia avrà il comando tattico della missione) all’Ucraina, i movimenti ai vertici militari italiani sono ancora più rilevanti. E, come riferiscono fonti qualificate a Domani, Crosetto sta per piazzare una nomina di peso, con il pregio di evitare troppe tensioni interne, nello scacchiere della Difesa.

 

Gli alleati Matteo Salvini e Antonio Tajani anche stavolta sono stati relegati al ruolo di spettatori. Come per tanti altri dossier, Fratelli d’Italia decide tutto in casa. E per quanto riguarda la Difesa, il ministro vuole rivendicare la specificità del settore.

 

Il generale Carmine Masiello, attuale sottocapo dello stato maggiore della Difesa, è diventato il candidato numero uno per l’incarico di capo di stato maggiore dell’esercito. Può prendere il posto di Pietro Serino, che il prossimo 27 febbraio chiuderà il mandato di tre anni. Da mesi nel governo ci sono stati movimenti per portare avanti ognuno le proprie pedine, cercando di evitare strappi.

 

il generale Carmine Masiello

Crosetto non ha voluto sentire ragioni, e - pur sottolineando l’indipendenza del prescelto - ha subito indicato Masiello, che considera il più competente in circolazione. Tanto da avergli spiegato che, se accettasse l’alto incarico, dovrà mettere nel cassetto le sue ambizioni di diventare, a novembre, capo di stato maggiore della Difesa, poltrona di ancora maggior prestigio occupata per i prossimi mesi dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. Che dal 2025 è atteso dalla funzione di presidente del comitato militare della Nato.

 

Masiello sembra poter mettere tutti d’accordo, benché anche altri generali ambiscono a rimpiazzare Serino. Masiello, 60 anni, ha saputo scalare le gerarchie militari dimostrandosi ambizioso e «determinato», etichetta molto in voga per definirlo, a raggiungere prestigiosi obiettivi di carriera.

 

luca goretti giuseppe cavo dragone roberto cingolani carmine masiello

Nel 2016, l’allora presidente del Consiglio, Matteo Renzi, lo ha voluto come consigliere militare al suo fianco, un ruolo in cui è stato confermato dal successore, Paolo Gentiloni. Nel 2018 è diventato vicedirettore del Dis, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza, struttura centrale dei servizi segreti. Una conferma delle una capacità di avere rapporti trasversali, dal taglio istituzionale, che gli valgono la stima di Crosetto. […]

 

Solo che, in questi casi, c’è sempre chi ambisce a spuntare fuori all’ultima curva, a bruciare in volata il nome del grande favorito. E a Palazzo Chigi circola con insistenza il profilo di un perfetto outsider, Franco Federici che dal gennaio del 2023 ricopre l’incarico di consigliere militare della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

 

Pietro Serino capo di Stato Maggiore dell’Esercito

Figlio d’arte (il padre Luigi Federici è stato un importante generale dei carabinieri), l’attuale consulente della premier sulla strategia militare ha il cursus honorum per ambire alla nomina come capo di stato maggiore dell’esercito. E Meloni, conoscendolo bene e apprezzando le qualità professionali, non avrebbe nulla da obiettare. Anzi, a Palazzo Chigi sostengono che non potrebbe che rallegrarsene. Anche se la premier non ha alcuna voglia di scontrarsi su Crosetto, e meno ancora di trovare un sostituto di Federici. […]

 

guido crosetto alla camera 6

Un altro nome tenuto in considerazione dai militari è quello di Giovanni Maria Iannucci, capo di gabinetto al ministero della Difesa, certamente stimato da Crosetto. Come per Masiello e Federici, le competenze sono fuori discussione: è in possesso tutti i titoli necessari alla promizione, e ha ricevuto una lunga sequenza di riconoscimenti.

 

Potrebbe andare al vertice dello stato maggiore dell’esercito senza destare alcuno scandalo. Ma il ministro preferisce tenerlo al suo fianco, anche per conservare equilibri molto delicati dentro l’esercito. Peraltro sia Federici che Iannucci potrebbero giocarsi le carte in futuro, quando si aprirà un’altra partita altrettanto prestigiosa come l’eredità di Cavo Dragone. […]

il generale Carmine MasielloGiuseppe Cavo Dragone capo di Stato Maggiore della Difesa pietro serino il generale Carmine Masiello carmine masiello foto di baccofederica e carmine masiello foto di bacco

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…