berlusconi figli

IL PATRIMONIO CHE LASCIA IN EREDITÀ SILVIO BERLUSCONI AMMONTA A 6,4 MILIARDI DI EURO E I FIGLI PAGHERANNO BRICIOLE PER LA TASSA DI SUCCESSIONE CHE IN ITALIA E’ TRA LE PIU’ BASSE D’EUROPA (LO STESSO CAV LA DEFINI’ “IMMORALE”) - SECONDO LE STIME DEL “FATTO”, STANDO AI VALORI DI BORSA, I FIGLI DOVREBBERO PAGARE, A SECONDA DEL LASCITO, TRA I 160 E I 270 MILIONI (MA QUESTO SOLO SE BERLUSCONI DECIDESSE DI DARE AI FIGLI TUTTO, COMPRESO IL 30% DI PATRIMONIO DI CUI PUÒ DISPORRE LIBERAMENTE)

Estratto dell’articolo di Carlo Di Foggia per il “Fatto quotidiano”

 

i figli di silvio berlusconi con paolo e marta fascina

Silvio Berlusconi la definì “immorale”, […] l’astio per l’imposta di successione è, tra gli altri, uno dei grandi lasciti dell’ex Cavaliere, una battaglia combattuta fin da quando, nel 2001, appena tornato a Palazzo Chigi la abolì nonostante fosse stata ridotta ai minimi termini dal governo Amato. Una battaglia assai poco disinteressata, visto che lascia un’eredità tra le più ingenti degli ultimi anni, seconda solo a quella di Leonardo Del Vecchio, deceduto l’anno scorso.

 

Forbes ha stimato il patrimonio di Silvio Berlusconi in 6,4 miliardi. Esagerata o no come valutazione, se va bene (per lo Stato) gli eredi pagheranno briciole, se va male quasi nulla, grazie a esenzioni generosissime senza eguali tra i grandi Paesi europei.

 

IL SALUTO DEI FIGLI A SILVIO BERLUSCONI IN ONDA SULLE RETI MEDIASET

Una breve premessa: che le tasse sulle eredità in Italia siano troppo basse è un dato di fatto. L’ultimo report sul tema, stilato dall’Ocse a maggio 2021, mostra che nei Paesi avanzati l’aliquota media applicata è del 15%. Quasi il doppio di quella massima applicabile in Italia (8%), ma nella stragrande maggior parte dei casi non si paga nulla, visto che la franchigia è comunque di 1 milione per i discendenti diretti (le eredità sopra i 5 milioni sono lo 0,2% del totale). Allora quanto dovranno pagare gli eredi di Berlusconi?

 

silvio berlusconi e suoi figli

Quella che segue è solo una simulazione senza pretesa di fornire cifre esatte, tanto più che i lasciti testamentari dell’ex premier non sono ancora noti […] La principale eredità di Berlusconi è la quota di controllo di Fininvest, holding dell’impero che controlla, tra l’altro, il 50% di MediaForEurope, 30% di Mediolanum e 53% di Mondadori, 2,4 miliardi a valori di Borsa). B. ne aveva il 61%, il resto – al netto del 2% di azioni proprie – è diviso in quote del 7% circa ciascuno tra i due figli di primo letto, Pier Silvio e Marina, e i tre di secondo, Eleonora, Luigi e Barbara.

 

Veronica Lario con Silvio Berlusconi e i figli

La legge prevede un’aliquota del 4% sui lasciti ai discendenti diretti ma il problema è la base imponibile. Se si usasse il valore contabile, l’incasso sarebbe ancor più misero visto che Fininvest ha patrimonio netto di 1,5 miliardi (a bilancio 2021, l’ultimo disponibile), perché non essendo quotata ha meno obblighi di aggiornare i valori delle sue partecipazioni, alcune delle quali sono al “costo storico”, tipo il 30% di Mediolanum, vero piatto forte della casa: vale 1,8 miliardi in Borsa, ma 116 milioni a bilancio, quasi fosse l’aggiornamento all’inflazione dei 280 milioni di lire investiti da Berlusconi a inizio anni 80 nella società dell’amico Ennio Doris (considerati pure i 900 milioni di dividendi incassati, la plusvalenza è stellare).

 

silvio berlusconi con veronica lario e i figlio barbara, eleonora e luigi 1990

Di norma, però, il Fisco considera il “valore effettivo”, che non dovrebbe discostarsi molto da quello di Borsa, almeno per le quotate. Per le altre si dovranno vedere i valori di mercato: ciò vale anche per le società immobiliari racchiuse nella holding Dolcedrago controllata da Berlusconi che custodisce alcune delle ville più famose (San Martino ad Arcore, Certosa in Sardegna, Grande a Roma etc.) valutate circa mezzo miliardo.

 

A conti fatti, ai valori di Borsa, i figli dovrebbero pagare circa 160 milioni. Applicando quell’aliquota alle stime di Forbes (6,4 miliardi) si arriverebbe a 270 milioni, ma questo solo se Berlusconi decidesse di dare ai figli tutto, compreso il 30% di patrimonio di cui può disporre liberamente, altrimenti la cifra potrebbe salire un po’, visto che i discendenti non diretti devono pagare l’8% (vale per la compagna Marta Fascina che, stando a quanto filtra, potrebbe ricevere circa 100-120 milioni e due ville).

 

silvio berlusconi con il figlio pier silvio e silvia toffanin

Problema: almeno per Fininvest, gli eredi diretti di Berlusconi potrebbero non dover pagare niente se la cessione viene effettuata in modo da garantire il controllo unitario dell’azienda ai figli, che si impegnano a mantenerlo per almeno 5 anni. È un’esenzione voluta nel 2006 dal governo Prodi, che reintrodusse la tassa di successione ma con questa deroga (permessa anche con il “patto di famiglia”) che l’anno dopo fu estesa anche al coniuge.

 

È una norma nata per evitare che guerre dinastiche affossino le imprese, ma nei grandi Paesi Ue l’esenzione si traduce in uno sconto sulla base imponibile, in Italia invece nella cancellazione totale di un’imposta già bassissima […] Finirà così se Berlusconi ha deciso di cedere le quote di controllo a Marina e Pier Silvio.

SILVIA TOFFANIN A PORTOFINO E PIER SILVIO BERLUSCONI CON Lucrezia Vittoria, la figlia che ha avuto da giovanissimo

 

[…] In Francia l’imposta di successione su patrimoni multimilionari lasciati a moglie e figli arriva al 45%, negli Usa e nel Regno Unito al 40%, in Spagna al 34%, in Germania al 30%. Se il patrimonio di Berlusconi fosse passato di mano a Parigi le imposte oscillerebbero tra 1,5 e i 2,9 miliardi. Non è un caso che in Italia il gettito sia misero: 766 milioni nel 2019, 429 milioni nel 2020, 831 milioni nel 2021 e 457 nel primo semestre 2022.

[…]

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...