oliver sacks

OLIVER SACKS CI HA MENTITO? - OMBRE SUL NEUROLOGO, MORTO NEL 2015 E AUTORE DEL BESTSELLER "RISVEGLI", CHE HA SEGNATO LA CULTURA AMERICANA: DAI SUOI DIARI È EMERSO CHE IL DOTTORE PROIETTAVA SE STESSO NEI FAMOSI CASI CLINICI, EDULCORANDONE LE STORIE - NEI SUOI SCRITTI IL NEUROLOGO HA AMMESSO DI AVER COMMESSO “MOLTI ERRORI”, E CONFESSATO UN “SENSO DI CRIMINALITÀ”: AVEVA DATO AI PAZIENTI UNA VOCE CHE FORSE NON AVEVANO, AGGIUNTO DETTAGLI, INTENSIFICATO EMOZIONI, TALVOLTA CREATO EPISODI SIMBOLICI - UNA SORTA DI AUTOBIOGRAFIA MASCHERATA DI UN UOMO CHE CERCAVA NELLA PSICOANALISI UNA FORMA DI REDENZIONE DALLA SUA OMOSESSUALITA'...

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per "la Repubblica"

 

oliver sacks 5

Oliver Sacks arrivò alla psicoanalisi non per scelta ideologica, ma per necessità esistenziale. E la usò per tenere a bada un tormento interiore, scrivendo libri diventati famosi.

 

Ma con dentro un segreto, rivelato dai diari consegnati un anno fa alla New York Public Library e letti adesso dal New Yorker, che ne ha ricavato un lungo ritratto: Sacks, uno dei neurologi più famosi al mondo, morto a Manhattan nel 2015 a 82 anni, ha messo se stesso nei suoi famosi casi clinici, edulcorandone le storie, dando ai pazienti "poteri" che in realtà non avevano.

 

oliver sacks 6

Un lungo percorso cominciato negli anni '60 quando era un giovane neurologo inglese approdato a San Francisco, uscito dall'universo vittoriano della sua infanzia londinese.

 

Portava con sé un segreto che, nell'America del dopoguerra, e non solo, era considerato quasi un crimine professionale: l'omosessualità.

 

Un amico gli aveva consigliato una prudenza quasi paranoica: Sacks avrebbe dovuto cancellare gli indizi, non lasciare tracce. Lui scelse una strada che segnò il successo di libri come Risvegli e L'uomo che scambiò la moglie per un cappello: proiettò segretamente se stesso nei suoi pazienti.

 

[…] Sacks, che viveva un conflitto profondo tra pulsione e vergogna, secondo il New Yorker scelse la via più estrema: rinunciare al sesso, consegnandosi al martirio come forma di sopravvivenza.

 

oliver sacks 4

L'energia sottratta alla vita intima ha finito per alimentare la sua scrittura, e l'astinenza sessuale si è sublimata in amore per i pazienti, il lavoro e il pensiero. Sacks riempiva diari a ritmo febbrile, anche nello spazio di due giorni. Guidava per le vie di Manhattan e intanto registrava i suoi pensieri, immancabilmente interrotti da uno stop improvviso o da un pedone che attraversava di corsa la strada. Puntava a produrre un milione e mezzo di parole all'anno. Se nel pieno della notte l'eccitazione lo sorprendeva, la raffreddava infilando il pene in una vaschetta di gelatina d'arancia, gesto che oscillava tra umorismo nero e autopunizione monastica.

 

Nel frattempo, la sua produzione di libri cresceva. Non erano referti medici ma racconti brillanti e ricchi di umanità. I pazienti non erano solo portatori di casi clinici ma persone intrappolate nei loro traumi. […]

 

oliver sacks 3

Nei suoi diari il neurologo ha ammesso di aver commesso «molti errori», e confessato un «senso di criminalità»: aveva dato ai pazienti una voce che forse non avevano, aggiunto dettagli, intensificato emozioni, talvolta creato episodi simbolici. Non mentiva per vanità, era autobiografia mascherata. Dal ritratto del New Yorker non emerge la figura del medico-santo che il pubblico avrebbe celebrato, ma di un uomo che sognava di diventare il "Galileo dell'interiorità", impegnato in un negoziato costante tra desiderio e disciplina, arte e verità, identità e paura, alla ricerca di una forma di redenzione attraverso i suoi libri

oliver sacks derek robinson e oliver sacks oliver sacks e una paziente oliver sacksOLIVER SACKSoliver sacks in movimento ultimo libro autobiografico

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...