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DAVVERO I COMPUTER DEI MAGISTRATI POSSONO ESSERE SPIATI SENZA LASCIARE TRACCIA? - LA PROCURA DI MILANO INDAGA PER ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO IL TECNICO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE AVEVA MOSTRATO A REPORT COME IL SOFTWARE ECM CONSENTA DI ENTRARE DA REMOTO NEI COMPUTER DEI MAGISTRATI SENZA CHE SE NE ACCORGANO. LA NOTIZIA SI PRESTA A LETTURE DIVERSE, NON PER FORZA FAVOREVOLI AL MINISTERO. FINORA VIA ARENULA HA SEMPRE NEGATO L’ESISTENZA STESSA DEL PROBLEMA. PER IL DICASTERO GUIDATO DA NORDIO L’ACCESSO REMOTO AI PC DEI MAGISTRATI SENZA TRACCE NON È POSSIBILE. MA I PM ORA LO CHIEDONO ALLA POSTALE. I TRE QUESITI...

 

sigfrido ranucci - report

(ANSA) - La Procura di Milano, attivata il 24 gennaio da un esposto del ministero della Giustizia dopo l'anticipazione giovedi della trasmissione tv Report, ma prima della messa in onda domenica della puntata, indaga per l'ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico un tecnico ministeriale del distretto torinese.

  

Lo scrive oggi il Corriere della Sera. Il tecnico in una intervista sotto anonimato prima a Report e poi a Il Fatto Quotidiano, aveva raccontato d'aver dimostrato al gip del tribunale di Alessandria Aldo Tirone, in un esperimento fatto con il consenso del gip sul suo computer d'ufficio, che il programma informatico ministeriale Ecm può essere utilizzato a distanza, senza lasciare traccia dagli amministratori ministeriali di sistema, per osservare a insaputa del magistrato lo schermo del suo pc e agirvi come se si fosse alla sua tastiera.

  

software per il controllo da remoto dei computer

Il Ministero nell'esposto ha trasmesso il carteggio con gli uffici di Torino nel 2024-2025, ha di fatto "scelto" Milano, individuando il gip Tirone come "parte offesa". Nelle interviste

il gip aveva con chiarezza confermato che il tecnico avesse agito con il proprio consenso: ma il ministero, ed evidentemente in questa embrionale fase la Procura, muovono dal presupposto che il consenso sia irrilevante nel caso in cui l'accesso del tecnico dovesse risultare avvenuto non, come raccontato in tv dal tecnico, usando semplicemente le proprie credenziali, ma con ulteriori «forzature» tecniche della rete del Ministero, a detta del quale quella funzione di Ecm non potrebbe proprio funzionare

senza passare dall'approvazione dei magistrati.

  

Ora l'inchiesta affida alla Polizia postale l'incarico di dirimere l'affidabilità o meno di Ecm: cioè del software di Microsoft utilizzato dal Ministero (come da molte aziendeprivate alle prese con reti di migliaia di pc impossibili da manutenere con tecnici in presenza fisica) per installare software, aggiornamenti, presidi di sicurezza. (ANSA).

 

SOFTWARE DEI MAGISTRATI, ESPOSTO DEL MINISTERO A DUE GIORNI DALLA PUNTATA: INDAGATO IL TECNICO DEL TEST DI REPORT

Thomas Mackinson per ilfattoquotidiano.it - Estratti

 

 

carlo nordio - inaugurazione anno giudiziario - foto lapresse

La Procura di Milano indaga per accesso abusivo a sistema informatico il tecnico del ministero della Giustizia che aveva mostrato a Report come il software Ecm consenta di entrare da remoto nei computer dei magistrati senza che se ne accorgano. La notizia si presta a letture diverse, non per forza favorevoli al Ministero. Finora via Arenula ha sempre negato l’esistenza stessa del problema, tacendo anche sull’esposto depositato due giorni prima della messa in onda del servizio, nonostante la questione fosse da anni al centro di confronti interni tra tecnici, e tra la Procura di Torino e ministero.

 

Più che chiudere la vicenda, la mossa la riapre: non a caso la Procura ha subito delegato la Polizia postale a verificare se i pc dei magistrati possano essere controllati a loro insaputa e senza lasciare tracce. 

 

(..)

 

Il fascicolo è stato aperto venerdì 24 gennaio, dopo un esposto del ministero presentato all’indomani dell’anticipazione di giovedì della puntata di Report e prima della messa in onda di domenica 25 gennaio. L’ipotesi di reato è accesso abusivo a sistema informatico e l’indagato è un tecnico ministeriale del distretto di Torino: lo stesso che, in un’intervista in anonimato prima a Report e poi a Il Fatto Quotidiano, aveva raccontato di aver dimostrato al gip del tribunale di Alessandria Aldo Tirone, con il consenso del magistrato e sul suo computer d’ufficio, che il software ministeriale Ecm può essere utilizzato da remoto senza lasciare tracce nei sistemi degli amministratori centrali. 

meloni nordio

 

(...)

 

Nelle interviste, il gip aveva confermato senza ambiguità che il tecnico aveva agito con il suo consenso. Il Ministero, e in questa fase iniziale anche la Procura, muovono però dal presupposto che tale consenso sarebbe irrilevante qualora l’accesso non fosse avvenuto, come sostenuto dal tecnico in tv, tramite le sole credenziali ordinarie, ma attraverso ulteriori “forzature” tecniche della rete ministeriale. Secondo il dicastero, quella specifica funzione di Ecm non potrebbe operare senza una preventiva autorizzazione dei magistrati. 

 

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Marcello Viola con i pm Francesca Celle (del pool dell’aggiunto Paolo Ielo competente sui magistrati piemontesi) ed Enrico Pavone (pool cyber e terrorismo), vede anche l’applicazione da parte del procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo del sostituto Eugenio Albamonte.

 

Alla Polizia postale è affidato il compito di verificare l’affidabilità e le reali capacità di Ecm, il software Microsoft utilizzato dal Ministero – come da molte grandi organizzazioni private – per la gestione centralizzata di installazioni, aggiornamenti e sicurezza su migliaia di computer. 

 

I quesiti sono tre: 

meloni nordio

1) se un tecnico accreditato possa accedere ai pc dei magistrati senza la loro approvazione e a loro insaputa; 

 

2) se tali accessi lascino traccia nei file di log, come sostiene il Ministero;

 

3) se sia tecnicamente possibile cancellare o alterare quelle tracce. 

 

Sul punto, venerdì il ministro Nordio è tornato a intervenire, affermando di “trovare persino irriguardoso soffermarmi a smentire alcune ripugnanti insinuazioni diffuse in questi giorni sull’ipotesi di interferenze illecite da parte nostra nell’attività esclusiva e sovrana della magistratura”. 

 

 

software per l accesso da remoto a computer

 

carlo nordio alla camera - foto lapressesoftware per il controllo da remoto dei computer

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