giorgia meloni franco locatelli oms

“L'AZIONE POLITICA DOVREBBE BASARSI SULL'EVIDENZA SCIENTIFICA E NON SUL PREGIUDIZIO IDEOLOGICO” – IL PROFESSOR FRANCO LOCATELLI, EX COORDINATORE DEL CTS, AZZANNA LA DUCETTA PER L’ASTENSIONE DELL'ITALIA DAL PIANO PANDEMICO DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ: “NON NE CAPISCO PROPRIO LA LOGICA. DOVEVAMO ESSERE I PRIMI A VOTARE SÌ, DOPO QUELLO CHE ABBIAMO VISSUTO CON IL COVID” – “MI PARE CHE L'ACCORDO SIA RISPETTOSO DELLA SOVRANITÀ NAZIONALE. IN NESSUN MODO VIENE CONFERITA ALL'OMS LA FACOLTÀ DI INTERVENIRE SULLE SCELTE POLITICHE DEI SINGOLI PAESI, NÉ DI IMPORRE PROVVEDIMENTI RESTRITTIVI…”

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “la Stampa”

 

il professore franco locatelli foto di bacco (8)

«Non ne capisco proprio la logica», dice subito il professor Franco Locatelli, a proposito dell'astensione dell'Italia sul piano pandemico dell'Organizzazione mondiale della sanità. «Dovevamo essere i primi a votare sì, dopo quello che abbiamo vissuto con il Covid», aggiunge l'oncoematologo del Bambin Gesù di Roma e presidente uscente del Consiglio superiore di sanità (il suo mandato è scaduto a marzo). 

 

Ma, soprattutto, per un anno, tra il 2021 e il 2022, coordinatore del Comitato tecnico scientifico e principale consulente del premier Mario Draghi e del ministro della Salute, Roberto Speranza, nella gestione della seconda fase della pandemia. […] «Non si può negare che questo accordo pandemico sia un passo avanti significativo». 

 

Anche se, dopo lunghe trattative, il documento è stato ridimensionato in alcuni passaggi? 

«Il risultato è comunque positivo per migliorare la capacità di prevenzione e l'organizzazione di una risposta condivisa alle future minacce pandemiche. Si prevede una maggiore sinergia fra i Paesi, anche per quanto riguarda la produzione e l'approvvigionamento di vaccini. E poi un coordinamento internazionale dell'attività di ricerca, per mettere in rete tutte le informazioni utili su nuovi agenti patogeni che dovessero emergere».

ACCORDO PANDEMICO - ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA

 

Il governo italiano ha deciso di astenersi per «riaffermare la sovranità degli Stati nell'affrontare le questioni di salute pubblica».   Che ne pensa? 

«Mi pare che l'accordo sia assolutamente rispettoso della sovranità nazionale. In nessun modo viene conferita all'Oms la facoltà di intervenire sulle scelte politiche dei singoli Paesi, né di imporre provvedimenti restrittivi, come il lockdown o il divieto degli spostamenti». 

 

Quindi, il ministro Schillaci e la premier Meloni hanno letto male? 

franco locatelli

«Non so cosa ci sia davvero alla base della scelta di chiamarsi fuori. Ma da medico, da scienziato, da rappresentante della sanità pubblica è una decisione che mi lascia molto perplesso. Perché non ci sono critiche specifiche, non c'è la richiesta di modificare questo o quel passaggio: tutto è perfettibile, per carità, ma a mio avviso c'erano le condizioni per approvare il documento». 

 

Invece non l'abbiamo fatto, al pari di Russia e Iran o, restando in Europa, di Polonia e Slovacchia. 

«Tutti i più importanti Paesi europei hanno votato a favore, un minimo di coerenza avrebbe consigliato di fare altrettanto. Siamo stati uno dei Paesi più colpiti dal Covid, con un altissimo numero di vittime, la lezione della pandemia non può assolutamente essere dimenticata». 

ACCORDO PANDEMICO - ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA

 

C'è chi, come la Lega, vorrebbe uscire dall'Oms, sulla scia degli Stati Uniti di Donald Trump. Come giudica questa idea? 

«Penso che l'azione politica debba basarsi sull'evidenza scientifica e non sul pregiudizio ideologico. Ovviamente non sono per nulla d'accordo sull'ipotesi di uscire dall'Oms: è una struttura sovranazionale fondamentale, per tutelare soprattutto chi vive nei Paesi più svantaggiati».  […]

il professore franco locatelli foto di bacco (1)PANDEMIAPANDEMIAPROFESSOR FRANCO LOCATELLIIL PROFESSOR FRANCO LOCATELLIFRANCO LOCATELLIfranco locatelli foto di bacco (5)il professore franco locatelli foto di bacco (2)

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...