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TRUMP CHIAGNE E FOTTE – I PAESI DELL’UE HANNO RAGGIUNTO GLI STATI UNITI PER SPESE MILITARI A FAVORE DELL’UCRAINA: QUASI 65 MILIARDI DI EURO DALL’INIZIO DELLA GUERRA, A CUI SI AGGIUNGONO 18 MILIARDI DI REGNO UNITO E NORVEGIA – L'ALTO RAPPRESENTANTE PER LA POLITICA ESTERA UE, KAJA KALLAS, SPEDISCE UN MESSAGGIO A “THE DONALD”, CHE INVITA GLI ALLEATI AD APRIRE IL PORTAFOGLIO PER ZELENSKY: “SOLTANTO QUEST'ANNO FORNIREMO AIUTI PER 25 MILIARDI” – MA TRA I PAESI DELL’UNIONE, L’ITALIA È IN FONDO ALLA CLASSIFICA CON 1,7 MILIARDI (LA GERMANIA HA SGANCIATO 16,5 MILIARDI)... 

Estratto dell’articolo di Marco Bresolin per “la Stampa”

 

volodymyr zelensky kaja kallas

Da qualche mese ormai, i Paesi europei hanno superato gli Stati Uniti nel livello di assistenza militare all'Ucraina. E a breve ci sarà un altro sorpasso: il contribuito dei soli Stati membri dell'Unione europea, senza dunque contare il significativo contributo del Regno Unito (13,8 miliardi di euro) e della Norvegia (quasi 4 miliardi), ha in questi giorni raggiunto quota 63,2 miliardi, circa un miliardo e mezzo in meno rispetto al sostegno militare americano.

 

«Soltanto quest'anno - ha rivelato ieri davanti all'Europarlamento l'Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas – gli Stati Ue forniranno aiuti per 25 miliardi, il valore più alto» dall'inizio del conflitto.

 

AIUTI MILITARI ALL UCRAINA - LA SPESA DEI GOVERNI UE E DELL UE

Ma tra i Paesi dell'Unione esistono significative differenze e l'Italia non brilla certo per generosità e nemmeno per trasparenza. Il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando al dodicesimo pacchetto di aiuti militari, dopo quello adottato lo scorso maggio, ma il volume del sostegno negli undici precedenti sfiora appena quota 1,7 miliardi, secondo il monitoraggio del Kiel Institute sui contributi di 41 Paesi.

 

In termini assoluti, l'Italia risulta essere il tredicesimo Paese per sostegno militare a Kiev, alle spalle di Stati ben più piccoli come Belgio (2,76 miliardi) e Paesi Bassi (7,5 miliardi).

 

Ancor più magra la performance se si valuta l'importo del sostegno militare in rapporto al Pil: in questo caso, gli aiuti militari che l'Italia ha destinato all'Ucraina valgono lo 0,14% del Prodotto interno lordo, ventesimo Paese nella speciale graduatoria.

 

AIUTI MILITARI ITALIANI ALL UCRAINA

Altri centri di ricerca forniscono stime leggermente più alte perché includono anche il contributo italiano alla European Peace Facility (Epf), lo strumento extra bilancio-Ue che ha sin qui finanziato aiuti militari all'Ucraina per circa 6 miliardi di euro: la quota a carico dell'Italia è di circa 700 milioni di euro, che però non andrebbero sommati. [...]

 

Si tratta di dati non ufficiali, visto che il governo non rivela l'entità del supporto e nemmeno rende noto l'elenco del materiale fornito. Un'opacità che assegna all'Italia un punteggio di 2,9 (su una scala di 5) nell'indice di trasparenza realizzato dal Kiel Institute.

 

foto di gruppo vertice alla casa bianca con zelensky e i leader europei foto lapresse

Secondo il centro di ricerca tedesco, tra le forniture di Roma la parte del leone la fanno i tre sistemi di difesa aerea Samp/T che da soli valgono quasi un miliardo di euro. Nel calcolo dei contributi pesano poi i 76 obici da 152 e da 155 millimetri, che valgono quasi 170 milioni.

 

Anche se non ci sono conferme ufficiali, nell'elenco realizzato dal Kiel figurano anche due sistemi lanciarazzi M270, per un valore totale di 23 milioni di euro.

 

Per sostenere l'esercito di Kiev, l'Italia potrà utilizzare anche i fondi del piano europeo Safe: il programma mette a disposizione degli Stati membri 150 miliardi di prestiti a un tasso agevolato.

 

volodymyr zelensky e giorgia meloni conferenza per la ricostruzione dell ucraina foto lapresse

Diciannove Paesi hanno fatto richiesta alla Commissione, che ieri ha reso nota la ripartizione delle risorse: all'Italia andranno 14,9 miliardi di euro. È il quinto beneficiario dietro Polonia (43,7 miliardi), Romania (16,7), Francia e Ungheria (entrambe a 16,2). Si tratta di prestiti che andranno restituiti e che dunque impatteranno sul debito, anche se il governo risparmierà sui tassi d'interesse.

 

Le risorse, però, non potranno essere utilizzate liberamente: dovranno finanziare appalti congiunti e il materiale bellico dovrà essere per almeno il 65% "made in Eu" (o in Ucraina).

 

 

Entro il 30 novembre, il governo dovrà inviare a Bruxelles il piano nazionale con gli investimenti nella Difesa che intende realizzare e l'erogazione dei primi fondi è prevista per l'inizio del 2026.

 

GUIDO CROSETTO GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

Il contributo italiano all'Ucraina in campo militare è molto distante da quello della Germania – primo tra i Paesi Ue per sostegno all'esercito di Kiev, con un valore totale di 16,5 miliardi –, ma anche della Danimarca (9,2 miliardi), della Svezia (6,7 miliardi) o della Francia (quasi 6 miliardi). Tra i big, solo la Spagna ha un apporto inferiore (800 milioni).

 

Roma ha offerto anche 410 milioni (di cui soltanto 320 sborsati) di aiuti finanziari e mezzo miliardo in aiuti umanitari, il che porta il totale del contributo bilaterale italiano a quota 2,6 miliardi.

 

A questi vanno poi aggiunte le risorse stanziate nel quadro delle iniziative dell'Unione europea per la quota parte di Roma: l'impatto sui conti è di oltre 8 miliardi, ma si tratta in buona parte di prestiti o garanzie, non soltanto di sovvenzioni a fondo perduto. [...]

giorgia meloni con guido crosetto nella camionetta dell esercito 5

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