immuni - app per il coronavirus-5

NON SAREMO TUTTI “IMMUNI” – IN ALCUNI SMARTPHONE NON PUÒ ESSERE SCARICATA LA APP ANTICONTAGIO. AD ESEMPIO SE AVETE UN IPHONE PIÙ VECCHIO DEL 2014 NON POTETE USARLA. IL MOTIVO È SEMPLICE: USA TECNOLOGIE CHE SONO ARRIVATE DOPO! – DAL RENZIANO FARAONE A LARUSSA E SALVINI: I POLITICI CHE HANNO DETTO PUBBLICAMENTE CHE NON LA SCARICHERANNO (COME INVECE HANNO GIÀ FATTO 1 MILIONE DI ITALIANI)

 

 

NON “IMMUNI” ALLE ACCUSE DI SESSISMO – 'BENDING SPOONS' BACCHETTATA PER L’ILLUSTRAZIONE DELLA DONNA CON IL BAMBINO IN BRACCIO E L’UOMO AL COMPUTER. PER EVITARE CASINI ALLA FINE L’IMMAGINE VIENE INVERTITA

https://www.dagospia.com/rubrica-4/business/non-ldquo-immuni-rdquo-accuse-sessismo-ndash-39-bending-238427.htm

 

 

1 - IMMUNI NON VA SU TUTTI I TELEFONI ACCUSE DI SESSISMO, ICONE CAMBIATE

Estratto dell’articolo di Francesco Malfetano per “il Messaggero”

 

le nuove illustrazioni di immuni dopo le accuse di sessismo

(…) Per quanto riguarda i problemi di compatibilità di Immuni invece, non si tratterebbe né di una svista né di una leggerezza ma risultano senza dubbio limitanti. A spiegarne i motivi rispondendo su Twitter ad alcuni utenti, è l'azienda milanese Bending Spoons: «I requisiti di sistema per usare Immuni sono imposti dalla tecnologia sottostante di Apple e Google che non è disponibile per versioni precedenti di iOS, Android e Google Play Services». In pratica, per forza di cose, gli italiani che hanno telefoni di vecchia generazione sono tagliati fuori dalla possibilità di contribuire al tracciamento del contagio.

 

immuni app per il coronavirus 6

È il caso di chi usa iPhone 6 (in vendita dal 2014) o modelli precedenti: questi dispositivi Apple non sono abilitati perché non aggiornabili alla versione più recente del sistema operativo (iOS 13.5). Più complessa la situazione per i telefoni Android.

 

Per poter installare Immuni non solo è necessario utilizzare uno smartphone con almeno la versione numero 6 del sistema operativo (rilasciata nel 2015) ma anche che il dispositivo sia abilitato alla tecnologia Bluetooth Low Energy (Ble) e che abbia installato i Google Play Services.

 

immuni app la donna bada al figlio, l'uomo lavora 2

Per cui smartphone come Samsung Galaxy S4 (del 2013), Motorola Moto X (2013) e Moto E (2014), oppure LG G2, (2013), restano al palo perché non forniti della Ble, tecnologia necessaria per ridurre il consumo di energia durante l'uso dell'app. Ma a restare fuori sono anche gli smartphone Huawei e Honor più recenti. A causa dell'inserimento di Huawei nella entity list da parte di Donald Trump, i telefoni prodotti dopo il maggio 2019 non usano i Google Play Services ma i servizi proprietari del colosso cinese.

 

Paola Pisano

In realtà, da ieri, anche su tutti gli altri dispositivi di Huawei (i vari P20 o P30 ad esempio) Immuni non funzionerebbe perché in conflitto con il loro sistema di risparmio energetico. Problemi su cui sia il team di sviluppo di Immuni che Google starebbero già lavorando.

 

immuni app la donna bada al figlio

LO STUDIO

Per l'attesissima app quindi, nonostante l'iniziale buona risposta degli italiani («500mila utenti in meno di 24 ore» per la ministra Paola Pisano), oggi sembrano già ridursi le possibilità di successo. Secondo l'ormai noto studio dell'Università di Oxford infatti, per essere efficace l'app dovrebbe essere usata da almeno il 60% di cittadini.

 

2 - DAL RENZIANO DI FERRO AI BIG DI CENTRODESTRA CHI NON VUOLE SCARICARE L'APP ANTI-CONTAGIO

Claudio Bozza per il “Corriere della Sera”

 

C' è l' ala più a destra, con Lega e Fratelli d' Italia, granitica contro Immuni, assieme al governatore del Veneto: «Così com' è l' app per il tracciamento dei contagi non funziona, e crea problemi - attacca Luca Zaia -: non abbiamo il governo della sanità e crea solo una babele ingestibile dove il cittadino decide cosa fare e cosa non fare».

MASSIMILIANO FEDRIGA E MATTEO SALVINI

 

luca zaia a fuori dal coro 1

Sulla stessa linea dura c' è anche Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), mentre il terzo leghista Attilio Fontana (Lombardia) usa cautela e fa sapere di aver installato sullo smartphone solo l' app regionale. Tra i moderati di Forza Italia si evidenziano però importanti distinguo tra favorevoli o meno al download dell' app, scaricabile dal 1 giugno, e commissionata dal governo per tracciare i contagi da Covid-19 registrando spostamenti e dati personali.

davide faraone contro il decreto sicurezza bis

 

Vere e proprie crepe, invece, nella variegata compagine che sostiene il governo Conte II. Il primo esempio è quello di Davide Faraone, renziano di ferro e capogruppo di Italia viva al Senato: «Non scaricherò Immuni: c' è un problema di privacy, però rispetto tutti quelli che la stanno scaricando - dice -. La vera garanzia sulla privacy si basa sulla volontarietà di scaricarla sullo smartphone, e su questo ho vinto la battaglia». Altro «no» di peso è quello di Riccardo Nencini, presidente del Partito socialista, senza il quale non esisterebbe il gruppo renziano in Senato: «Voglio risposte chiare dal governo sul trattamento dei dati raccolti: se mi soddisferanno potrei anche cambiare idea». Posizioni opposte, ad esempio, rispetto a quella del sottosegretario Ivan Scalfarotto, anche lui renziano, primo membro del governo a twittare: «Io ho scaricato Immuni».

immuni app la donna madre o nonna e l'uomo impegnatissimo

 

Chiamando una lunga serie di parlamentari, da destra a sinistra, più di uno racconta a taccuini chiusi che a frenare una nutrita truppa c' è anche il timore che l' app anti Covid possa diventare troppo invasiva, rischiando di arrivare a ledere la sfera sentimentale.

riccardo nencini

«Non scarico la app fino a quando non sarò sicuro che i dati degli italiani, la loro vita privata, non vadano in mano a qualcuno che ha magari soci cinesi - attacca il leader della Lega Matteo Salvini -. Ci penso 18 volte... perché la Cina non è una democrazia».

 

Gli fa eco Massimiliano Capitanio, evocando «gli hacker che potrebbero prendere in ostaggio centinaia di migliaia di telefoni». Mera contrapposizione politica? «Niente affatto: noi pensiamo solo ai cittadini - replica al Corriere Riccardo Molinari, capogruppo del Carroccio alla Camera -. Non siamo al Grande fratello: questo governo con l' emergenza Covid ha avuto rigurgiti autoritari». Contrario anche l' altro leghista Diego Binelli, l' ultimo deputato risultato positivo (ma asintomatico) che ha costretto sette colleghi alla quarantena.

matteo salvini flash mob del 2 giugno 6

 

Tra i vertici di Forza Italia le posizioni sono diverse, e con toni più bassi. «Immuni? Ancora non l' ho scaricata, ma lo farò di certo», dice Mariastella Gelmini, capogruppo a Montecitorio. Mentre Deborah Bergamini è contraria: «Niente download. Non mi è chiara la portata: sono preoccupata per l' utilizzo dei dati: è una battaglia che faccio da sempre. I governi si stanno mettendo a fare concorrenza ai grandi player internazionali di questo settore e sono nettamente contraria». È un dubbioso, invece, Renato Brunetta: «Sono interessato - dice l' ex ministro per l' Innovazione -, ma non posso prendere una decisione emotiva, ma scientifica».

renato brunetta ascolta deborah bergamini (2)

 

Con Fratelli d' Italia torna invece durissima la posizione anti app: «Non è tollerabile pensare che milioni e milioni di cittadini possano essere "schedati" dal governo senza che il Parlamento italiano sia stato coinvolto», tuona il partito di Giorgia Meloni. «È liberticida e inefficace: me lo hanno detto tutti», aggiunge il senatore Ignazio La Russa. E contrarissimo rimane anche il meloniano Edmondo Cirielli, risultato positivo per ben due volte al coronavirus: «Ho fatto il test sierologico e ora sono tranquillo: non posso contagiare più nessuno».

immuni app la donna bada al figlio, l'uomo lavora

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