capitano ultimo giovanni nistri teo luzi

ULTIMO CHIUDE LA PORTA: “UNA CASTA SCOLLEGATA DALLA REALTÀ TIENE IN PUGNO L’ARMA. IL COMANDANTE GENERALE GIOVANNI NISTRI E IL CAPO DI STATO MAGGIORE TEO LUZI NON POSSONO RESTARE AL LORO POSTO. L’ARMA DEVE ESSERE RIFONDATA E IL CAMBIO DEVE ESSERE ACCOMPAGNATO DALL’AVVIO DI UN’INCHIESTA” - “LA BASE È STATA UMILIATA, DIVISA, CALPESTATA, TENUTA LONTANO DAI VALORI CHE GLI ANZIANI HANNO INSEGNATO”

capitano ultimo

Paolo Comi per “il Riformista”

 

«Una casta di pochi generali, scollegata dalla realtà, tiene ormai in pugno l’Arma». Il colonnello Sergio De Caprio, alias capitano Ultimo, commenta quanto sta accadendo all’interno della Benemerita. Gli ultimi mesi sono stati terribili, tante le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto i carabinieri.

 

La scorsa settimana: la maxi retata della stazione di Piacenza-Levante e il sequestro da parte della Procura, per la prima volta nella storia, di una caserma. A febbraio De Caprio ha lasciato il servizio attivo ed è stato chiamato dalla presidente della Calabria, Iole Santelli, a far parte della giunta regionale con l’incarico di assessore all’Ambiente. Ha svolto alcune delle indagini più importanti degli ultimi decenni, nel 1993 è stato lui a mettere le manette ai polsi di Totò Riina.

 

giovanni nistri

L’Arma non lo ha promosso generale, preferendogli ufficiali che durante la loro carriera non si erano mai occupati di contrasto alla mafia o al crimine organizzato. Anzi, per essere precisi, De Caprio non è mai stato preso in considerazione per l’ avanzamento da colonnello a generale. Il motivo? Non aveva effettuato il previsto “biennio di comando”.

 

Le regole militari sono fatte così. Arresti il capo dei capi di Cosa nostra, il mandante dell’omicidio di Giovanni Falcone, vivi sotto scorta da 25 anni, ma tutto è inutile se non hai nel curriculum due anni di comando, anche del reparto più sperduto d’Italia.

 

De Caprio, come devo chiamarla? Colonnello, assessore, dottore?

Ultimo. Ultimo ero ed Ultimo sono rimasto.

JOLE SANTELLI CAPITANO ULTIMO

 

La risposta del Comando generale ai fatti di Piacenza è stata quella di trasferire in appena ventiquattro ore tutti gli ufficiali, anche se non indagati, in servizio nella città emiliana. A viale Romania hanno deciso di rimuovere persino il comandante provinciale che era arrivato in città da poco più di sei mesi. È stata una decisione corretta?

Il problema non è chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti, una specializzazione che si sta sempre più affinando, nel senso che adesso si misura quanto tempo viene impiegato per chiudere la porta ogni volta che buoi sono scappati.

 

CARABINIERI PIACENZA

I carabinieri di Piacenza sono accusati di reati molto gravi. Era inevitabile che qualcosa dovesse accadere.

C’è un’indagine in corso, si capiranno i motivi, le cause, i mandanti, gli esecutori. La magistratura, come al solito, farà chiarezza. Ma non è questo il problema.

 

Mettendo per un momento da parte la vicenda penale, da dove si deve iniziare?

Credo che quello che interessi tutti è che ci sia una organizzazione seria che porti avanti una politica di gestione del personale efficace ed inclusiva. Una politica di gestione che coinvolga le donne e gli uomini che indossano una divisa, che li faccia sentire uniti e parte della bandiera più bella del mondo: il tricolore.

teo luzi

 

Adesso ciò non accade?

Mi sembra di tutta evidenza che l’attuale leadership non abbia il controllo della organizzazione. Si tratta di una leadership non in grado di coinvolgere i militari.

 

Pensa che gli attuali vertici dovrebbero dimettersi?

Di fronte ad un fallimento simile, il comandante generale, Giovanni Nistri, ed il capo di stato maggiore (il generale Teo Luzi, tra i probabili candidati alla successione di Nistri, ndr) non possono restare al loro posto.

 

Ma qual è il malessere dell’Arma?

Al vertice si esercita una disciplina che calpesta i diritti costituzionali.

capitano ultimo

 

Sono affermazioni molto forti….

Cosa le devo dire? Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

 

Può dirmi, allora, un errore che i vertici hanno fatto in questi anni?

Chiudere ogni strada al sindacato di mutuo soccorso.

 

Lei è stato anche il presidente del Sim (Sindacato italiano militare) carabinieri, il primo sindacato con le stellette. Poi si è dimesso per contrasti con Nistri, giusto?

ENCOMIO SOLENNE AI CARABINIERI DI PIACENZA

Il sindacato di mutuo soccorso è stato boicottato.

 

Ad esempio?

Si puniscono in via disciplinare e penale militare i rapporti amicali ed affettivi attraverso i social, violando la Costituzione. Il risultato è stato alienare il personale.

 

Che clima si respira fra i carabinieri?

giovanni nistri

La base è stata umiliata, divisa, calpestata, tenuta lontano dai valori che gli anziani hanno insegnato.

 

Lei ha parlato di boicottaggio. Cerchi di fare un esempio.

Dal sindacato sono stati esclusi i carabinieri in congedo in quanto ritenuti portatori di interessi esterni all’Istituzione. Penso che questo faccia capire con che tipo di gente abbiamo a che fare.

 

carabinieri piacenza e pusher

Ha qualche suggerimento?

Ripeto, la soluzione è semplice: cambiare la leadership velocemente.

 

Questo si è capito. E poi?

Il cambio deve essere accompagnato dall’avvio di una inchiesta che faccia luce su come è stata gestita l’Arma.

 

Azzerare per ripartire?

L’Arma deve essere rifondata. E merita di essere difesa e non predata come stanno facendo questi personaggi.

 

Dopo ogni inchiesta penale si annunciano provvedimenti a carico dei responsabili.

La severità non serve a nulla. Non si deve creare un regime nel 2020. La disciplina è uguaglianza e fratellanza, è legalità, è mutuo soccorso, bisogna guardare oltre le funzioni e il grado. Non deve esserci il dominio e il privilegio di una casta sulle categorie inferiori.

 

Aver ostracizzato il sindacato ha influito?

I CARABINIERI DI PIACENZA E LE BOTTE A UN PUSHER

Certo, è la luce che fa capire il vero problema. Il dialogo non è un pericolo. Il pericolo è la morte. Dalla discussione nascono le idee migliori e scelte più importanti. Se uno non accetta questi princìpi, vuol dire che si è sbagliato tutto. E allora avanti così e buona fortuna a tutti. E aggiungerei un’ultima riflessione.

 

Prego.

Ha visto quanti suicidi ci sono ultimamente fra i carabinieri? Perché questo argomento non viene mai affrontato?

capitano ultimo giuseppe montella giuseppe montella 2Giuseppe Montella con la fidanzata Mery CattaneoMARESCIALLO MARCO ORLANDO stefano bezzeccheri in tribunale GIUSEPPE MONTELLA capitano ultimo

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?