abdul hamid mohammed dbeibeh

NUOVA PUNTATA DELLA TELENOVELA ALMASRI – IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA LIBICO HA ANNUNCIATO CHE NON ESTRADERÀ L’EX CAPO DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA DI TRIPOLI ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE, SOTTOLINENADO CHE IL SISTEMA GIUDIZIARIO NAZIONALE È L’UNICA AUTORITÀ COMPETENTE (UN ANNUNCIO ARRIVATO VIA FACEBOOK, E POI CANCELLATO) – PER IL GOVERNO DEL PREMIER ABDUL HAMID DBEIBAH TRATTENERE IL TORTURATORE ALMASRI SIGNIFICA MANTENERE IL CONTROLLO SU DI LUI E AVERE COSÌ UNA PEDINA DI SCAMBIO E DI RICATTO DA UTILIZZARE CON LA MILIZIA “RADA”, RIVALE DELL’ESECUTIVO DI TRIPOLI, DI CUI ALMASRI È UNO DEI LEADER...

Estratto dell’articolo di Youssef Hassan Holgado per “Domani”

 

Osama Njeem Almasri

In Libia gli eventi politici si susseguono a grande velocità. Le cose cambiano repentinamente a seconda di alleanze, accordi e scontri violenti tra milizie. E così se fino a una settimana fa la tensione era in aumento a Tripoli, con il premier del governo di unità nazionale Abdel Hamid Dbeibeh che ha chiesto alle milizie rivali – soprattutto alla Rada, di cui il generale Osama Njeem Almasri è uno dei vertici – di arrendersi per evitare una guerra civile, oggi lo scenario è cambiato.

 

ABDULHAMID DBEIBAH

Domenica il ministero della Giustizia libico ha annunciato che non estraderà l’ex capo della polizia giudiziaria di Tripoli alla Corte penale internazionale. Il ministero non consegnerà alcun cittadino libico e ha sottolineato che il sistema giudiziario nazionale è l’unica autorità competente a gestire tali casi.

 

L’annuncio è arrivato, come di consueto, tramite la pagina Facebook del ministero. Ma il post è stato successivamente rimosso. Nella sua dichiarazione, il dicastero ha anche rimarcato che «la Libia non è parte dello Statuto di Roma istitutivo della Corte penale internazionale e, pertanto, non è obbligata a consegnare i propri cittadini a tale corte». Un clamoroso dietrofront dopo che il 15 maggio scorso il governo di Dbeibeh aveva affermato che «la Libia accetta la giurisdizione della corte sui presunti crimini commessi sul territorio libico».

 

IL PASSAPORTO DOMINICANO DI ALMASRI

Dietro il rifiuto del ministero della Giustizia c’è un elemento di analisi chiaro: nel caso in cui dovesse essere consegnato Almasri, anche altri imputati dovrebbero essere estradati verso la Corte dell’Aja.

 

 Si tratta di persone con un alto consenso politico e militare, accusate di gravi crimini internazionali. Molti di loro sono vertici delle milizie che si contendono il potere intorno a Tripoli. Una situazione che mette in difficoltà Dbeibeh nella gestione dei rapporti interni.

 

Ma ci sono due ipotesi dietro l’apparente dietrofront libico. Trattenere il generale – accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi soprattutto a danno di migranti – affinché possa essere processato in Libia significa mantenere il controllo su di lui e avere così una pedina di scambio e di ricatto da utilizzare all’occorrenza con la milizia Rada.

 

Almasri Osama Najeen.

L’altra ipotesi è quella che porta a un tentativo di distendere i rapporti con le milizie dopo le tensioni degli ultimi giorni che hanno riportato il paese sull’orlo della guerra civile.

 

Nel suo comunicato, infatti, il ministero ha detto che la Corte penale internazionale non ha fornito alla parte libica «prove dei fatti» di cui Almasri era accusato. Proprio per questo sono state revocate le restrizioni procedurali nei confronti del vertice di Rada. […]

 

Il giallo del post cancellato

IL CASO ALMASRI - ILLUSTRAZIONE DI POLITICO

La decisione del ministero della Giustizia tripolino è stata presa. Ma la sua pubblicazione, poi cancellata successivamente è diventata un mistero.

 

Il ritiro del comunicato viene interpretato come un segnale di forte tensione interna all’interno del governo di unità nazionale. C’è chi sarebbe propenso, infatti, a cooperare con la Corte penale internazionale per evitare ulteriori attriti con i governi europei.

 

La missione Onu

Il dietrofront su Almasri è arrivato nel giorno in cui Hanna Tetteh, a capo della Missione di sostegno delle Nazioni unite in Libia (Unsmil), ha avuto un incontro con il premier tripolino con l’obiettivo di evitare un’escalation nei pressi della capitale. Durante l’incontro, infatti, Tetteh ha espresso soddisfazione per il rilascio di diverse persone detenute arbitrariamente negli ultimi giorni dalle autorità libiche.

 

La speranza è che, dopo le tensioni degli ultimi due mesi, possa riprendere il processo di transizione politica nel paese.

 

La vicenda

carlo nordio e il caso almasri

Lo scorso 19 gennaio il generale libico Almasri, su cui pendeva un mandato d’arresto della Cpi è stato arrestato a Torino, dove era arrivato il giorno prima dalla Germania. Due giorni dopo la Corte d'Appello di Roma non ha convalidato l’arresto a causa di un cavillo giuridico che il ministro della Giustizia Carlo Nordio, avvisato sin da subito dell’arresto, poteva sanare.

 

Un vizio di forma che, pertanto, è rimasto: lo stesso giorno del rilascio Almasri viene ricondotto in Libia su un Falcon 900 gestito dai servizi segreti. Sul rilascio del generale libico è in corso un’inchiesta al tribunale dei ministri.

 

LA SPARTIZIONE DELLA LIBIA

 

giorgia meloni a tripoli con Abdulhamid DBEIBAHgiorgia meloni a tripoli con Abdulhamid DBEIBAHa tripoli manifestazioni contro il premier Dbeibah GIORGIA MELONI E IL CASO ALMASRI - MEME BY FAWOLLOMIGRANTI IN UN LAGER LIBICO GESTITO DAL ALMASRI

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