IL GENIO È NULLA SENZA (S)REGOLATEZZA – PROUST, OPPIO DEI POPOLI – AUDEN, IL PIENO DI BENZEDRINA – BALZAC, 50 TAZZE DI CAFFÈ AL GIORNO

Claudio Gallo per "La Stampa"

Il demone della creatività pretende routine stravaganti, abitudini agli altri incomprensibili, che consentono all'artista di lambire lo sfuggente mondo dell'ispirazione. In una parabola Buddha insegna che, una volta arrivati sull'altra sponda del fiume, la zattera che abbiamo usato per attraversare le acque diventa irrilevante. Quella o un'altra, l'importante è arrivare. Ma noi, ancora ben piantati su questa sponda, siamo incantati dalla varietà delle zattere, dalle loro forme molteplici, dai loro colori.

«Daily Rituals» (Rituali quotidiani) di Mason Currey, nelle librerie britanniche a fine ottobre, è appunto un catalogo di zattere con cui 116 grandi intellettuali e artisti hanno navigato verso le loro opere. Abitudini, scaramanzie, idiosincrasie per noi, strategie di creatività per gli autori: «I did it my way», cantava Frank Sinatra. Ecco qualche esempio.

Immanuel Kant
Il filosofo tedesco di Konigsberg (oggi Kaliningrad in Russia) conduceva una vita minuziosamente scandita, esattamente come uno s'immagina le giornate di chi ha scritto la «Critica della ragion pura». Sebbene stesse traghettando la filosofia verso il romanticismo, della sregolatezza romantica non aveva proprio nulla. La leggenda vuole che i suoi vicini regolassero gli orologi se per caso, quando lui cominciava la passeggiata pomeridiana, non facevano le tre e mezza.

Ernst Hemingway
Lo scrittore americano era un sostenitore della sveglia al mattino presto (una scuola maggioritaria tra i grandi ma con importanti eccezioni). Soprattutto perché di primo mattino non c'è nessuno a romperci le scatole. «Fa fresco, persino freddo e non c'è un cane che disturba - scriveva -. Subito a lavorare, ti scaldi mentrescrivi». Hemingway si svegliava verso le 5 e mezzo anche se la sera prima aveva bisbocciato, cosa che accadeva spesso. Poi un caffè forte e via, la corrida col foglio bianco.

Marcel Proust
L'autore della «Ricerca» è invece il campione della sveglia tardi. Anche a causa della grave forma di asma di cui soffriva, si svegliava tra le tre e le sei di pomeriggio: pipatina di oppio per curare la mancanza di fiato, caffè e croissant. Com'è noto arrivò a fare foderare di sughero le pareti di una camera in Boulevard Haussmann per essere isolato dai rumori. Se la maggior parte degli scrittori cerca la quiete e la regolarità, altri cercano l'idea nel trambusto e la confusione. Monsieur Gurdjieff, ad esempio, che sarebbe arrivato a Parigi proprio mentre Proust la lasciava per sempre, amava scrivere su un tavolino del Café de la Paix, osservando la folla rumoreggiar davanti all'Opera.

Ludwig van Beethoven
Il padre della IX sinfonia si svegliava all'alba. Preparava lui stesso il caffè, contando ogni mattina 60 chicchi per tazza. Poi giù a lavorare. Dopo la colazione di mezzogiorno, una lunga passeggiata che durava quasi tutto il pomeriggio. Prima di rincasare, un salto in taverna a leggere i giornali. Alla sera poteva vedere qualche amico o andare a teatro oppure leggere un libro. Mai comunque a dormire dopo le dieci.

Gertrude Stein
La scrittrice americana-parigina, raccontava di non essere capace a scrivere per più di mezz'ora al giorno. «Però, se sei costante, col passare degli anni è un mucchio di roba», diceva. Insieme con la compagna Alive Toklas conduceva una vita regolare: pranzo a mezzogiorno, una zuppa leggera la sera. La Toklas andava a dormire presto, mentre Gertrude s'intratteneva con gli ospiti. Dopo di che andava a svegliare la compagna e parlavano ancora della giornata trascorsa prima di addormentarsi.

Honoré de Balzac
Lo scrittore della «Comédie Humaine» è del partito degli smodati: comprende i molti artisti che bussano alla porta della chimica in cerca di aiuto (anfetamine ad esempio, allegramente usate da Graham Green e Ayn Rand). Balzac per restare sveglio e vigile prendeva 50 tazze di caffè al giorno. Non è del tutto improbabile che questa abitudine abbia avuto un qualche ruolo nell'attacco cardiaco che lo portò alla morte a 51 anni.

W. H. Auden
«In un uomo intelligente, la routine è segno di ambizione», scrisse il poeta anglo-americano. Si svegliava alle sei: caffè e di corsa a scrivere. Riprendeva dopo pranzo e andava avanti fino a pomeriggio inoltrato. Alle 6 e mezzo cocktail: diversi Martini-vodka. Poi la cena con generose quantità di vino. Per mantenere energia e concentrazione Auden usava la benzedrina, un'anfetamina. Finita la giornata, per frenare la spinta energetica e riuscire a dormire doveva prendere un sedativo. Un perfetto atleta anti-classico, cittadino del nostro tempo.

 

JAMES JOYCE MARCEL PROUST Honore De Balzac marcel proustHonore De BalzacERNEST HEMINGWAYkant immagine blog Beethoven

Ultimi Dagoreport

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...