filippo turetta giulia cecchettin

IL PADRE DI GIULIA CECCHETTIN DISSE AI CARABINIERI DOPO LA SCOMPARSA DELLA FIGLIA CHE TEMEVA PER LA DI LEI INCOLUMITÀ MA I MILITARI RUBRICARONO LA DENUNCIA COME “ALLONTAMENTO VOLONTARIO”: “LA PERSONA NON È IN PERICOLO DI VITA” – IL TESTIMONE CHE HA CHIAMATO IL 112 PER SEGNALARE L’AGGRESSIONE NEL PARCHEGGIO A POCHI METRI DA CASA DI GIULIA – QUELLE TRACCE DI SANGUE…

Roberta Polese per https://corrieredelveneto.corriere.it/ - Estratti

 

filippo turetta

Non c’è stato un sopralluogo dei carabinieri a Vigonovo la notte in cui un testimone chiama il 112 per segnalare l’aggressione nel parcheggio a pochi metri da casa di Giulia. Quella telefonata fatta alle 23.18, «parlava di una lite tra due persone che erano già risalite in auto e si erano allontanate» spiegano i carabinieri, con il testimone che «non era riuscito ad annotare la targa».

 

Quella notte, spiegano ancora i carabinieri «c’erano altri interventi in atto da parte delle pattuglie», inoltre non era stata presentata una denuncia di scomparsa, nessuno immaginava che dentro quella macchina ci fossero Giulia Cecchettin e Filippo Turetta.

 

Smentita la seconda chiamata

giulia cecchettin

Al momento non vi è alcuna indagine in corso della Procura volta ad accertare un possibile reato di omissione di soccorso da parte degli operatori. Del resto, visto che non c’era nè il numero di targa nè il modello dell’auto, sarebbe stato impossibile per i carabinieri rintracciarla. Spunterebbe però un nuovo testimone della seconda parte dell’aggressione a Giulia sabato sera, quella avvenuta nella zona industriale di Fossò, Comune confinante con Vigonovo. L’agenzia Lapresse riporta una telefonata giunta ai carabinieri dopo la mezzanotte tra sabato e domenica. Si tratterebbe di un vigilantes della ditta Dior che avrebbe visto le immagini del pestaggio della ragazza davanti alla ditta avvenuto alle 23.40. Una volta viste le immagini, circa mezz’ora dopo l’aggressione, sarebbe scattata la chiamata al 112, ma questa seconda telefonata viene smentita dai carabinieri.

filippo turetta giulia cecchettin

 

La denuncia (domenica) del papà

Ufficiale è invece la denuncia di scomparsa che presenta Gino Cecchettin ai carabinieri alle 13.30 di domenica 12 novembre. Una denuncia rubricata come «allontanamento volontario» e «persona non in pericolo di vita» dai militari della stazione di Vigonovo. Due particolari che stridono nettamente con tutto quello che ora sta emergendo del trascorso tra Giulia e Filippo, ossia le manie di controllo del giovane padovano, e i timori della giovane, preoccupata più per un possibile suicidio di lui che per sé stessa.

 

Quel giorno Gino aveva spiegato ai carabinieri di essere preoccupato per l’incolumità di Giulia. «Mia figlia Elena mi ha raccontato che Turetta non aveva mai perso la speranza di tornare assieme a Giulia, pertanto a volte era insistente e possessivo al punto che lei aveva deciso di troncare definitivamente — scrive Gino nella denuncia — tuttavia Giulia aveva continuato a frequentarlo perché lui era depresso ed era preoccupata per qualche suo gesto inconsulto, temo quindi per l’incolumità di mia figlia».

LA FUGA DI FILIPPO TURETTA

 

 

Il sopralluogo e le tracce di sangue

Perché allora scrivere che la ragazza si era allontanata volontariamente? Forse perché al momento di uscire di casa Giulia sapeva di dover uscire con il suo ex e lo aveva comunicato al padre. Quanto al «non in pericolo di vita» probabilmente si tratta di un errore, che però non avrebbe avuto influito sulle indagini, tanto che immediatamente viene messa in moto la macchina delle ricerche. È vero però che la segnalazione del pestaggio avvenuto alle 23.15 la sera dell’11 novembre non viene messa dai carabinieri subito in connessione con la sparizione della studentessa. Tanto che il padre apprende di quella telefonata domenica pomeriggio direttamente dall’uomo che l’ha fatta, suo vicino di casa.

la ricostruzione dell aggressione di filippo turetta a giulia cecchettin

 

Quando i due eventi vengono collegati i carabinieri si mettono in allarme, e pare che proprio in quel momento parta il sopralluogo nel parcheggio poco lontano da casa di Giulia. Lì vengono rintracciate tracce di sangue e impronte di sneakers che, scriverà la Gip nell’ordinanza, sono compatibili con quelle trovate anche a Fossò e quindi attribuite a di Filippo Turetta.

RITROVATO IL CORPO DI GIULIA CECCHETTINil percorso dell auto di filippo turetta auto di filippo turetta il padre di giulia cecchettinRITROVATO IL CORPO DI GIULIA CECCHETTIN

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