nonno di eitan

“NON HO PRESO EITAN ILLEGALMENTE. SEGUO LA LEGGE, EDUCO I MIEI FIGLI A SEGUIRLA” - ACCUSATO DI AVER RAPITO IL NIPOTE PER PORTARLO CON SÉ IN ISRAELE, IL NONNO DI EITAN SI DIFENDE A "NON E’ L’ARENA": “SE AVESSI SAPUTO CHE C'ERA QUALCOSA DI ILLEGALE NON L'AVREI FATTO”. INTANTO I SUOI AVVOCATI PROSEGUONO LA BATTAGLIA – SLITTA IL RIENTRO DI EITAN IN ITALIA - VIDEO

 

 

Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"

 

nonno di eitan

«È una disgrazia enorme»: con la voce rotta dalla commozione Shmuel Peleg risponde da Israele a Massimo Giletti che lo intervista a Non è l'Arena . Accusato di aver rapito nel Pavese il nipote per portarlo con sé in Israele sottraendolo alla custodia della zia Aya Biran, alla quale era stato affidato dal Tribunale di Pavia, per la giustizia italiana il 58 enne ex colonnello dell'esercito israeliano è un latitante inseguito da un mandato di cattura internazionale. «Non ho preso Eitan illegalmente. Seguo la legge, educo i miei figli a seguirla». «Mi sono consultato con i miei avvocati», rivendica ripetendo quanto aveva detto subito dopo il sequestro da Tel Aviv.

 

Schmuel Peleg entra in tribunale

Peleg ribadisce di ritenere che la procedura di affidamento seguita immediatamente dopo la tragedia del Mottarone, in cui Eitan fu ferito e perse i genitori e il fratellino, ad Aya Biran, sorella del padre del bambino, non è stata regolare perché svoltasi in italiano. Aveva compreso che sarebbe stata una decisione temporanea, ma quando gli hanno spiegato che era definitiva «ho capito che dovevo fare qualcosa», spiega a Giletti precisando: «Se avessi saputo che c'era qualcosa di illegale non l'avrei fatto».

 

Intanto i suoi avvocati proseguono su fronti diversi la battaglia legale. A Milano l'avvocato Paolo Sevesi ha chiesto al Tribunale del riesame di annullare l'ordinanza di custodia cautelare per sequestro di persona emessa dal gip di Pavia.

 

eitan

Altri procedimenti su affidamento e adozione Eitan sono aperti a Pavia e nel Tribunale per i minorenni di Milano. A Tel Aviv i legali israeliani hanno fatto ricorso alla Corte Suprema contro le due sentenze che anche lì hanno affidato Eitan ad Aya stabilendo che il piccolo deve ritornare con lei In Italia e i tempi di un eventuale rientro si allungano. Peleg «ha dimenticato che occorre occuparsi del bene del bambino e continua ad impedire ad Eitan di tornare al tessuto sociale ed educativo da cui è stato rapito», commentano gli avvocati di Aya.

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