liliana segre

“NON SI PUÒ USARE GAZA CONTRO IL GIORNO DELLA MEMORIA” – IL DURO MONITO DELLA SENATRICE A VITA LILIANA SEGRE, SUPERSTITE DELLA SHOAH: “CI TOCCA LEGGERE FRASI TIPO: ‘LE VITTIME DI ALLORA HANNO PERPETRATO UN NUOVO GENOCIDIO OGGI’. UN PENSIERO DELIRANTE E RIPUGNANTE, CHE È ALLA BASE DELLE RITORSIONI CHE STANNO COLPENDO IL GIORNO DELLA MEMORIA. NON SI PUÒ ACCETTARE CHE DIVENTI OCCASIONE DI UNA VENDETTA SULLE VITTIME DI ALLORA" – "SULLA PROPOSTA DI LEGGE PER CONTRASTARE L’ANTISEMITISMO SPERO CHE SI ARRIVI A UNA CONVERGENZA TRASVERSALE, LA PIÙ AMPIA POSSIBILE. E SULLA REGOLAMENTAZIONE DELLE PIATTAFORME ONLINE DI SERVIZI DIGITALI… - IL TESTO DEL DISCORSO

 

Dal “Corriere della Sera” 

 

Pubblichiamo alcuni estratti degli interventi pubblici pronunciati ieri dalla senatrice Liliana Segre, superstite della Shoah. Nella mattinata ha partecipato alla cerimonia per il 27 gennaio al Quirinale, dove ha risposto alle domande di quattro studenti che hanno partecipato al Viaggio della Memoria ad Auschwitz. Nel pomeriggio è intervenuta in Senato. 

 

liliana segre

Pensando al Giorno della Memoria, voglio ricordare l’amico Furio Colombo, che fu l’artefice della legge del 2000 che lo istituì. Dopo 25 anni, il bilancio è fatto di luci e di ombre. Tra le luci, c’è l’attenzione che è stata ottenuta per i temi della Memoria nelle scuole [...]. Tra le ombre, c’è una certa ritualità e ripetitività: sarebbe meglio fare poche iniziative intelligenti e sentite ed evitare inutili celebrazioni che hanno il sapore dell’atto dovuto. 

 

Ma negli ultimi due anni abbiamo un altro problema molto più grave, del quale non posso non parlare perché sarebbe come nascondersi dietro un dito. Il tragico conflitto a Gaza, con le enormi sofferenze subite da tanti innocenti, ha fatto riesplodere un antisemitismo che prima sembrava sopito.

 

Il principio cardine, come per tutti i razzismi, è quello della colpa collettiva.

 

Una colpa che si propaga nel tempo e nello spazio, per cui l’accusa di deicidio rivolta agli antenati è stata usata nel corso dei secoli contro tutte le generazioni successive; e le malefatte (vere o presunte) di ogni singolo ebreo sono state usate per alimentare l’ostilità e il pregiudizio contro tutti gli ebrei ovunque nel mondo. Oggi siamo arrivati a un’espansione ulteriore, per cui la colpa addirittura risale a ritroso la linea del tempo e ci tocca leggere frasi tipo: «Le vittime di allora hanno perpetrato un nuovo genocidio oggi». 

liliana segre alla camera ardente di ornella vanoni

 

Un pensiero delirante e ripugnante, che è alla base delle ritorsioni — non saprei come chiamarle diversamente — che stanno colpendo il Giorno della Memoria. Se mi chiedono: «Si può parlare di Gaza nel Giorno della Memoria?», rispondo che certamente se ne può parlare. Il valore universale degli insegnamenti che derivano dalla Shoah ci porta a riflettere sempre sulle tragedie e i crimini che ancora dilagano nel mondo.

 

Si può, si deve parlare di Gaza, di Iran, di Ucraina, del Venezuela, del Sudan e di tutto ciò che offende l’umanità e chiama in causa la nostra responsabilità di cittadini di un mondo globale. Il problema è un altro. Non si può usare Gaza «contro» il Giorno della Memoria, tentare di oscurarlo, alimentare o lasciar correre ossessivi tentativi di banalizzazione, di distorsione e di inversione della Shoah; non si può accettare che diventi occasione di una vendetta sulle vittime di allora. 

 

liliana segre

Quello che ancora non tutti sembrano aver capito è che il Giorno della Memoria non è per gli ebrei, è principalmente per tutti gli altri. Serve per ricordare la nostra storia, quello che fece l’Italia fascista, quello che fecero la Germania nazista e molti Stati europei contro le «razze» considerate inferiori, contro i più deboli e i diversi, contro l’umanità. Il Giorno della Memoria è per ricordare i carnefici, ma anche quelli che si opposero e i Giusti che tentarono a costo della vita di salvare i perseguitati [...]. 

 

Di fronte al mondo di oggi sono incredula e smarrita, come penso siano tutti. Perfino i governanti non sanno che pesci pigliare di fronte all’esibizione della prepotenza allo stato puro. Mi sembra di rivedere la scena satirica e al tempo stesso poetica del personaggio del Grande dittatore di Charlie Chaplin che si balocca con il mappamondo, lo concupisce, lo fa volare per aria e lo riprende.

 

presentazione a milano del docufilm su liliana segre 7

Oggi non è un personaggio solo: ce ne sono contemporaneamente molti, in posizioni di grande potere, che ora fanno guerre, ora minacciano, ora bullizzano, ora rompono patti. 

 

Viviamo in uno stato di inquietudine che evoca in me lontani ricordi e che i meno anziani non hanno mai provato prima. Tutto ci appare più fragile, più precario. Non che prima il diritto internazionale fosse veramente rispettato, ma costituiva quantomeno una cornice, un punto di riferimento almeno formalmente onorato [...].

 

Penso che in questo momento critico abbiamo una speranza, che si chiama Europa. L’Unione europea deve dimostrarsi all’altezza delle sfide. Non più solo moneta e mercato, ma orgogliosa e coraggiosa comunità di democrazie, capace di difendersi e di far progredire insieme lo sviluppo e la giustizia sociale. Che poi era il sogno dei padri dell’europeismo [...]. 

 

presentazione a milano del docufilm su liliana segre 6

La rinascita virulenta dell’antisemitismo ha spinto diversi gruppi di senatori a presentare proposte di legge per contrastare il fenomeno. Non è questa la sede per entrare nel merito di tali proposte, ma mi limito a esprimere due raccomandazioni. 

 

La prima è che si arrivi presto, anche su questo tema, a una convergenza trasversale, la più ampia possibile. L’antisemitismo non dovrebbe essere né un terreno di speculazioni di parte, né un argomento che riguarda una specifica minoranza. Riguarda la qualità della nostra democrazia, riguarda la civile convivenza, dunque tutta la società.

 

il murale di liliana segre e sami modiano imbrattato

La seconda è che venga affrontato finalmente — come auspicato da tempo dalla Commissione contro l’istigazione all’odio, che ho l’onore di presiedere — lo spinoso problema della regolamentazione delle piattaforme online di servizi digitali [...]. 

 

Stiamo già vedendo i frutti di una gigantesca campagna di odio, che corre senza alcun limite e distrugge le basi del confronto civile. Oggi tocca agli ebrei, ma domani può capitare a qualsiasi gruppo. E, dunque, un impegno per una lotta comune, condivisa e consapevole contro le forme contemporanee di diffusione dei pregiudizi e dell’istigazione all’odio, mi parrebbe un modo degno per onorare il Giorno della Memoria. 

SERGIO MATTARELLA RICORDO SHOAH giorno memoriamemoriale shoah 23

 

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