silvio berlusconi margaret thatcher

BERLUSCONI SOGNAVA DI ESSERE LA THATCHER MA NON POTEVA ESSERLO – GIOVANNI ORSINA ANALIZZA LA PARABOLA POLITICA DEL CAV: “HA INTERPRETATO LO SPIRITO DEGLI ANNI '80, PUR FALLENDO LA RIVOLUZIONE LIBERALE. HA SAPUTO RIEMPIRE COL SUO MESSAGGIO INDIVIDUALISTICO, LIBERTARIO, VITALISTICO E SOSTANZIALMENTE ANTIPOLITICO L'IMMENSO SPAZIO POLITICO CHE AVEVANO APERTO I MAGISTRATI DI MANI PULITE. GIORGIA MELONI HA DETTO CHE VUOLE EREDITARE DA BERLUSCONI L'EMPATIA E IL SISTEMA BIPOLARE…”

Estratto dell'articolo di Giovanni Orsina per “La Stampa”

 

silvio berlusconi

Non c'è stata, negli ultimi cinquant'anni della nostra vicenda nazionale, una personalità che abbia inciso così a fondo nella carne del Paese come Silvio Berlusconi. E anche se allarghiamo lo sguardo al di là delle Alpi, ai nostri tempi non troviamo molte altre figure storiche che abbiano avuto un impatto paragonabile.

 

[…]

 

Se dovessi condensare in una sola battuta il valore storico della vicenda umana di Berlusconi, direi che ha impersonato meglio di chiunque altro in Italia, ma forse perfino nel mondo, lo spirito dell'ultimo quarto del ventesimo secolo.

 

Margaret Thatcher e Silvio Berlusconi

Come secolo del primato della politica, segnato dai totalitarismi ma anche dal keynesismo e dal welfare state, il Novecento comincia a concludersi nella seconda metà degli anni '60 col presentarsi e il fallimento dell'ultima esplosione di politica, la contestazione studentesca e operaia.

 

Nel decennio successivo si apre una fase storica ben diversa, che potremmo dire post novecentesca, segnata per un verso dal rifiuto più o meno radicale della politica, e per un altro dalla fiducia ottimistica nella capacità del mercato e della società civile di produrre spontaneamente ordine e progresso.

 

silvio berlusconi nel 1997

Questa fase si consoliderà nel corso degli anni '80 e giungerà al suo punto culminante dopo il crollo del comunismo. Sul terreno internazionale il suo spirito si è incarnato soprattutto in Margaret Thatcher e Ronald Reagan. Da noi, in Berlusconi.

 

Diversamente da Thatcher e Reagan, a quello spirito Berlusconi ha dato sostanza già da imprenditore. Prima come costruttore di un'interpretazione italiana delle "gated communities": comunità urbane protette e compiute in se stesse, quasi piccoli stati nello Stato capaci di offrire a chi li abitava servizi pubblici esclusivi sostitutivi o ulteriori rispetto a quelli, ritenuti insufficienti, forniti dalle istituzioni. E poi, soprattutto, come tycoon televisivo.

 

[…]  Non possiamo dimenticare insomma quanto gli anni '80 siano stati un figlio irregolare delle aspirazioni rivoluzionarie degli anni '70. È in questo terreno che ha affondato le sue radici la poderosa spinta libertaria e, a suo modo, egualitaria che ha caratterizzato il berlusconismo politico.

 

silvio berlusconi

Una spinta che la cultura progressista, altrettanto robustamente radicata nel moralismo, non è mai stata in grado di comprendere. Quella cultura non si è nemmeno avvicinata a capire quanto profondamente democratico fosse il berlusconismo, e per questo non gli è riuscita a prendere le misure e, dallo scontro, è uscita spesso con le ossa rotte.

 

Nel 1994 Berlusconi ha saputo riempire col suo messaggio individualistico, libertario, vitalistico e sostanzialmente antipolitico l'immenso spazio politico che avevano aperto i magistrati di Mani pulite.

 

giorgia meloni sul maxischermo di piazza duomo funerali silvio berlusconi

Fare politica con un messaggio antipolitico può sembrare una contraddizione in termini. Ma è una contraddizione che segna tutti gli anni '80, e non soltanto in Italia. Proprio in virtù della sua biografia d'imprenditore, poi, Berlusconi era perfetto per maneggiare quell'antinomia senza farsene intrappolare.

 

 Infine, la cospicua parte destra dell'elettorato italiano sembrava fatta apposta per apprezzare il progetto proprio nella sua ambivalenza: militante abbastanza da partecipare alla vita pubblica, ma pure sufficientemente diffidente della politica e dello Stato da dare il proprio voto a un leader che prometteva di ridimensionare questo e quella.

silvio berlusconi forza italia

 

La rivoluzione liberale – il risvolto costruttivo delle emozioni per lo più negative che ho illustrato finora – non si è mai materializzata, com'è ben noto. Berlusconi non era Thatcher, l'Italia non era il Regno Unito, gli anni '90 non erano gli '80. Soprattutto, quando Berlusconi è arrivato a governare stabilmente il Paese, nel 2001, il clima storico si era ormai profondamente modificato.

 

giorgia meloni funerali silvio berlusconi

Con la svolta del secolo l'ottimismo e la fiducia negli spiriti vitali della società italiana hanno cominciato a lasciar spazio a un pessimismo crescente e al senso che la Penisola fosse entrata in una fase decadente. Come detto, Berlusconi incarnava lo spirito fiducioso dell'ultimo quarto del Novecento – con l'atmosfera cupa dell'inizio del ventunesimo non aveva più molto a che vedere.

 

Certo, si è schierato al fianco di George W. Bush nella guerra al terrore, ha collaborato con la Conferenza episcopale del cardinal Ruini negli scontri biopolitici di quegli anni. Ma erano conflitti, in definitiva, che avevano ben poco a che vedere con la sostanza spensieratamente, caoticamente, inclusivamente libertaria del berlusconismo.

 

SILVIO BERLUSCONI DIXIT - BY MACONDO

Era molto più nelle sue corde, semmai, lo spirito di Pratica di Mare, la promozione dell'incontro fra Russia e Stati Uniti: il Cavaliere era uomo di giochi a somma positiva, di transazioni felici e remunerative, non di lotte di religione. Perfino quando faceva l'anticomunista.

 

[…]  Fra il 2011 e il 2013 la crisi del debito sovrano, il governo Monti e il successo elettorale del Movimento 5 stelle hanno fatto a pezzi il sistema politico bipolare che il Cavaliere aveva saputo costruire intorno a sé. Dotato di risorse straordinarie – vitalità, determinazione, televisioni, soldi –, Berlusconi è rimasto un protagonista della vita pubblica italiana per dieci anni ancora. La sua stagione era finita, però, e nella posizione centrale che aveva occupato fino ad allora nel sistema politico si sono avvicendati altri: Renzi, Grillo, Salvini, Meloni.

 

silvio berlusconi e la tv 1

Il nuovo clima storico ha richiesto allora una nuova destra. Che è riuscita infine a prender forma in maniera ragionevolmente stabile, anche se ci son voluti quasi dieci anni. Nell'articolo che ha pubblicato ieri sul Corriere della Sera, Giorgia Meloni ha detto con grande chiarezza che cosa questa nuova destra voglia ereditare da Berlusconi.

 

Nel ricordare il suo predecessore, la presidente del Consiglio si è soffermata in particolare su due punti: Berlusconi l'outsider, innanzitutto, l'italiano qualunque che ha fatto fortuna ma non ha perduto la capacità di mettersi in comunicazione empatica con gli altri italiani qualunque; e poi Berlusconi il fondatore del centro destra in uno schema politico bipolare.

 

Sono i due punti cruciali: se tiene unito il suo popolo, molto più compatto e facile da maneggiare del dirimpettaio progressista, e alla testa di quel popolo mette un leader che senta di appartenergli profondamente, non se ne presuma migliore e non pretenda di educarlo, la nuova destra può andare lontano. […]

 

silvio berlusconi

Qui, però, il suo desiderio di mettersi in continuità col Cavaliere deve fare i conti col radicale mutamento di clima degli ultimi trent'anni. Oggi difendere l'interesse nazionale significa ridare centralità alla politica. Non solo: proprio a quegli aspetti della politica – i duri conflitti di interesse, la competizione ultimativa per le risorse, il potere, la violenza – che negli anni '80 e '90 si sperava fossero stati esorcizzati per sempre.

 

L'umanità sta giocando una difficilissima e pericolosissima partita di ripoliticizzazione, la nuova destra dovrà capire molto velocemente come affrontarla, e in questo l'eredità berlusconiana non potrà esserle di nessun aiuto. Ieri abbiamo celebrato il funerale dell'Italia felice, vitale, espansiva, spensierata che il Cavaliere ha cantato come imprenditore e come politico. Mi consenta il lettore di rimpiangerla.

silvio berlusconi con la bandanasilvio berlusconi silvio berlusconi a 38 anni silvio berlusconi forza italia silvio berlusconi

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...