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ALTRO CHE “PROBLEMA DI COMPRENSIONE E COMUNICAZIONE”, COME AVEVA DETTO GIORGIA MELONI MINIMIZZANDO I DELIRI DI TRUMP: IL TYCOON HA DICHIARATO GUERRA ALL’EUROPA, E LA DUCETTA NON SA CON CHI SCHIERARSI – LA PREMIER, PER LA PRIMA VOLTA, AMMETTE CHE TRUMP HA FATTO UNA CAZZATA A MINACCIARE NUOVI DAZI AGLI OTTO PAESI CHE DIFENDONO LA GROENLANDIA (“UN ERRORE CHE NON CONDIVIDO”) MA POI PROVA A GIUSTIFICARLO (“PROBLEMA DI COMUNICAZIONE”) SPERANDO ANCORA DI MEDIARE TRA WASHINGTON E BRUXELLES (FINORA HA FALLITO)

«I DAZI? UN ERRORE» MA MELONI SI CANDIDA A MEDIARE CON TRUMP

Estratto dell’articolo di Giulia Merlo per “Domani”

 

giorgia meloni donald trump

Le minacce del presidente americano Donald Trump, che vorrebbe annettere la Groenlandia e ha annunciato dazi nei confronti dei paesi che contribuiranno alla sicurezza di quel territorio, hanno costretto anche la premier italiana Giorgia Meloni a prendere le distanze dagli Usa.

 

La presidente del Consiglio, che si trova ancora a Seul come ultima tappa della sua missione in Asia, ha definito «un errore e non li condivido» i nuovi dazi a partire dal 1° febbraio per Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito.

 

Una presa di posizione scarna ma certamente un discostamento rispetto alla prassi del governo, che non ha mai visto Meloni dissentire così apertamente da Trump, nonostante abbia sfilato l’Italia dall’invio di truppe in Groenlandia.

 

IL PASSO DELL OCA GIULIVA - VIGNETTA BY MANNELLI

Del resto, non c’erano alternative: schierarsi con gli Usa sarebbe stato uno strappo insanabile per l’Italia, che dell’Ue è paese fondatore. […] Eppure, Meloni ha comunque tentato di ridimensionare lo scontro, sostenendo che ci sia stato un «problema di comunicazione e comprensione» sul senso della missione europea.

 

Secondo Meloni, Trump avrebbe male interpretato il gesto, che non andava letto «nel senso di un’iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti, ma semmai nei confronti di altri attori».

 

Questa è la strategia con cui Meloni tenterà la mediazione con gli Usa per abbassare la tensione: nell’ottica anche da lui auspicata di un’Europa più impegnata sul fronte della difesa, lo spostamento di truppe in un territorio europeo sarebbe stato fatto nel senso di una deterrenza da altri player – loro sì ostili – nello scacchiere internazionale.

 

Giorgia Meloni in Corea del Sud

Di qui, la speranza di poter tornare a un dialogo amichevole su un terreno comune: «È la Nato il luogo nel quale dobbiamo cercare di organizzare insieme strumenti di deterrenza verso ingerenze ostili in un territorio strategico».

 

Ieri la premier ha parlato sia con Trump che con il segretario della Nato, Mark Rutte (che a sua volta ha chiamato Trump e lo incontrerà a Davos) e poi anche con gli altri leader europei, tutto nella direzione di una de-escalation. Per questo la premier ha continuato a sfilarsi sull’opzione di inviare truppe italiane sul territorio artico: «Prematuro parlarne, sto lavorando per cercare di abbassare la tensione», ha spiegato.

 

Giorgia Meloni - Lee Jae Myung - Seoul

Con un obiettivo primario: il coordinamento euro-atlantico, mantenendo solido il rapporto con Washington e prevenendo al tempo stesso interferenze esterne. Peccato che, ad ora, sia proprio Washington a mandare segnali ostili. […]

 

MELONI CRITICA TRUMP: "UN ERRORE LE SANZIONI, EVITIAMO L'ESCALATION"

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

[…] Giorgia Meloni […] teme una nuova battaglia a colpi di dazi tra le due sponde atlantiche. E dunque, allunga la mano verso gli europei, per non restare schiacciata dal sostegno a Trump. Ma subito dopo lima, seda, ridimensiona, «c'è stato un problema di comprensione e comunicazione sull'iniziativa degli europei». È un posizionamento pensato per candidarsi a ponte, mediatore. Sempre in equilibrio, come da un anno a questa parte.

 

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Per riuscirci, ribadisce in pubblico quanto sostenuto anche con Trump. Quella esercitazione congiunta in Groenlandia a guida danese a cui hanno aderito tra gli altri Francia, Germania, Norvegia, Svezia e Regno Unito, è sostanzialmente un malinteso. Un fraintendimento capace di scatenare la reazione americana.

 

La premier sa benissimo che non è così, che il segnale delle capitali europee era voluto e diretto agli americani (e infatti la Casa Bianca l'ha colto, reagendo). In ogni caso, Meloni ripete che quella mossa delle otto cancellerie non va letta in chiave «anti-americana». E che, di conseguenza, bisogna «riprendere il dialogo ed evitare un'escalation».

 

LE POSSIBILI CONTROMISURE UE AI DAZI DI TRUMP SULLA GROENLANDIA

La linea italiana, sul punto militare, non cambia. Per inviare truppe in Groenlandia serve una soluzione condivisa tra Unione europea e Usa. Ed è imprescindibile che la missione sia dell'Alleanza atlantica. A una spedizione del genere Roma potrebbe aderire.

 

[…] L'analisi non coincide del tutto con Parigi e Berlino, consapevoli che l'Alleanza atlantica non muova passo senza il via libera degli Stati Uniti. Ma la leader continua a sostenere che è questo l'unico compromesso praticabile.

 

Informa i cronisti di aver portato queste idee all'attenzione di Trump e al segretario generale della Nato Mark Rutte. «È positivo il fatto che l'Alleanza abbia cominciato a lavorarci». «A maggior ragione, credo che sia un errore oggi imporre nuove sanzioni».

 

SOLDATI TEDESCHI LASCIANO LA GROENLANDIA

Le chiedono della reazione del Presidente degli Stati Uniti, la leader è guardinga: «Mi pare che fosse interessato ad ascoltare. Chiaramente gli attori che preoccupano sono altri — aggiunge, riferendosi implicitamente a Russia e Cina — Ma questo messaggio non mi è sembrato che fosse chiaro agli americani».

 

[…]

 

L'imbarazzo di chi guida il governo è racchiuso in otto parole pronunciate strizzando gli occhi, prima di lasciare la sala: «Non c'è un problema politico con la Lega». […]

 

Meloni ora critica Trump: 'Errore i dazi agli europei' e chiama il presidente Usa

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI

[…]  La premier cerca la strada della conciliazione, preoccupata che questa volta potrebbe essersi sbagliata nel valutare le reali intenzioni di Trump. Ci prova come può e tenta di relativizzare questa frattura come un banale «problema di comprensione e di comunicazione».

 

Anche se è difficile credere che Trump e i partner europei non si siano capiti. «Ho già detto di condividere l'attenzione che la presidenza americana attribuisce alla Groenlandia e in generale all'Artico, che è una zona strategica nella quale chiaramente va evitata una eccessiva ingerenza di attori che possono essere ostili».

 

Guardare alla Cina e alla Russia, e ai loro movimenti nell'area: questo è l'invito che Meloni estende a tutti. «Credo che in questo senso andasse letta la volontà di alcuni Paesi europei di inviare le truppe, per partecipare a una maggiore sicurezza». Non nel senso di «un'iniziativa fatta nei confronti degli Stati Uniti».

 

pescatori al porto di nuuk groenlandia

Una ricostruzione che scatena le ironie e l'ira dei leader di opposizione, dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che parla di un'Italia a rischio di «marginaltà», a Carlo Calenda di Azione: «Meloni faccia una cosa di destra: risponda come si deve a Trump». Il leader del M5s attacca: «Fa l'equilibrista» dice Giuseppe Conte, parlando di «servilismo ignominioso».

 

Sul lato più domestico la premier ha anche un altro problema. Il solito: la Lega. Matteo Salvini si è schierato con The Donald, sbeffeggiando chi tra i partner europei aveva già mandato i soldati in Groenlandia ed esultando per la minaccia dei dazi. La contraddizione tra Meloni e i leghisti è lampante ma lei, comunque, minimizza per evitare fratture, rispondendo «no» alla domanda se si stesse ponendo un problema politico. […]

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