jia tolentino elon musk

"L'ACQUISIZIONE DI TWITTER DA PARTE DI MUSK È UNA COSA PERICOLOSA" - PARLA JIA TOLENTINO, SCRITTRICE IN FORZA AL "NEW YORKER": "I SOCIAL SONO PIÙ POTENTI DI QUALSIASI NAZIONE E DI QUALSIASI PARTITO POLITICO. PASSEREMO MOLTO TEMPO A FARE I CONTI CON QUANTO SONO POVERI I NOSTRI STRUMENTI DI REGOLAMENTAZIONE" - "LA CIRCOLAZIONE DELLE NOTIZIE NE RISENTIRA'. ORA TWITTER E' UN'ENORME FABBRICA DI DISINFORMAZIONE..."

Simona Siri per “la Stampa”

JIA TOLENTINO

 

Da quando il miliardario Elon Musk ha acquistato Twitter, non c'è giorno senza che il social network sia coinvolto in qualche dramma. Prima la riattivazione del profilo di Donald Trump (che però non ha ancora postato nulla), poi il rilascio delle comunicazioni interne - i cosiddetti Twitter Files - che nel gennaio 2021 avevano portato alla sospensione dell'ex Presidente.

 

Qualche giorno fa, il sondaggio voluto da Musk stesso sul suo futuro come Ceo: più del 50 per cento dei votanti ha detto che sì, deve lasciare. Il tutto mentre, da una parte, i conservatori festeggiano il ritorno della libertà di espressione (e di insulto) senza restrizioni e i liberali vedono avvicinarsi la fine e se ne allontanano. «L'acquisizione di Twitter da parte di Musk è una cosa ripugnante, imbarazzante e incredibilmente pericolosa», dice Jia Tolentino, scrittrice in forza al New Yorker.

 

ELON MUSK TWITTER

Nel suo saggio del 2019, Trick Mirror (NR), analizzava l'avvento dei social media non più come mezzo - passatempo o informazione che fosse - ma come parte integrante della nostra identità. A lei, che ha fatto un passo indietro dalla vita online, abbiamo chiesto un parere sulla presunta fine di Twitter e sul turbolento periodo che sembrano attraversare i social media.

 

Perché l'acquisizione di Twitter da parte di Musk è pericolosa?

«In primo luogo, la struttura dell'accordo, il fatto che abbia accumulato un debito di 13 miliardi di dollari per soddisfare il prezzo di acquisto di 44 miliardi e quasi immediatamente abbia dovuto iniziare a smantellare la società. Mette perfettamente in luce quanto sono diventati ridicoli i vertici della finanziarizzazione, quanto gran parte di essa (come con FTX) consta di uomini egocentrici che inventano nuovi strumenti con cui acquisire e distruggere. Pensi quanto altro avrebbe potuto fare con quei soldi, quanto aiuto avrebbe potuto dare alle persone».

 

JIA TOLENTINO

C'è il rischio di un allontanamento in massa da Twitter? C'è un'alternativa?

«Non credo che ci sia una piattaforma alternativa attraente, nessuna è davvero decollata. E penso che sì, persone che non possono tollerare le vibrazioni negative e sempre più dittatoriali se ne allontaneranno.

 

Musk ha bannato a caso i giornalisti che hanno criticato pubblicamente lui e il nuovo corso, poi ci ha ripensato, poi chissà. Ma penso che proprio i giornalisti, che sono più dipendenti da Twitter di quasi tutti gli altri professionisti, si aggrapperanno alle loro abitudini molto oltre il limite della ragione o del desiderio».

JIA TOLENTINO

La circolazione delle informazioni ne risentirà?

«Sì, non esiste un meccanismo paragonabile per la condivisione e l'organizzazione delle notizie. Penso a come, durante le proteste per la morte di George Floyd, nell'estate 2020, ci fosse un flusso costante di filmati fatti col cellulare di poliziotti che brutalizzavano i manifestanti.

 

I siti di notizie mainstream non sono in grado di rendere video del genere virali altrettanto velocemente. Ho smesso di usare attivamente Twitter nel 2020, ma quando riporto un pezzo o provo a seguire le ultime notizie, ci torno, perché non c'è niente di meglio per tenere traccia delle cose in tempo reale.

 

Detto questo, Twitter è anche un'enorme fabbrica di disinformazione: penso a thread virali di account come @LibsofTiktok, che ha erroneamente scritto che vari ospedali pediatrici in America eseguono isterectomie su bambini, provocando una raffica di minacce di morte ai medici».

JIA TOLENTINO

 

Come mai ha smesso di usare Twitter?

«Me ne sono andata un paio di settimane prima della nascita di mia figlia, nell'estate del 2020. Principalmente non volevo essere sveglia nel cuore della notte con un figlio e scorrere i social.

 

Avevo già limitato il mio utilizzo a 45 minuti al giorno e mi ero detta che sarei rimasta finché mi fossi divertita, ma dopo l'uscita del mio libro e la pandemia, non ho più provato gioia ad usarlo. L'aver poi sperimentato la forza delle campagne d'odio e della pressione, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso».

JIA TOLENTINO

 

Sui social le donne sono molestate più degli uomini. Cosa si può fare?

«Nella mia mente, non c'è nulla di veramente significativo che si possa fare per uno degli inevitabili effetti di un'ampia misoginia culturale all'interno dei confini di una piattaforma che si basa esplicitamente sulla monetizzazione delle nostre tendenze peggiori e più reazionarie, inclusa la misoginia.

 

Ci sono alcune caratteristiche che possono migliorare la situazione - essere in grado di silenziare e limitare altri utenti, o disattivare risposte e commenti - ma qualsiasi modo reale che voglia affrontare la misoginia dovrà farlo in modo strutturale e in senso ampio e materiale, non una questione di ritocchi e correzioni su una piattaforma».

ELON MUSK TWITTER

 

L'idea che i social media proteggano e promuovano le idee liberali e censurino quelle conservatrici è solo un punto di discussione repubblicano o c'è del vero?

«È un punto di discussione nato da una genuina stupidità. @LibsofTiktok è in realtà un buon esempio: attraverso la (per me) incredibilmente noiosa pubblicazione dei Twitter Files è ad esempio chiaro che l'account conservatore in oggetto godeva di una considerazione speciale.

 

Senza contare il solito cerchiobottismo: prendiamo la visione conservatrice di @LibsofTiktok, ovvero che gli insegnanti che supportano le persone LGBTQ e i medici che forniscono cure che affermano il genere sono adescatori e predatori che dovrebbero essere presi di mira, contro la visione progressista, ovvero che queste persone dovrebbero essere sostenute. Queste opinioni sono equivalenti? Dovrebbero essere protette allo stesso modo?».

Elon Musk 2

 

Come può una piattaforma come Twitter garantire la libertà di parola e allo stesso tempo evitare la diffusione dell'incitamento all'odio? Ciò che era in atto prima funzionava o no? Qualcosa è meglio di niente in questo caso?

«Non sono esperta del "dibattito sulla libertà di parola", ma mi sembra che le persone stiano confondendo ciò che è fondamentalmente un concetto legale con la questione di come un'azienda privata dovrebbe affrontare la moderazione. Twitter non ha l'obbligo di garantire la "libertà di parola", perché è una società privata. La misura in cui è moderato esprimerà sempre una certa ideologia.

Elon Musk su Twitter

 

Poiché sono progressista e credo che l'estrema destra contemporanea rappresenti un pericolo per la società, penso che persone come i neonazisti e Donald Trump dovrebbero essere bandite da Twitter. Ma molti conservatori di estrema destra credono che il New York Times debba essere bandito per aver diffuso disinformazione. Questo enigma è solo uno dei tanti motivi per cui una piattaforma di social media non dovrebbe essere così potente».

 

JIA TOLENTINO

Twitter sta perdendo soldi per la pubblicità, Facebook sta licenziando, il governo americano sta vietando TikTok. Sembra che i social stiano affrontando un momento molto volatile.

 «I social sono stati una forza apertamente distruttiva per la maggior parte dell'ultimo decennio. È tutto volatile ora, continuerà a esserlo, ma queste società sono per certi aspetti più potenti di qualsiasi nazione e certamente più potenti di qualsiasi partito politico. I militari possono vietare l'uso di TikTok sui telefoni governativi (e dovrebbero), ma TikTok non perderà potere in alcun modo significativo. Passeremo molto tempo a fare i conti con quanto sono diventati potenti i social media e quanto sono poveri in confronto i nostri strumenti di regolamentazione».

JIA TOLENTINO

 

 Riesce a immaginare un futuro senza i social media? O ne avremo di diversi?

 «Non riesco a immaginare un futuro in cui i social media scompaiano, ma non ho idea di cosa succederà dopo».

 

In Trick Mirror scrive come Internet ha trasformato la vita in una performance senza fine. Possiamo fare un passo indietro, o i social fanno ormai parte della nostra identità?

«Possiamo individualmente ritirarci da essi ogni volta che vogliamo, anche se non tutti hanno la libertà di farlo. In dieci anni per lavorare come giornalista ne ho avuto bisogno e anche oggi potrei averne ancora bisogno per trovare lavoro. Ma se puoi e vuoi allontanarti dai social media - dal tipo di controllo basato sull'identità che attua il capitalismo - dovresti. Capita lo stesso con qualsiasi altra struttura dannosa di controllo. Siamo vincolati dal mondo che crea, ma abbiamo vari gradi di libertà, che non dovremmo dimenticare e che dovremmo usare per disinvestire noi stessi ogni volta che possiamo».

TWITTER ELON MUSK

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