tesoro di hitler

ORO O MAI PIÙ - AL VIA GLI SCAVI IN POLONIA PER TROVARE IL TESORO DI HITLER - UN GRUPPO DI “CACCIATORI DI TESORI” È CONVINTO DI AVER TROVATO IL NASCONDIGLIO GRAZIE A DOCUMENTI CHE ERANO RIMASTI SEGRETI, TRA CUI UNA MAPPA OTTENUTA DAI DISCENDENTI DI UFFICIALI SS - LE 48 CASSE D'ORO PER UN VALORE STIMATO DI OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO SAREBBERO SEPPELLITE AL DI SOTTO DI UN PALAZZO DEL XVIII SECOLO...

Marco Perisse per www.gqitalia.it

 

OPERE TRAFUGATE DA HITLER

Potrebbe finalmente venire alla luce il leggendario tesoro dei nazisti nascosto in Polonia, altrimenti noto come l'oro di Breslau o anche come l'oro di Hitler. Un team di “cacciatori di tesori” è certo di aver localizzato 10 tonnellate di oro nascosto dalle SS alla fine della seconda guerra mondiale, e la prossima settimana inizieranno gli scavi nei terreni di uno storico palazzo situato 50 chilometri a est di Breslavia.

 

L'oro di Breslau

A riferirlo è la stessa stampa polacca: i cacciatori del tesoro dicono di aver trovato il nascondiglio del bottino grazie a documenti che erano rimasti segreti, tra cui una vera e propria mappa del tesoro ottenuta dai discendenti di ufficiali delle Waffen SS di estrazione aristocratica (collegati peraltro a un'antica gilda).

 

TESORO DI HITLER

L'annosa vicenda con connotati tra il mistero e il fantasy è ricca di tratti romanzeschi: per anni si è favoleggiato circa “l'oro di Breslau” (il nome tedesco di Breslavia che ora si trova in territorio polacco, Wroclaw appunto), ma ora sembra arrivato il momento della verità.

 

48 casse d'oro per un valore stimato di oltre mezzo miliardo di euro sarebbero seppellite al di sotto di un palazzo del XVIII secolo in stile rococò costruito da una gloria della cavalleria prussiana, il generale Friedrich Wilhelm von Seydlitz, nei pressi del villaggio di Minkowskie che le SS utilizzarono durante la guerra come “casa di piacere”.

 

Un tesoro leggendario

ORO

La leggenda del tesoro nascosto dai nazisti incalzati dall'avanzata dell'Armata Rossa è iniziata addirittura prima della fine del conflitto. La voce di un convoglio in cui Hitler e i gerarchi avevano ammassato preziosi e capolavori d'arte rubati è nata infatti nei mesi finali della seconda guerra mondiale, con l'Europa in preda al caos e gli eserciti alleati in marcia verso il cuore della Germania sia da ovest sia da est.

 

La zona, nella Polonia occidentale attuale, era territorio tedesco, assegnato a Varsavia nel dopoguerra. Il treno sarebbe partito da Breslau - oggi Wroclaw/Breslavia - nel '45 diretto a sud, dove i nazisti avevano predisposto una rete di bunker e gallerie per proteggersi dai bombardamenti e tentare la fuga.

 

adolf hitler

Qualche anno fa due cacciatori di tesori credevano fosse nascosto a Walbrzych, nella Polonia sud-occidentale, una regione montagnosa coperta di foreste verso il confine con la Repubblica Ceca. Indizio al quale si erano interessate le stesse autorità polacche per concludere dopo una serie di ricerche che il treno non esiste.

 

Tuttavia non si è spenta la caccia al tesoro, nella convinzione che dietro la leggenda ci sia qualcosa di vero. Vengono setacciati archivi, documenti, carteggi privati. E un nuovo indizio dell'esistenza del tesoro è comparso lo scorso anno indicando anche mappe di siti in cui sarebbero state occultate le ricchezze trafugate.

 

La “pistola fumante” che ha indirizzato la caccia è un diario di guerra scritto 75 anni fa da un Waffen SS con lo pseudonimo di Michaelis, che descrive l'operazione di occultamento condotta dai reparti che facevano capo a Himmler.

 

Da cosa è composto il tesoro

adolf hitler

Il diario indica con dovizia di particolari ben 11 località in Slesia e nei dintorni di Opole in cui sarebbero stati messi al sicuro oro, oggetti preziosi, capolavori d'arte trafugati sia in Germania che nei Paesi occupati dai tedeschi.

 

Fra le opere nascoste, vi sarebbe anche il Ritratto di giovane uomo dipinto da Raffaello, acquistato a Venezia nel 1807 dall'aristocratico polacco Czartoryski e conservato nell'omonimo museo di Cracovia prima che se ne perdessero le tracce nel 1945, dopo che era finito nelle mani dei tedeschi in seguito all'occupazione della Polonia nel '39.

 

L'esistenza del diario di guerra e i suoi eccezionali contenuti erano stati annunciati nella primavera dell'anno scorso da una fondazione di Opole denominata Silesian Bridge che informava di averlo ricevuto da una controparte tedesca e indicava una delle località in un altro palazzo storico, a Roztoka proprio nei pressi di  Walbrzych.

 

L'operazione di ricerca del tesoro è stata però indirizzata nel palazzo di Minkowskie perché «il diario dice che i depositi di Roztoka sono sepolti a 64 metri sotto un pozzo e sarebbe un compito arduo scavare in quel sito, ci siamo concentrati su Minkowskie perché pensiamo sia più facile», ha spiegato Roman Furmaniak a capo della fondazione secondo la quale il blocco lì nascosto è il leggendario “oro di Breslau” sparito dal quartier generale della polizia di Wroclaw sul finire della guerra.

 

adolf hitler

Fra leggenda e realtà

Cosa accadde a quel tesoro è uno dei misteri insoluti della seconda guerra mondiale e in quanto tale ha alimentato nei decenni leggende e voci che però intersecano fatti reali come la compilazione del cosiddetto inventario Grundman dal nome di Gunther Grundmann che era stato, prima e durante la guerra, il conservatore dei beni artistici della Slesia.

 

Nel '42, a motivo dei bombardamenti alleati, fu incaricato di inventariare il patrimonio di musei pubblici e collezioni private indicando siti di riparo, uno dei quali ritenuto il palazzo Hochberg di Roztoka.

 

Nel '44 il conservatore fu però incaricato di occuparsi dell'occultamento dei tesori nazisti, di qui la denominazione di “lista Grundman” per indicare i siti dei reperti spariti. La decisione di occultarli sembra fosse dovuta al fatto che, chiuse ormai le vie di transito dall'avanzata alleata, i gerarchi avevano optato per nasconderli.

 

mussolini hitler

In questo plot romanzesco tra la guerra e la spy-story non mancano, secondo la ricostruzione della fondazione polacca, risvolti esoterici, piccanti e romantici. La fonte tedesca del diario, attraverso le proprie ascendenze aristocratiche, è ritenuta collegata a una società segreta antica di 1000 anni, coerentemente con la fascinazione esoterica di Himmler e delle sue milizie.

 

Il palazzo durante la guerra era un bordello per ufficiali nazisti. Fu poi preso dall'Armata Rossa e trasformato in asilo, quindi passato all'esercito polacco, poi adibito a uffici e anche cinema prima di passare in gestione alla fondazione che ha chiesto i permessi di scavo in accordo col ministero della Cultura. Una lettera rivolta dall'ufficiale a una ragazza che vi lavorava, Inge, divenuta sua amante, la sollecita a tenere d'occhio il posto dell’occultamento.

 

georg von sodenstern e adolf hitler

«Le restanti 48 grosse casse della Reichsbank, le affido a te. Un cunicolo è stato scavato nell'orangeria, che è una ‘casa’ sicura per le casse e gli altri contenitori» è l'annotazione sul diario datata 12 marzo 1945 mostrata da Furmaniak, e aggiunge che le «48 casse della Reichsbank, in buone condizioni, sono ben nascoste sotto terra e ricoperte di terra rinverdita con piante ancora vive».

 

Con la Slesia in territorio polacco per gli accordi di Yalta e la presenza sovietica nel dopoguerra, non doveva esser stato possibile a Inge recuperare alcunché del tesoro, o forse rimase uccisa come collaborazionista.

 

il bunker di hitler

Nelle fasi convulse della fine della guerra e del crollo del nazismo non si conoscono i destini di "Michaelis" né della donna di cui si era innamorato. Per Roman Furmaniak, capo della spedizione dei cacciatori d'oro, Inge superstite non ha mai voluto tradire il suo amore svelando il segreto del tesoro, ma questa sembra un'appendice romanzesca attorno al tesoro che il prossimo mese potrebbe essere portato alla luce dagli scavi.

 

il bunker di hitler 3

Se comparirà l'oro, sarà finalmente risolto il mistero della seconda guerra mondiale; altrimenti bisognerà aggiungere un nuovo capitolo al suo pluridecennale feuilleton. Ma «ci stiamo preparando per esplorare un'altra location, nello stesso tempo o subito dopo Minkowskie», ha anticipato Furmaniak.

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…