sfollati ponte morandi genova

SFOLLATI E INCAZZATI - “NON POTETE TRATTARCI COME CANI”, LA RABBIA DELLE PERSONE RIMASTE SENZA CASA DOPO IL CROLLO DEL PONTE MORANDI - IL GOVERNATORE TOTI ATTACCA DI MAIO E LO INVITA A "NON ESTERNARE" MA AD AGIRE - IL SINDACO DI GENOVA BUCCI PROMETTE: “NUOVE ABITAZIONI PRONTE ENTRO FINE SETTEMBRE” – VIDEO

 

Da www.ansa.it

 

LA PROTESTA DEGLI SFOLLATI DI GENOVA

Gridano "rispetto-rispetto" gli sfollati del ponte Morandi dalle tribune del Consiglio regionale. Una cinquantina i manifestanti. Al termine dell'intervento del commissario per l'emergenza Giovanni Toti hanno manifestato la loro rabbia gridando "Veniamo prima noi delle imprese, veniamo prima noi della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa!".

 

"Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia", ha gridato una donna. La rabbia degli sfollati è stata placata dall'intervento del sindaco Marco Bucci: "Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l'emergenza. Genova non si è mai fermata, non ha mai dimostrato di essere in ginocchio, una cosa di cui dobbiamo essere tutti orgogliosi, nessuno è stato lasciato solo dalle istituzioni", sottolinea.

 

renzo piano giovanni toti progetto ponte morandi genova

"Entro cinque giorni Società Autostrade ci presenterà il piano definitivo per la demolizione del ponte Morandi". Lo dice il presidente della Regione e commissario per l'emergenza Giovanni Toti.

 

"Il piano verrà illustrato alle commissioni tecniche e prima fra tutti alla Procura della Repubblica a cui spetta la decisione di dissequestrare le aree e di arrivare alla verità sulle cause della tragedia", aggiunge.

 

il ponte di genova e le case sottostanti

La Guardia di Finanza ha consegnato alla procura un elenco di persone che potrebbero avere avuto responsabilità per il crollo di ponte Morandi a Genova avvenuto il 14 agosto che ha provocato 43 morti.

 

Sono 13 nomi di coloro che si sono occupati del progetto di ristrutturazione del viadotto dal 2015, ma potrebbero diventare 25 se i magistrati decidessero di andare indietro nel tempo. Lo scrivono vari quotidiani.

 

LA PROTESTA DEGLI SFOLLATI DI GENOVA

Intanto i periti dei pm hanno consegnato una prima relazione sulle probabili cause del crollo attribuendole a un "cedimento strutturale all'antenna del pilone 9, il punto in cui i tiranti si congiungono all'estremità del sostegno.

 

E studiando i carteggi tra le varie diramazioni del ministero delle Infrastrutture, gli investigatori hanno individuato come almeno in un'occasione i dirigenti del Mit avessero palesato la certezza che sul restyling del Morandi i tempi si stessero dilatando oltremisura.

il ponte di genova e le case sottostanti

 

Le persone che secondo la Gdf sapevano della pericolosità del viadotto Morandi in Autostrade sono: Fabio Cerchiai (presidente), Giovanni Castellucci (Ad), Paolo Berti (direttore centrale operazioni), Michelle Donferri Mitelli (direttore maintenance e investimenti), Stefano Marigliani (direttore primo tronco).

 

giovanni toti con fabrizio palermo e i vertici di ansaldo energia

 "Al Mit consapevoli dei ritardi" ci sono tre di Spea engineering, controllata da Autostrade che avrebbe dovuto eseguire la ristrutturazione ai tiranti: Antonio Galatà (amministratore delegato), Massimo Bazzarelli (coordinatore attività progettazione ufficio sicurezza), Massimiliano Giacobbi (responsabile progetto "retrofitting" dei tiranti).

il crollo del ponte morandi a genova

 

Cinque i funzionari pubblici, tre della Direzione generale per la vigilanza sulle concessioni autostradali (Roma): Vincenzo Cinelli (capo), Bruno Santoro (responsabile controlli qualità servizio autostradale), Giovanni Proietti (capo divisione analisi e investimenti). Infine il Provveditore alle opere pubbliche di Liguria e Piemonte Roberto Ferrazza e il capo ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa. Dallo scambio di comunicazioni tra le due articolazioni del Mit, hanno appurato gli inquirenti, si comprende come pure al Ministero ci fosse certezza che sul Morandi si stava perdendo tempo.

 

L'IRA DEGLI SFOLLATI

Da www.corriere.it

 

Rabbia, lacrime e fischi dalle tribune del Consiglio regionale a Genova. A tre settimane dal crollo del ponte Morandi, la seduta congiunta dei consigli comunale e regionale sul tema è diventata teatro della prima contestazione nei confronti delle istituzioni locali da parte degli sfollati della zona rossa. E il dramma degli sfollati scatena anche la polemica tra il governo e le istituzioni locali, un botta e risposta tra Luigi Di Maio e Giovanni Toti che invita l'esecutivo a non esternare ma ad agire: «Se i soldi sono pochi, li aumenti».

 

GIOVANNI TOTI RENZO PIANO MARCO BUCCI

«Non ci potete trattare come cani cui buttare l'osso», hanno detto una cinquantina di persone, urlando «rispetto rispetto» al termine dell’intervento del governatore ligure Giovanni Toti, commissario per l’emergenza. «Veniamo prima noi delle imprese e della viabilità, ci siamo prima noi, vogliamo la casa. Abbiate la stessa considerazione che avete avuto per Ansaldo Energia», ha gridato una donna. La protesta è stata organizzata per denunciare l'incertezza sui tempi di consegna delle nuove abitazioni e l'impossibilità di recuperare gli effetti personali dai palazzi sotto al troncone est del viadotto. I cittadini hanno anche distribuito un volantino con scritto: «Quelli di ponte Morandi - 50 anni di servitù, 2 settimane di disagi e sofferenze, rivogliamo un futuro».

giovanni toti

 

L'ira è stata placata solo dall’intervento del sindaco, Marco Bucci: «Vi capisco, ma dobbiamo cercare di lavorare insieme. Dal 14 agosto dormo quattro ore per notte per affrontare l’emergenza, è una prova durissima che va vinta con cervello e cuore». Poi la promessa: «Pensavamo di darvi una casa entro novembre, invece probabilmente ci riusciremo entro fine settembre».

 

Da registrare anche il botta e risposta Di Maio-Toti: gli sfollati «hanno perfettamente ragione. Non si può lasciare la gente in Italia in balia delle elemosine di Autostrade - sostiene il vice premier -. Stiamo mettendo a punto un decreto urgente che, oltre al problema di tante persone abbandonate in Italia come i terremotati di Ischia e del Centro Italia, affronti anche il tema di Genova e soprattutto di coloro che sono sfollati e hanno diritto ad una casa».

 

luigi di maio

Ma il governatore della Liguria non ci sta: « Caro Luigi Di Maio, ma a Genova ci sei pure venuto, come fai a dire queste cose? Le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case stanno tutte avendo un alloggio pubblico. E a tempo di record, grazie a Comune e Regione. I soldi che ricevono sono quelli decisi dal Governo, quindi da Di Maio stesso. Se pensa che siano pochi...li aumenti subito, noi siamo più che d'accordo»- E poi ancora: «Mentre lei esternava alla stampa, il sindaco ed io eravamo riuniti con gli sfollati, per chiarire tutti i dubbi e le comprensibili apprensioni. Per aiutare Genova servono meno polemiche e più fatti concreti. Noi aspettiamo le leggi che ci consentano di aprire e accelerare cantieri, risarcire cittadini e imprese, e ricostruire il ponte!»..

 

 

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