marina ripa di meana

POSTA! – ‘’MARINA? UNA FURBACCHIONA, SPESSO SPUDORATA, CHE HA SAPUTO COLPIRE L'IMMAGINARIO COLLETTIVO PER FARSI NOTARE E CONOSCERE, PER ATTIRARE I PERSONAGGI PIÙ IN VISTA’’ - MICHELA DI BIASE, FONDAZIONE SORGENTE GROUP PRECISA - I LEGALI DI DELL’UTRI SMENTISCONO…

MAIL 1

 

MICHELA DI BIASE E DARIO FRANCESCHINI

In relazione alla notizia apparse sul quotidiano “La Verità” oggi, che attribuisce alla Dott.ssa Michela Di Biase la qualifica professionale di “responsabile delle relazioni esterne della Fondazione Sorgente Group, si precisa che Michela Di Biase ha terminato ad ottobre 2017 il suo rapporto di collaborazione a tempo determinato nell’ambito dell’ufficio relazioni esterne della Fondazione Sorgente Group, che era esclusivamente finalizzato a realizzare progetti di sviluppo dell’arte nelle periferie romane.

 

valter mainetti

Con l’occasione, in riferimento al patrimonio immobiliare della Siae, si sottolinea che la Fondazione Sorgente Group, presso quale la Di Biase ha svolto la sua collaborazione, è indipendente nella gestione e nella struttura operativa da Sorgente Group, a cui fa capo Sorgente SGR, che gestisce fin dal 2011 i fondi Norma e Aida, con immobili conferiti dalla Siae, in maniera del tutto autonoma rispetto alle altre realtà dello stesso Gruppo e nel pieno rispetto della normativa imposta dalle autorità di vigilanza

 

Ufficio Stampa Fondazione Sorgente Group

 

MAIL  2

 

Gentile direttore,

DELL'UTRI

in qualità di difensori del dott. Dell’Utri nel procedimento avviato dalla Procura di Napoli, abbiamo l’obbligo di segnalarle che l’articolo a firma di Antonio Castaldo, pubblicato il 5 gennaio 2018 nella versione online del Corriere della Sera e riportato sul sito www.dagospia.com alle ore 18:51 con il titolo "Scandalo Girolamini: ritrovata l'edizione del 1518 di "Utopia": era finita nella collezione di Dell'Utri" contiene informazioni non veritiere.

 

Nell’articolo si afferma, infatti, che “(…) stiamo parlando dell’'Utopia' di Thomas More (…) ma fino a qualche giorno fa era stato impossibile trovarne traccia” e che “i carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio culturale di Roma (...) lo hanno scovato”.

 

Marcello Dell'Utri

In realtà, il volume in questione non è stato per niente “scovato” dal Comando dei Carabinieri di Roma, ma è stato oggetto di lunghe ricerche proprio su indicazione del dott. Dell’Utri, all’esito delle quali è stato rinvenuto da una dipendente della Biblioteca di via Senato l’11 aprile 2017 (e “non qualche giorno fa”) e riconsegnato spontaneamente, il 14 aprile 2017, all’autorità giudiziaria dai sottoscritti difensori per conto del dott. Dell’Utri.

 

Cordiali saluti,

 

girolamini

Francesco Centonze e Claudio Botti

 

MAIL 3

 

Dopo settimane di absentia guardo oggi - nel giorno dedicato laicamente anche al D'Agostino, uno dei tanti dannosi befani del nostro amaro tempo - questo sito maleodorante (immagino che abbia proseguito senza sosta e senza rispetto anche per il sacro periodo natalizio a pubblicare sconcezze - ma se sbaglio ne sarei contento e chiederei scusa volentieri) e leggo tra gli altri florilegi il peana, anzi i molti peana che vengono indirizzati alla defunta Marina Punturieri.

 

marina ripa di meana by franco angeli

Brilla come sempre il befano D'Agostino che arriva a scrivere - probabilmente non ha ancora smaltito i fumi dell'alcool e delle canne di fine anno - che la defunta signora ha segnato la storia d'Italia. Ma sei sobrio D'Agostino? Probabilmente no, appunto, visto che vivi di social, online e cacchiate del genere.

 

Ma cosa ti salta in mente, a te come agli altri sedicenti opinion leaders, di deificare una donna che andrebbe al contrario non solo censurata ma additata ad esempio in negativo. Premetto e sottolineo - ad evitare i soliti botoli abbaianti del politicamente corretto e del pensiero unico - che come cattolico rispetto la Ripa di Meana defunta, per la quale prego e spero possa trovare la Misericordia Divina con la sua Luce, visto che il Giudice Supremo legge nei cuori e Lui solo può giudicare.

marina ripa di meana e la pelliccia

 

Una sincera preghiera, quindi per Lei. Per quanto riguarda invece la sua esistenza, nel mio piccolo, mi dissocio da ogni commento favorevole, come quelli che si leggono oggi sui giornali e che arrivano addirittura a coprire di sperticate lodi questa povera donna.

 

marina ripa di meana -a-via-veneto-con-un-amica-nel-1968

Per me si è trattato di una furbacchiona, spesso spudorata, che ha saputo colpire l'immaginario collettivo per farsi notare e conoscere, per attirare i personaggi più in vista. Una femminista ante litteram, senza rispetto per i valori cattolici, ciò di cui andava visibilmente fiera, anche perchè tutti quelli che abborrono la Dottrina Cattolica sono in effetti malignamente ispirati e trovano forza e "idee" innovative (eufemismo) proprio per questo.

 

marina ripa di meana PLAYMEN-1989

Una femminista che per comodità invece di chiamarsi con il suo cognome ha preferito farsi chiamare con quelli più altisonanti dei mariti, alla faccia appunto del femminismo ma nel rispetto più pieno del maschilismo atavico (che quando conviene...).

 

Una che riteneva di essere all'avanguardia sociale, quando invece era all'avanguardia del crollo morale dell'Italia. Quanto alla sua figura di guerriera decantata dalla figlia e dal solito garrulo Merlo, anche se ce ne sono tanti di esempi di eroi veri che sopportano e lottano nelle malattie e nelle sofferenze ma lo fanno senza clamori e voglia di apparire, tanto di cappello a lei in questa sua lotta contro il male: ma dire che ha scritto la storia è una dagostinianata! Tanto più che non ci sono voci dissonanti al riguardo! Brutto segno!

khashoggi con marina ripa di meana

Luciano

 

MAIL 4

 

Se bisogna aggiornare i libri di storia patria per la morte della Marina mi chiedo se bisognerà aggiornare le enciclopedie di cinema quando scomparirà Jimmy il Fenomeno.

 

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