paola ruffo di calabria

PAURA A VENEZIA – MALORE PER LA REGINA MADRE DEL BELGIO, PAOLA RUFFO DI CALABRIA, IN VISITA PRIVATA CON IL MARITO. SI TEMEVA UN ICTUS, MA ORA STA MEGLIO ED È GIÀ TORNATA A BRUXELLES – GLI ANNI ROMANI, IL RESPINGIMENTO A SAN PIETRO PER LA MINIGONNA “INDECENTE”, I TRADIMENTI DEL MARITO E LA VITA DISCRETA DOPO IL “PENSIONAMENTO”: ECCO CHI È LA DONNA CHE PORTÒ “UN LAMPO DI LUCE'' NELLE NEBBIE DELLA CORTE PIÙ AUSTERA D'EUROPA

1 – PAURA PER PAOLA DEL BELGIO MALORE NELLA NOTTE A VENEZIA

Roberta Brunetti per “il Messaggero”

 

paola ruffo di calabria 9

Nella notte la corsa in motoscafo al Pronto soccorso di Venezia. Gli esami blindati in ospedale, come si conviene a una testa coronata. E poi il sospiro di sollievo: nulla di grave dietro a quel malore. Solo un gran spavento per la regina madre dei Belgi, Paola Ruffo di Calabria, in vacanza a Venezia con il marito Alberto.

 

Quello che all' inizio si era temuto potesse essere un ictus, dopo accurate analisi si è infatti rivelato solo un problema neurologico transitorio. E già ieri pomeriggio la regina madre è potuta rientrare a Bruxelles, con il marito, a bordo di un aereo di Stato inviato dal Belgio.

 

VISITA PRIVATA

La bella principessa italiana che aveva portato la dolce vita nella corte di Bruxelles è oggi un' affascinante anziana di 81 anni dai capelli candidi e il portamento elegante.

paola ruffo di calabria 3

Dal 2013, quando re Alberto ha abdicato in favore del figlio, l' attuale re Philippe del Belgio, l' anziana coppia fa vita discreta, lontano dai riflettori. E in visita privata Paola e Alberto erano a Venezia già da una settimana.

 

Erano arrivati in macchina, con una scorta di tre persone. Il consueto personale di Palazzo che li segue ovunque. Come alloggio non avevano scelto uno dei grandi alberghi di lusso, probabilmente troppo affollati.

 

paola ruffo di calabria 1

Ma la Pensione Accademia, un tre stelle di classe, un po' defilato e noto per la sua riservatezza, con vista di scorcio sul Canal Grande, in zona Gallerie dell' Accademia. Qui martedì sera erano a passeggio, a braccetto, sereni, con quell' aria da signori un po' d' altri tempi, eppure ben mimetizzati nel via vai di turisti d' ogni genere che popola Venezia.

 

Poco prima di mezzanotte, in albergo, il malore che ha tanto spaventato la coppia reale e il suo seguito. All' ospedale Santi Giovanni e Paolo la regina è arrivata in motoscafo privato attorno alla mezzanotte. Temendo un ictus, è stato disposto il ricovero per una serie di analisi.

 

Per Paola del Belgio si è mobilitata l' intera macchina ospedaliera, dal Pronto soccorso all' equipe della Neurologia veneziana, ma anche gli specialisti neurologi e neuroradiologi dell' Angelo, l' ospedale di Mestre, che hanno esaminato i referti per via telematica. Esami accurati che via, via hanno escluso problemi gravi e consentito le dimissioni all' indomani.

 

PRIVACY PROTETTA

paola ruffo di calabria e alberto del belgio

Intanto, fin dalla mattina, la notizia del ricovero regale era diventata pubblica. E fuori dall' ospedale si era radunato un gruppetto di fotoreporter, compresi un paio di corrispondenti di media belgi. Ma la regina madre era stata blindata dall' Ulss di Venezia, come sempre in casi simili, per rispetto della privacy.

 

Ricoverata nel reparto di Cardiologia, più curato e appartato, lontano da sguardi indiscreti, con i carabinieri a cacciare gli indiscreti. Chi l' ha comunque incrociata in ospedale è rimasto colpito da questa donna di classe, ancora di gran fascino alla sua età e nella malattia.

 

Attorno alle 13, in ospedale, è arrivato anche re Alberto. Un passaggio veloce per raggiungere la moglie in reparto e organizzare la partenza, con le persone di scorta. Il gruppetto è uscito dall' ospedale alle 14.30.

 

paola ruffo di calabria regina del belgio

Nella darsena chiusa dell' ospedale, protetti da sguardi curiosi, si sono imbarcati nell' idroambulanza per raggiungere l' aeroporto di Tessera, dove li attendeva l' aereo di Stato.

 

IL BOLLETTINO MEDICO

Un sospiro di sollievo per tutti, anche per i sanitari dell' ospedale che hanno potuto dimettere la regina Paola in tranquillità. «Le sue condizioni non destano preoccupazioni - ha confermato il direttore del Pronto soccorso, Michele Alzetta -. Ha avuto un piccolo malore, sono stati fatti tutti gli accertamenti che hanno escluso che ci siano problemi particolari in atto».

 

Il primario ha anche smentito l' ipotesi dell' ictus che era stata rilanciata in mattinata. «Non ha avuto nulla di così grave. Ha ripreso tutte le sue capacità. E visto che doveva prendere l' aereo, l' abbiamo sottoposta ad ulteriori analisi diagnostiche necessarie per escludere problemi particolari.

 

Credo che si sia spaventata, certo, ma come capiterebbe a chiunque sentendosi male in una città straniera. Ora tutto è finito. Ci dispiace che abbia concluso così questa sua vacanza veneziana».

Paola Ruffo di Calabria

 

Per la coppia reale, amante dell' arte, Venezia è un po' un luogo del cuore. Ci tornano una volta l' anno, in genere per visitare la Biennale. L' arte contemporanea, in particolare, è una passione di Paola.

 

L' anno scorso il viaggio già organizzato era saltato proprio per problemi di salute della regina. Quest' anno il finale imprevisto, comunque a lieto fine. E chi li conosce giura che torneranno in laguna.

 

2 – PAOLA DEL BELGIO COLPITA DA ICTUS. VITA, AMORI E SCANDALI DELLA “REGINA” ITALIANA

Michaela K. Bellisario per www.iodonna.it

 

Ore di preoccupazione per la regina Paola del Belgio, 81 anni, moglie di re Alberto, colpita da un ictus mentre si trovava a Venezia. La ex sovrana è in “pensione” dal 2013, da quando il marito ha abdicato a favore del figlio Filippo, sposato con la regina Matilde.

 

paola ruffo di calabria 8

È diventata regina a 58 anni, dopo la morte senza eredi di re Baldovino. Tre figli e una dozzina di nipoti, “l’italienne”, come veniva soprannominata negli anni della Dolce Vita, all’indomani dell’insediamento a corte, si era già sentita male una volta durante le vacanze in Italia nel 2015, a causa di un attacco di aritmia cardiaca. In seguito ha subito diverse fratture: prima si è rotta una vertebra nel 2016, poi un’anca nel 2017.

 

Origini nobili

Paola nasce a Forte dei Marmi nel 1937, figlia dell’asso dell’aviazione Folco Ruffo di Calabria: l’incontro con il futuro re Alberto avviene nel 1958 durante l’insediamento di papa Giovanni XXIII in Vaticano.

 

paola ruffo di calabria 7

Paola Ruffo di Calabria frequenta tutti i balli aristocratici romani ed è considerata una delle giovani donne più bella capitale, diventerà anche una delle principesse più belle d’Europa dopo il matrimonio che avviene a Bruxelles nel 1959. Brillante, ricca, inquieta e di buona famiglia, non ancora ventenne apre un atelier di moda in piazza di Spagna, con Marina Lante della Rovere.

 

Nei primi anni a palazzo, Paola del Belgio fatica però a trovare il suo posto e spesso preferisce fuggire e tornare in Italia. Negli anni Sessanta, in piena dolce vita, viene fotografata in Costa Smeralda con un altro… uomo.

 

Scandali a corte

I giornali la definiscono “un lampo di luce nelle nebbie della corte più austera d’Europa” ma presto la rimproverarono di preferire le vacanze alla beneficenza e di non volere imparare il fiammingo.

 

paola ruffo di calabria 6

Nel ‘69 Paola del Belgio viene respinta a San Pietro perché la sua minigonna è considerata indecente. Adamo, ex minatore diventato cantante, le dedica poi una canzone fremente di adorazione piagnucolosa giudicata non casta, “Dolce Paola”. La coppia vive lunghi momenti di crisi: re Alberto custodisce un’amante segreta, una baronessa che metterà al mondo una figlia, Delphine Boël, oggi 50enne.

 

paola ruffo di calabria 5

Il sovrano viene trascinato in tribunale per il riconoscimento della paternità. La coppia si avvicina più volte al divorzio, ma poi si contiene e resiste decidendo di restare insieme.

Paola Ruffo di Calabria paola ruffo di calabria 2paola ruffo di calabria 4

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMANICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

trump netanyahu pasdaran iran

DAGOREPORT - L’IRAN NON È IL VENEZUELA, E NEMMENO L’IRAQ: È UN PAESE STERMINATO CON 90 MILIONI DI ABITANTI. LE BOMBE SUI CAPOCCIONI CONTURBANTI DEGLI AYATOLLAH NON BASTERANNO PER UNA NUOVA RIVOLUZIONE: LA MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE NON È COMPOSTA DAI RAGAZZI CHE SCENDONO IN PIAZZA E SOGNANO DEMOCRAZIA E LIBERTÀ SESSUALE, MA È RELIGIOSA E TRADIZIONALISTA – LE QUESTIONI DA TENERE D’OCCHIO SONO TRE: 1) QUANTO CI VORRÀ PER NOMINARE LA NUOVA GUIDA SUPREMA? E CHI SARÀ?; 2) QUANTO POTRÀ RESISTERE L’IRAN? QUANTI MISSILI CI SONO ANCORA NELL’ARSENALE?; 3) QUANTO DURERANNO GLI EUROPEI CON IL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ E UN’INFLAZIONE CHE SVUOTERÀ ANCORA DI PIÙ LE TASCHE DEI CITTADINI, GIÀ SVENATI DA QUATTRO ANNI DI GUERRA IN UCRAINA?

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...