mensa scolastica

LA MENSA DELLE BEFFE - IL PRESIDENTE DEL CODACONS DA ANNI NON PAGA LA MENSA SCOLASTICA DELLE FIGLIE: 'IL CIBO È SCADENTE' - GRAMELLINI: 'VORREI DENUNCIARE AL CODACONS LE MIGLIAIA DI CITTADINI MILANESI FUORI LINEA CHE SI OSTINANO A FINANZIARE IL PRANZO DEI FIGLI PER CONSENTIRE A QUELLI DEL PRESIDENTE DI MANGIARE A SBAFO E A LUI DI RECITARE LA PARTE DELLA VITTIMA'

 

1. LA MENSA DELLE BEFFE

Massimo Gramellini per il ''Corriere della Sera''

 

MARCO MARIA DONZELLIMARCO MARIA DONZELLI

A Milano il presidente del Codacons, paladino dei consumatori, non paga da anni la mensa scolastica delle figlie perché - dice - il cibo non è un granché. Riesco a malapena a immaginare le sofferenze quotidiane di questo esteta. Al bar paga il caffè soltanto quando è buono, altrimenti niente. In edicola compra tre giornali ma ne paga uno, perché gli altri due hanno dei titoli che non lo convincono.

 

Stesso discorso per i parcheggi: paga quelli all’ombra. I posti al sole francamente no. Quanto agli autobus, dipende. Se lo costringono a restare in piedi, il presidente viaggia senza obliterare. Se invece riesce a sedersi, allora timbra il biglietto con magnanimità. A meno che l’autista prenda una buca: in quel caso ritiene suo dovere di cittadino indignato astenersi.

 

Non si creda che il dottor Marco Maria Donzelli sia mosso da bieco menefreghismo. Al contrario. È il ruolo istituzionale che lo obbliga a prendersi cura dei diritti dei consumatori, cominciando dai suoi per mere ragioni di prossimità. Nell’illuminante intervista rilasciata a Rossella Verga del Corriere ha spiegato che il cibo della mensa «non è in linea con l’alimentazione che intendiamo seguire».

BAMBINA MENSABAMBINA MENSA

 

Quale sia questa linea non è dato sapere. Ma è quanto basta perché si senta autorizzato a non pagare. Vorrei denunciare al Codacons le migliaia di cittadini milanesi fuori linea che si ostinano a finanziare la mensa dei figli per consentire a quelli del presidente di mangiare a sbafo e a lui di recitare la parte della vittima .

 

 

2. IL PRESIDENTE DEL CODACONS NON PAGA LA MENSA DEL FIGLIO: «CIBO INDIGESTO» - DONZELLI TRA I MOROSI STORICI DEL COMUNE: «NON PAGO DAL 2008, MA IO MI SENTO DANNEGGIATO. NOI VORREMMO PORTARE IL CIBO DA CASA. INVECE CI VIENE IMPEDITO»

Rossella Verga per il ''Corriere della Sera - Milano''

 

Tra gli insolventi storici della Milano Ristorazione c’è anche lui: l’avvocato Marco Maria Donzelli, presidente nazionale del Codacons, in prima fila nelle proteste dei consumatori e nella regia della class action contro la Spa del Comune partita nel 2010 e sulla quale non si è ancora scritta la fine. Da anni non paga la mensa delle tre figlie, ma non si sente in difetto. Anzi. «Ci sentiamo danneggiati, non morosi», dice.

 

Avvocato Donzelli, nell’elenco dei morosi c’è anche lei, il paladino dei consumatori. Non è un po’ bizzarro?

MASSIMO GRAMELLINI MASSIMO GRAMELLINI

«Ho una causa personale aperta con il Comune, che è partita parallelamente alla class action intrapresa come Codacons. Come famiglia abbiamo deciso di non pagare più la mensa perché gli inadempimenti di Milano Ristorazione e del Comune erano troppo gravi».

 

Da quanto tempo non versa la quota a MiRi?

«Da quando è cominciato l’iter giudiziario, attorno al 2008. Un percorso lunghissimo tuttora in fase istruttoria. Ma solo l’ultima delle mie figlie è ancora alle elementari e per lei, che ha 10 anni, non stiamo pagando i bollettini. Le altre, che hanno 15 e 18 anni, sono uscite. Mi pare che per la loro refezione non ci siano pendenze debitorie».

 

Sua figlia ogni giorno usufruisce della mensa: le sembra giusto non pagarla?

«Siamo obbligati a usufruire di questa mensa. Noi avremmo voluto portare il cibo da casa, ma ci è stato impedito. Non potevamo fare altrimenti. Io e mia moglie lavoriamo, per noi è impossibile andare a prendere la bambina all’ora di pranzo».

 

Di fatto la scuola garantisce il pasto, sempre.

«Ripeto: non abbiamo potuto fare diversamente che mandare nostra figlia a scuola sottoponendola a Milano Ristorazione. Lei mangia pochissimo: solo pane e arance. Il cibo della mensa o non è buono o comunque non è in linea con l’alimentazione che intendiamo seguire noi».

 

Sa che a Milano ci sono 28 mila insolventi per le mense scolastiche. Un bel peso sulle spalle della collettività.

beppe salabeppe sala

«Forse bisognerebbe riflettere sul fatto che non tutti hanno problemi legati alla crisi economica. Per molti evidentemente non pagare è una scelta, perché non è stata data la libertà di alimentare diversamente i propri figli. Il vicesindaco e assessore all’Educazione, Anna Scavuzzo, sulla possibilità di far consumare a scuola il pasto portato da casa ha un atteggiamento che sembra ispirato a principi del Medioevo, in contrasto con la direzione scolastica».

 

Torniamo alle inadempienze di Milano Ristorazione. Perché ha fatto causa?

«Per il comportamento illecito della società. Mi riferisco alle inadempienze rispetto al contratto stipulato con il Comune. All’epoca delle contestazioni, nel 2008, veniva utilizzata la carne trita vietata, pesce extracomunitario non conforme. Olio in bottiglie di plastica e non nel vetro. Niente grammature ma cibo distribuito ad occhio».

 

Se dovesse perdere la causa pagherebbe gli arretrai?

«Beh certo, saremmo costretti».

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