francesco lollobrigida carne sintetica

LA PORCHETTA VINCE SULLA CARNE IN PROVETTA. ALMENO PER ORA – GLI ALLEVATORI FESTEGGIANO PER L'APPROVAZIONE DEL DECRETO CHE VIETA LA VENDITA DI CIBI “COSTITUITI A PARTIRE DA COLTURE CELLULARI”. PER COLDIRETTI “COSÌ SI DIFENDE LA FILIERA NAZIONALE DA 580 MILIARDI” – GLI AMBIENTALISTI SI LAMENTANO, MA GLI ESPERTI SONO CAUTI: “NON CONOSCIAMO GLI EFFETTI DI QUESTI ALIMENTI SULLA SALUTE UMANA” (SENZA CONTARE GLI ALTI COSTI DI PRODUZIONE) – MA SE L’UE DOVESSE DARE IL VIA LIBERA AI CIBI IN “PROVETTA”, L'ITALIA NON POTREBBE OPPORSI ALLA DISTRIBUZIONE…

Estratto dell'articolo di Francesca Del Vecchio per “La Stampa”

 

carne sintetica

«Contro il cibo in provetta è meglio una vera porchetta». Ai circa cento agricoltori che hanno manifestato alla fiera agroalimentare «Cibus» di Parma con questo slogan non è bastata l'approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto legge. Vogliono che sullo stop al cibo sintetico si acceleri.

 

Nel testo del provvedimento, fortemente voluto dal titolare all'Agricoltura Francesco Lollobrigida (FdI) e licenziato dall'esecutivo di Giorgia Meloni martedì, si esplicita il divieto «di impiegare, vendere, importare, esportare, distribuire alimenti o mangimi costituiti a partire da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali vertebrati». In altre parole, cibo in provetta, come lo chiamano i fedayyin del prodotto nostrano.

 

come si produce la carne sintetica

[…]  L'incognita potrebbe essere il parere dell'Efsa (autorità Ue per la sicurezza alimentare): se dovesse approvarne l'uso negli Stati membri, l'Italia non potrebbe opporsi alla distribuzione per via delle regole comunitarie della libera circolazione dei beni e dei servizi. E di conseguenza il provvedimento del governo diverrebbe sostanzialmente privo di efficacia.

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

La crociata degli allevatori, però, apre in Italia un capitolo dai contorni ancora troppo sfumati, nonostante le posizioni antitetiche di favorevoli e contrari. I fautori del Made in Italy – secondo Coldiretti lo stop promosso dal governo «salva 580 miliardi di euro di valore della filiera agroalimentare nazionale» – sostengono che l'intero comparto sarebbe a rischio, con in bilico circa 4 milioni di posti di lavoro in 740 mila aziende agricole, 70 mila industrie alimentari, oltre 330 mila realtà della ristorazione e ben 230 mila punti vendita al dettaglio.

 

I favorevoli, invece, ritengono che la strada della produzione di carne coltivata, o carne «pulita», come la chiamano gli ambientalisti, sia l'unica per evitare il disastro climatico acuito dai gas serra degli allevamenti e dall'impiego massivo di acqua.

 

carne sintetica

L'allevamento intensivo di animali, necessario per soddisfare la domanda di carne, impatta sull'ambiente con il 30% di utilizzo di suolo e circa l'8% di acqua dolce, generando il 17% dei gas serra del pianeta. Uno studio dell'Università di Oxford, «Environmental Impacts of Cultured Meat Production», ha concluso che, rispetto alla carne prodotta in modo tradizionale, quella di laboratorio potrebbe ridurre le emissioni di Co2 del 96%, con un consumo d'acqua inferiore fino al 95%, ed energetico tra il 7 e il 45%. […]

 

ettore prandini coldiretti

Come sempre, in Italia, l'opinione pubblica si è spaccata mentre gli esperti invitano alla cautela. «Quella di vietare i cibi artificiali, in particolare la carne, è una misura di prudenza. Ma chiudersi completamente alle nuove tecnologie è un errore», sostiene il professor Paolo Ajmone, ordinario di Miglioramento genetico animale all'Università Cattolica di Piacenza e direttore della Scuola di Dottorato del Sistema Agroalimentare Agrisystem. «Ne sappiamo ancora poco, è fondamentale che la ricerca vada avanti», aggiunge. Ajmone sostiene infatti che siano ancora molti gli aspetti da verificare. In primis gli effetti che questi alimenti possono avere sulla salute umana.

 

carne sintetica

[…] Quanto alla sostenibilità economica su larga scala e all'accessibilità al prodotto, è bene considerare gli elevati costi di produzione, sempre secondo Oxford. «Al momento – sostiene Ajmone – non possiamo pensare a un processo produttivo, men che meno a un'esportazione della tecnologia di produzione in Paesi in via di sviluppo. Per cui, siamo ancora in una fase di test e di osservazione dei risultati. Accelerare i tempi vorrebbe dire creare un prodotto di nicchia, per ricchi, a costi troppo elevati».

giorgia meloni al villaggio coldiretti 1carne sinteticacarne sinteticafrancesco lollobrigida al senatoettore prandini coldiretti 1carne sintetica

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...