paula cooper

SE IL BOIA È DENTRO DI NOI – PAULA COOPER, L’ASSASSINA SFUGGITA ALLA PENA DI MORTE, NON SFUGGE AL SUO DESTINO: USCITA DAL CARCERE SI ERA ISOLATA DA TUTTI – ZUCCONI NON ESCLUDE ANCHE L’IPOTESI DELL’OMICIDIO

Vittorio Zucconi per “la Repubblica”

 

Paula fu salvata dal patibolo, ma non è stata salvata da se stessa. Si mobilitarono il mondo, le Nazioni Unite, i giudici della Corte Suprema, un Papa, per strapparla al boia, ma a 45 anni, Paula Cooper, che fu la condannata a morte più giovane nella storia americana, si è uccisa, restituendo volontariamente, da donna libera, quella vita che la legge non aveva potuto toglierle.

roma   manifestazione di sostegno a paula cooper roma manifestazione di sostegno a paula cooper

 

L’hanno trovata con un proiettile in testa, «probabilmente un suicidio» dice la polizia di Indianapolis dove viveva dopo la scarcerazione in libertà provvisoria, alle 7 e 45 del mattino di martedì davanti alla sua residenza in Angola Court, uno dei quartieri più deprimenti della metropoli sulla soglie della Grande Prateria. Si era nascosta lì, volto anonimo tra altri volti anonimi dalla pelle scura, quando due anni or sono il “Parole Board” del penitenziario dell’Indiana, la commissione per libertà provvisoria dei detenuti, aveva deciso di scarcerarla dopo ventisette anni di detenzione per l’omicidio di una insegnante di Dottrina, Ruth Pelke, a colpi di coltello da macellaio, nel 1985.

 

paula cooper 9paula cooper 9

Le avevano dato abiti donati in beneficenza da indossare, perché gli indumenti da sedicenne che indossava nel 1986, quando fu condannata a morte, non vestivano più il suo corpo di donna divenuta adulta in cella. Le avevano messo in tasca 75 dollari, la cifra prevista dalla legge per i detenuti usciti dal penitenziario e avviati verso le “halfway houses”, le abitazioni di poco prezzo che dovrebbero aiutare chi torna in libertà, a stare mezza strada fra il carcere e la vita normale. «Avevamo organizzato qualche cosa per lei» ha detto il portavoce del Servizio Carcerario, senza specificare che cosa, ma qualunque cosa fosse, non ha funzionato.

 

Ora viene naturalmente facile pensare che l’ombra di quel delitto orrendo sia stata più spietata della barbarie di Stato che su di lei sarebbe stata eseguita e che il ricordo di quella mite signora di 78 anni, Ruth Pelke, sulla quale lei si accanì con il coltello gridandole “Caccia i soldi, vecchia cagna” sia stata la condanna dalla quale nessun tribunale avrebbe potuto mai esonerarla.

 

paula cooper 8paula cooper 8

Ma il suicidio degli ex detenuti, soprattutto di quelli di lungo corso, nei mesi e negli anni immediatamente successi alla scarcerazione, suggerisce una spiegazione meno letteraria, meno dostoevskjana all’autocondanna a morte di Paula Cooper. La frequenza dei suicidi fra gli ex carcerati è di quasi 4 volte più alta rispetto alla popolazione nelle stesse fasce di età, ha determinato uno studio dell’Istituto Nazionale della Salute, lo Nih e sfiora percentuali epidemiche.

 

Una specifica assistenza psicologica dovrebbe accompagnarli, raccomanda lo Nih, ma non ci sono i soldi, non ci sono le strutture, non c’è la voglia. E chi esce dopo venti, trenta anni dalla prigione è lasciato solo davanti alla vertigine di un mondo che non conosce più, di una vita che non sa più vivere. I soli che avevano tentato di riaccompagnare la paffuta, alta sedicenne che aveva toccato il mondo e indotto la Corte Suprema a dichiarare incostituzionale la pena capitale per i reati commessi prima dei 18 anni erano stati proprio i famigliari della donna che lei aveva accoltellato.

 

paula cooper 7paula cooper 7

Paul, il nipote prediletto dell’insegnante di dottrina uccisa, non soltanto aveva pubblicamente perdonato l’assassina della nonna, ma si era messo in contatto con Paula mentre scontava la pena. L’aveva incoraggiata a studiare, a seguire le regole del carcere, a essere una detenuta modello e lei lo era stata. La sua buona condotta, culminata in un B.A., una laurea quadriennale in Letteratura Inglese, aveva convinto la Commissione per la Scarcerazione allo sconto.

 

E Paul, il suo omonimo nipote della vittima, l’aveva invitata ad andare a vivere con lui e con la famiglia in Alaska. Era una ragazza, e poi una donna, intelligente, di carattere, una “lupa alfa” che infatti aveva guidato i suoi tre complici nella rapina alla vittima, condannati a pene minori, e si era presa lei, strafatta di anfetamine, la responsabilità di impugnare il coltello per finirla, sorda alle preghiere e al “Padre Nostro” che Ruth Pelke cominciò a balbettare prima di morire.

paula cooper 6paula cooper 6

 

Ma dopo l’uscita dal penitenziario, Paula si era dissolta nel grigio fra i buio della galera e la luce forse troppo forte della vita fuori. Non aveva più risposto al nipote della maestra. Si era limitata a rispondere al “Parole Officer”, all’agente incaricato di controllare gli spostamenti degli ex detenuti in libertà condizionata, senza dare spiegazioni del come vivesse.

 

Il suo nome, che nel 1986 aveva provocato un uragano di tre milioni di lettere da tutto il mondo, che aveva spinto Giovanni Paolo II a inviare un emissario personale al Governatore dell’Indiana per chiedere la commutazione, che aveva smosso persino le marmoree Nazioni Unite e convinto la Corte Suprema a bandire almeno il patibolo per i minori, era sparito dalle cronache.

 

paula cooper 5paula cooper 5paula cooper 3paula cooper 3paula cooper 10paula cooper 10paula cooper 4paula cooper 4

Fra due mesi, il tempo formale della sua condanna sarebbe definitivamente scaduto e Paula Cooper sarebbe tornata una cittadina a pieno titolo e ad appena 45 anni. Con ancora tutta la vita davanti, come si dice, appunto quella vita che deve averla terrorizzata più della morte. O che potrebbe avere spinto qualcuno a compiere il lavoro orrendo del boia, fermato trent’anni or sono.

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...