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“NON POSSO FAR SPUNTARE TORRI DOVE NON C’È NULLA” – I MESSAGGI TRA BEPPE SALA E L’ARCHITETTO STEFANO BOERI, ENTRAMBI INDAGATI (INSIEME AD ALTRE 72 PERSONE) NELLA MAXI INCHIESTA MILANESE SULL'URBANISTICA. NEL 2022 IL SINDACO CERCAVA DI CONVINCERE L’ARCHISTAR CHE IL PROGETTO PER LA “ZONA CADORNA” NON ERA FATTIBILE: “POLITICAMENTE NON MI SENTO DI PORTARLO AVANTI. HO FATTO TUTTA LA CAMPAGNA SUL TEMA DELLA ‘RIGENERAZIONI’” – IL LAMENTO DI BOERI PERCHÉ LA SUA PROPOSTA PER RIFARE IL MEAZZA CON UNO "STADIO-BOSCO" ERA STATA BOCCIATA: “SI CREA UN GRAVE PRECEDENTE DI SOSTITUZIONE DI INTERESSI PRIVATI A QUELLI COLLETTIVI” – SECONDO LA PROCURA, GIUSEPPE MARINONI, L'EX PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE PAESAGGIO DEL COMUNE DI MILANO, ANNOTÒ SU UN FOGLIO EXCEL I COMPENSI RITENUTI IL PREZZO DELLA CORRUZIONE…

Articolo di Ilaria Carra e Rosario Di Raimondo per https://milano.repubblica.it/ - Estratti

 

BEPPE SALA E STEFANO BOERI

"Io arrivo oggi pom da Cairo. Quando vuoi ci sentiamo su stadio. Ciao". Così scriveva il primo marzo 2023 Stefano Boeri, l'archistar indagato nella maxi inchiesta milanese sull'urbanistica, al sindaco Giuseppe Sala, anche lui indagato. Il primo cittadino rispondeva: "Ok. Oggi vedo Cardinale". E Boeri rispondeva: "Io lo sento alle 16. Li sento".

 

E' solo una delle decine di chat tra i due contenute negli atti dell'indagine milanese in centinaia di pagine depositate agli atti dell’indagine della Guardia di Finanza di Milano, coordinata dall'aggiunta Tiziana Siciliano e dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici.

 

GIANCARLO TANCREDI

"Settimana prossima – scrive Boeri in un’altra chat al sindaco il 5 gennaio 2023 – se vuoi ti porto proprietari area ex piste allenamento Snai interessati a realizzare stadio. Ciao". "Ok. Buona serata", risponde il primo cittadino.

 

"Ciao. Vi ricevo volentieri ma ti premetto che il progetto che mi ha fatto vedere Giancarlo politicamente non mi sento di portarlo avanti. Ho fatto tutta la campagna sul tema della "rigenerazioni" e non posso fare spuntare torri dove oggi non c'è nulla". E' il sindaco Giuseppe Sala a digitare queste parole in un messaggio whatsapp a Stefano Boeri riportato agli atti dell'inchiesta sull'urbanistica che vede entrambi indagati.

 

BEPPE SALA E STEFANO BOERI

Il messaggio risale al 22 febbraio 2022 e, a quanto è possibile ricostruire dagli scambi precedenti, il progetto in discussione riguarda la zona Cadorna. "Poi (mia personalissima opinione avendo abitato lì) non penso che per i residenti lo stato attuale delle cose sia un problema. Con chi verresti, in ogni caso?", domanda Sala a Boeri.

 

L’architetto risponde: "Capisco. La mia idea è di fare al posto dei binari un grande parco 3 ettari) e un quartiere per giovani. E sede Accademia Scala su Mario Pagano. Ma certo bisognerebbe fare ragionare promotori (che sono gli stessi di piazzale Loreto) e io non ho abbastanza forza. Verrei con Masseroli e Balducci ma se vuoi ci vediamo prima x poterti spiegare bene progetto". Sala ribatte: "Meglio prima io, te e Tancredi". Ok, faccio fissare?". E Boeri risponde: "Benissimo". [...]

 

il progetto di boeri novembre balich arup per il nuovo stadio meazza

"Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta - del Comune - basati su interessi collettivi. Beppe per me è il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale... Ma ti segnalo che qui la cosa è diversa".

 

Così Stefano Boeri si rivolgeva in chat al sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel settembre 2019 dopo che la sua proposta di rifacimento del Meazza con uno "Stadio-Bosco" era stata bocciata da Milan e Inter. 

 

"Siamo stati esclusi perché 'non rispettavamo i parametri del masterplan presentato a luglio dalle società. Da quando presentare un masterplan equivale a farlo approvare?", domanda Boeri al primo cittadino.

 

giuseppe marinoni

"Noi abbiamo rispettato le loro richieste ma abbiamo modificato il masterplan per migliorare gli spazi per il quartiere, ad esempio creando un parco di 20 ha (ettari ndr.) e distanziando lo stadio dalle case". "Adesso il nostro contributo diventa invisibile... davvero incredibile", dice il presidente della Triennale a Sala. "Per lo stadio mi sembrano folli" risponde il sindaco aggiunge che "mo (mi ndr) stanno mettendo in difficoltà".

 

Giuseppe Marinoni, l'ex presidente della commissione Paesaggio del Comune di Milano, annotò su un foglio xl i compensi ritenuti dalla Procura prezzo della corruzione dopo un incontro con il manager immobiliare Federico Pella.

 

FEDERICO PELLA

L'episodio viene riportato nella richiesta di arresto per sei persone nell'ambito dell'indagine sull'edilizia milanese. I due, secondo la Procura, avrebbero stretto "un patto corruttivo". Il manager avrebbe corrotto Marinoni attraverso contratti di collaborazioni in cambio del via libera ai suoi progetti.

 

"Ad esempio il 17 marzo 2022, Pella dà appuntamento a Marinoni per impostare il contratto di collaborazione sullo studio dei Nodi e frattanto gli segnala che quella stessa sera la Commissione per il paesaggio avrebbe esaminato il progetto della torre di via Palizzi, di un suo “cliente” - si legge negli atti -.

 

GIUSEPPE MARINONI

Con riferimento a ciò Marinoni annotava, in un foglio xl, rinvenuto dagli investigatori nel suo computer portatile, l'introito di euro 30.000 di altri 50.000 euro per Palizzi/Pisani (casi di corruzione per gli interventi di via Palizzi e di via Victor Pisani). L'accordo con la J+S si rivelerà fin dai primi mesi molto soddisfacente in termini di volume di incarichi ricevuti e per le prospettive future che offriva sia a Marinoni che alla società J+S".

 

FEDERICO PELLA

Marinoni, commentano gli inquirenti, "in apparenza è legato alla J+S da accordi definiti di 'collaborazione' professionale, ma è di tutta evidenza che in realtà agisce nell'organizzazione di quella società come una mente manageriale strategica".

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