boeri palazzo chigi

BOERI, OGGI E DOMANI - IL PRESIDENTE DELL’INPS PIANGE MISERIA SULLE CASSE DELLA PREVIDENZA E ANNUNCIA ASSEGNI DA FAME MA TRASFERISCE L’UFFICIO AL PIANO NOBILE DI PALAZZO WEDEKIND DI FRONTE A PALAZZO CHIGI RINUNCIANDO A OLTRE 500MILA EURO D’AFFITTO - E SI FA SCAVARE PURE UN GARAGE PERSONALE!

BOERIBOERI

Fausto Carioti per “Libero Quotidiano”

 

Se cerchi Tito Boeri, il presidente dell' Inps epocale fustigatore di costumi, non bussare alla porta della sede centrale dell' istituto di previdenza, lassù all' Eur, in via Ciro il Grande. Non lo troveresti, perché da qualche mese il prof ha deciso che si vive meglio in una sede centrale di rappresentanza. E che sede! Palazzo Wedekind, piano nobile, di fronte al magnifico terrazzo che si affaccia su piazza Colonna.

 

Da lì Boeri può sorridere con simpatia al suo dante causa, Matteo Renzi, il dirimpettaio di palazzo Chigi. Fra arazzi, stucchi, marmi e mosaici di grande valore, Boeri si è fatto il proprio ufficio di rappresentanza, da cui è assai più facile mantenere stretto il cordone ombelicale con i palazzi del governo e con tutta la politica: la Camera dei deputati è giusto sul retrobottega, in piazza Montecitorio.

 

PALAZZO WEDEKINDPALAZZO WEDEKIND

Siccome da quelle parti è assai difficile parcheggiare l' auto, e ogni metro di strada pullula di divieti di sosta con decine di vigili in servizio, Boeri ha pensato bene di risolversi pure quel problemino: sul retro del palazzo, proprio in piazza Montecitorio, si è ricavato con i lavori di ristrutturazione un piccolo box per la sua auto di servizio. Chi ha fatto i lavori non deve avere preso bene le misure, perché il povero autista del presidente dell' Inps lì riesce entrare con grande fatica.

 

Le prima volte sembrava di essere sul set di un film comico: il poveretto entrava, e non riusciva più a venirne fuori. Poi si è trovata l' idea vincente: ingresso in retromarcia, e uscirne quando Boeri ha fretta o qualche appuntamento distante, è gioco da bambini. Il passaggio resta comunque stretto, e talvolta la fiancata dell' auto del presidente ne ha patito le conseguenze.

INPS BOERI INPS BOERI

 

Ma almeno non si rischia di restare in trappola. Peraltro l' auto è una berlina di media cilindrata, per non dare troppo nell' occhio mentre si sfila in piazza. Lì un comune mortale non potrebbe arrivare, e carabinieri e poliziotti che circondano Montecitorio ogni volta debbono aprire le barriere per farlo passare.

 

Il palazzo ottocentesco è maestoso, e il proprietario è proprio l' Inps. Ma nessun dirigente dell' istituto di previdenza vi aveva mai messo piede. Perché dal 1945 era sede del quotidiano Il Tempo, fondato da Renato Angiolillo. All' epoca al piano nobile c' era proprio il direttore e fondatore del quotidiano romano, e nel grande salone circondato da quella terrazza su piazza Colonna c' era parte della redazione del quotidiano romano.

 

Così fu anche nei primi anni della direzione di Gianni Letta, che nel palazzo lavorava già come amministratore della società editrice del quotidiano. Proprietario era l' Inps, che incaricò poi la Igei (controllata al 51% e in liquidazione infinita dal 1996) di riscuotere la ricca pigione.

 

TITO BOERITITO BOERI

Il Tempo occupava piano nobile e gli altri tre piani sopra. Quindi la redazione si trasferì al quarto piano, e proprio lì c' era il solo inquilino che non facesse parte della società editoriale: l' antico portiere in carico all' Inps che ebbe l' attico (fra più straordinari di Roma per posizione) fra i benefit dell' assunzione. Quando il poveretto chiuse gli occhi, il benefit è passato in eredità a moglie e figli. Che hanno resistito anche a un primo timido sfratto da parte del padrone di casa, come ai vari e inutili tentativi di alzare un pizzico la pigione, assai simbolica.

 

Dal Tempo invece l' Inps riceveva ogni anno un affitto salito fino a 1,5 milioni di euro. Negli ultimi anni però la crisi si è fatta sentire sui bilanci della società editrice, e qualche fitto è rimasto indietro. Quando ancora a guidare l' istituto di previdenza c' era Tiziano Treu è stato fatto un accordo fra le parti: rateizzazione del dovuto e riduzione degli spazi locali, lasciando a disposizione della proprietà primo e secondo piano.

 

INPS PENSIONI INPS PENSIONI

L' Inps per prima cosa ha iniziato a ristrutturare i locali e anche gli spazi comuni, oltre a recuperare dai locali della antica tipografia proprio quel box auto di cui si parlava. Cosa farne dopo non era ancora deciso.

 

Si sarebbe potuto affittarli ai non pochi pretendenti. Anni fa, ad esempio, si erano innamorati di quel piano nobile il proprietario di Wind, l' egiziano Naguib Sawiris e il suo amministratore delegato Luigi Gubitosi. Il mercato sicuramente non mancava.

 

Insomma, si sarebbe potuto incassare assai di più dei 550-600 mila euro valutati per quella porzione di palazzo nel contratto con Il Tempo. Però le vicende della politica ci hanno messo il loro zampino. Prima che la ristrutturazione fosse finita, Renzi ha congedato Treu e messo in sella Boeri. A lavori ultimati il presidente dell' Inps ha deciso che proprio quello dovesse essere il suo ufficio di rappresentanza.

 

RENZIRENZI

Con una doppia conseguenza negativa per i bilanci dell' istituto di previdenza: la prima, quella del mancato incasso dei 550-600 mila euro annui di pigione (e forse di più, si fosse fatta l' asta tra i vari pretendenti).

 

La seconda, quella di avere dovuto trasformare quella porzione di palazzo da immobile messo a reddito a immobile strumentale: in questo modo è stato tolto dal mercato, non potrà finire nei fondi immobiliari a cui erano destinati i mattoni dell' Inps e non potrà essere venduto. Qui il danno è assai più salato per l' istituto di previdenza e di conseguenza per i pensionati assistiti. Ma che importa? Ora il presidente può affacciarsi davanti a palazzo Chigi e sorridere festoso a chi l' ha nominato...

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