fiumicino 1

LA NUOVA GUERRA MONDIALE? È QUELLA PER I TURISTI. L’ANALISI DI IGOR PELLICCIARI, PROFESSORE DI STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI ALLA LUISS: IL PIANO DEI RUSSI È QUELLO DI FARE DI FIUMICINO IL PRINCIPALE HUB EUROPEO DI TRANSITO PER RUSSIA E CINA. SAREBBE LA RISPOSTA AI CORRIDOI TURISTICI AUSTRO-TEDESCHI SU CROAZIA E GRECIA…

Igor Pellicciari per formiche.net

 

 

fiumicino 2

Tra le previsioni internazionali sulla pandemia in corso si iniziano ad affrontare le conseguenze della crisi del multilateralismo dei primi mesi del Covid-19. Le sue espressioni sono state molteplici e vanno dalla inattività e contraddizioni delle principali organizzazioni internazionali all’assoluto protagonismo, per converso, di Stati anche minori che si sono mossi perseguendo il proprio interesse nazionale.

 

Sul versante della Ue ha colpito per la simbologia lo smantellamento repentino del totem-Schengen portato avanti in autonomia dagli Stati membri, fino a quel momento mostro sacro intoccabile di un europeismo un po’ retorico e procedurale.

 

Nell’occasione gli Stati Nazione si sono paventati nel modo più chiaro possibile rivendicando il controllo di ciò che più di ogni cosa ne demarca l’identità. I confini sono tornati ad essere istituzioni, non solo sulla carta, ma sulla carne.

 

I commentatori hanno analizzato le conseguenze “macro” di questo ritorno dello Stato Nazione come il riemergere potente del bilateralismo in politica estera, mentre meno attenzione hanno posto sulle risultanti “micro”, almeno fino a quando non hanno iniziato a porre questioni di dimensione simile a quelle delle “macro”.

 

Lo osserviamo in questi giorni con quella che definiremmo una “guerra per i turisti” scatenata dalla infausta congiuntura dell’ingresso nella Fase 2 della pandemia con l’inizio della stagione turistica estiva.

fiumicino 1

 

Davanti a un tracollo economico senza precedenti, ciascuno Stato vede nel riavviarsi a costo quasi zero dell’industria del turismo la prima bolla di ossigeno su cui avventarsi per correre ai ripari e cercare di arrestare una recessione che proprio in alcuni Paesi meta vacanziera sarà vicino alla doppia cifra.

 

Non è un fatto nuovo che tra le conseguenze della globalizzazione vi sia stato anche l’assurgere della geopolitica del turismo a potente strumento di politica estera, sia nel definire alleanze che scontri.

 

L’esempio eclatante lo ha dato nel recente passato la Russia quando, come primissima retaliation per l’abbattimento del suo jet militare sul confine turco-siriano nel 2015, vietò con decreto presidenziale a milioni di suoi turisti di recarsi in vacanza in Turchia; assestando un duro colpo all’economia di Ankara.

 

Oppure, sempre restando in Russia (per un ragionamento che ci tornerà utile in chiusura di questo articolo) quando l’accordo tra Pechino e Mosca fece di quest’ultima non solo una meta per il turismo commerciale alto-spendente cinese ma anche il principale hub di transito aereo per tutte le rotte dalla Cina per l’Europa e viceversa.

coronavirus controlli fiumicino

 

Le cronache di questi giorni raccontano di come con il turismo – in misura simile a quanto avviene con il calcio –  molti governi cerchino in tutti i modi di piegare i timori e le prudenze della medicina alla scelta politica di dovere in qualche modo ripartire. E si configurano all’orizzonte una serie di nuovi scontri geopolitici sul turismo, senza esclusione di colpi bassi.

 

Hanno iniziato la Germania insieme all’Austria a parlare di corridoi turistico-sanitari garantiti che portino i propri turisti in Grecia e Croazia, facendo rivivere il legame del mondo tedesco con queste zone dei Balcani intese tradizionalmente come loro spazio di influenza, cementificato dal cordone ombelicale di generazioni di milioni di immigrati balcanici naturalizzati tedeschi ed austriaci, già dai tempi della Jugoslavia titina.

 

coronavirus, a fiumicino sono rimasti solo gli aerei alitalia 3

La Croazia non può che rallegrarsi dell’iniziativa tedesca anche se è consapevole che la sua dipendenza politico-economica-culturale da Berlino aumenterà ulteriormente. Con una recessione prevista al 9,4% Zagabria non può rinunciare alla principale fonte di reddito della industria turistica e, prima in Europa, ha annunciato l’abolizione della quarantena sugli incoming (la notizia, ovviamente, non ha avuto risalto sui media italiani).

 

Anzi, è probabile che per promuoversi Zagabria stessa trasformi in slogan turistico i suoi bassissimi tassi di contagio da Covid-19 dovuti sia alla gestione della pandemia sia al fatto che questa è esplosa d’inverno, quando tutti i Balcani perdono d’interesse globale e riducono i contatti con il resto del Mondo.

 

Principale vittima di queste manovre (l’Austria ha peraltro già dichiarato che manterrà chiuse le frontiere con l’Italia anche a giugno) l’Italia ha chiesto alla Ue che questi corridoi turistici se del caso concedano l’accesso al Belpaese e il ministro tedesco Thomas Bareiss ha rassicurato che le soluzioni intraprese saranno concordate.

 

Roma sta comunque studiando delle contromosse di riserva consapevole che poco possono nella sostanza le lamentele del premier Conte alla Von der Leyen, non perché questa sia un ex-ministro della difesa tedesco, ma perché la Ue oramai è fuori gioco dalla gestione dei confini degli Stati membri.

 

Né l’Italia può fare affidamento eccessivo su quella che è sembrata essere la sua priorità fino ad aprile 2020, ovvero il mantenimento in patria del suo turismo domestico, che ha sì numeri importanti ma che in un momento di crisi recessiva dei consumi rischia di essere una fontana a circuito chiuso che ricicla con poca pressione la stessa acqua.

pellicciari

 

Molto interessanti sono a riguardo alcune voci rilanciate da fonti russe che riguardano Farnesina e Ministero dei Beni culturali, che vorrebbero sul tavolo dei ministri Di Maio e Franceschini in definizione un progetto di apertura selettiva di corridoi turistici riservati per incoming dalla Cina e dalla Russia.

 

Il tutto a partire da un warm-up a giugno, quando Roma ha confermato l’apertura dei suoi confini senza richiesta di quarantena e il ministro dei trasporti russo Yevgeny Ditrikh

 

ha confermato che riprenderanno i trasporti aerei, con in previsione un mese di luglio con voli internazionali verso (cit.) “mare caldo e vitamina D che aiuti ad uccidere il virus”.

 

E ancora più interessanti sarebbero ulteriori indiscrezioni russe per cui lo spin off di questo progetto punterebbe a fare dell’aeroporto di Fiumicino il principale hub europeo di transito da e per la Russia e quindi – per proprietà transitiva rispetto all’aeroporto di Mosca – da e per la Cina.

 

vladimir putin

Sarebbe una contro-mossa durissima nei confronti dell’asse Germania – Austria (Monaco di Baviera e Vienna sono oggi i principali aeroporti di collegamento con la Russia) che per la spregiudicatezza è probabile sia stata suggerita alla cauta diplomazia Italiana proprio dalla Russia in quella che potrebbe essere idealmente la Fase 2 della campagna di aiuti “Dalla Russia con Amore”.

 

Va sottolineato che queste sono notizie non confermate. Ma per l’analista di turno – a differenza del giornalista – il loro stesso circolare insistente (peraltro a Mosca) è un dato oggettivo di cui tenere conto e che dice molto dell’estate che ci aspetta.

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