pino pelosi

LA FINE DELLA ‘RANA’ - È MORTO A ROMA PINO PELOSI, CONDANNATO PER L’OMICIDIO PASOLINI. NEL 2005 RITRATTA TUTTO: ‘ERANO TRE UOMINI, MI HANNO IMMOBILIZZATO E POI RICATTATO’ - VIDEO: L’INTERVISTA A FRANCA LEOSINI - VIVEVA DI ESPEDIENTI, ERA STATO ARRESTATO NEL LUGLIO 2014 PER AVER NASCOSTO DELLA DROGA IN UN BAR DI GUIDONIA IN COMBUTTA CON IL GESTORE DI UN BAR CONCORRENTE

pino pelosipino pelosi

1. E' MORTO PINO PELOSI, CONDANNATO PER OMICIDIO PASOLINI

(ANSA) - La scorsa notte è morto in ospedale a Roma Pino Pelosi. Condannato per l'omicidio di Pier Paolo Pasolini Pelosi, 58 anni, era malato da tempo. Pelosi combatteva da tempo contro un tumore ed era stato ricoverato anche al Gemelli. Fu condannato con sentenza definitiva quale colpevole dell'omicidio di Pasolini, lo scrittore ucciso nella notte tra il 1 e 2 novembre 1975. Pelosi fu fermato la notte stessa a Ostia alla guida dell'auto di Pasolini. Accusato di furto, confessa di avere rubato la vettura e viene trasferito nel carcere di Casal del Marmo.

 

Interrogato giorni dopo racconterà una prima versione, ovvero di essere stato abbordato da Pasolini all'Idroscalo, di una colluttazione a causa di una prestazione sessuale, dell'investimento involontario dello scrittore durante la fuga in auto. Pelosi fu poi condannato nel 1976 per omicidio volontario in concorso con ignoti; la Corte ritenne non fosse solo. La Corte d'Appello confermò la condanna per omicidio ma non diede credito all'ipotesi dei complici. Nel 1979 la Cassazione confermò la sentenza. Nell'83 ottenne la libertà condizionata.

 

 

VIDEO - L’INTERVISTA DI FRANCA LEOSINI A PINO PELOSI. ‘STORIE MALEDETTE’ DEL 18/10/2014

 

 

 

2. BIOGRAFIA DI GIUSEPPE PELOSI

Da www.cinquantamila.it

 

• (Pino) Roma 28 giugno 1958. Condannato per l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, nel 2005, dopo aver finito di scontare la pena, si proclamò innocente fornendo una nuova versione dei fatti.

 

Pino PelosiPino Pelosi

• «Intervistato da Franca Leosini, accusa tre sconosciuti, tre giovani che parlavano “con un accento del sud”. Furono quei tre, la notte del 2 novembre del 1975, a pestare a sangue, in un piazzale sterrato dell’Idroscalo di Roma, lo scrittore, il regista, il poeta, il più coraggioso e anticonformista degli intellettuali italiani. Conferma di quanto in molti hanno sempre pensato e sostenuto. Nel processo di primo grado, lo stesso tribunale dei minori condannò Pelosi per omicidio “in concorso con ignoti”.

 

Poi la sentenza d’appello individuò in “Pino la rana” l’unico responsabile. Ma i dubbi restarono. Non sembrava possibile che quel ragazzo di 17 anni avesse potuto compiere da solo un omicidio così feroce. Ma Pino Pelosi, nella sua nuova versione, non si limita ad accusare i tre sconosciuti. Descrive un vero e proprio agguato che aveva come obiettivo Pier Paolo Pasolini in quanto intellettuale, in quanto “sporco comunista”.

 

CADAVEDERE DI PASOLINI A OSTIA CADAVEDERE DI PASOLINI A OSTIA

È quanto gridavano i tre mentre pestavano selvaggiamente l’autore de I ragazzi di vita. Gridavano: “Sporco comunista”, “fetuso”, “pezzo di merda”. Poi andarono via, in macchina, e “Pino la rana” rimase solo. Da questo momento in poi il nuovo racconto coincide con quello conosciuto da tempo. Disperato e impaurito, Pelosi salì sulla macchina, la mise in moto, inavvertitamente passò sopra il corpo di Pasolini agonizzante determinandone la morte. Identica anche la prima parte della storia.

 

E cioè l’incontro tra il ragazzo di vita e lo scrittore nei pressi della stazione Termini di Roma, la sosta in pizzeria, il viaggio sino all’Idroscalo, quel rapporto sessuale consumato velocemente in macchina. Ma non c’è più la lite, non c’è più “Pino la rana” che, da solo, colpisce Pasolini. In quel momento compaiono i tre misteriosi individui.

PIER PAOLO PASOLINI PIER PAOLO PASOLINI

 

Sbucano dal buio. Uno dei tre immobilizza Pelosi, gli ordina di non muoversi. Gli altri due estraggono lo scrittore dalla macchina e lo picchiano con violenza bestiale. Pino Pelosi non conosceva gli autori dell’aggressione, non sapeva che erano là. Li vide per la prima volta quella sera. Lo minacciarono di fare del male alla sua famiglia se avesse parlato. E lui, semplicemente, si adeguò. Vive d’espedienti alla periferia di Roma. È entrato e uscito dal carcere più volte» (Giovanni Maria Bellu).

 

• Versione confermata nel libro Io so... come hanno ucciso Pasolini (Vertigo, 2011), in cui Pelosi racconta come l’amicizia col poeta fosse cominciata cinque mesi prima dell’assassinio.

 

Il cadavere di PasoliniIl cadavere di Pasolini

• Ricostruzione in seguito avvalorata da un fatto di enorme importanza: i Ris di Parma hanno scoperto che su uno dei reperti custoditi nel museo di Criminologia di Roma sono presenti tracce ematiche contenenti un dna maschile diverso sia da quello di Pelosi (ancora oggi, per la giustizia italiana, unico artefice del delitto) sia da quello di Pasolini. Sulla scena del massacro, dunque, era presente almeno un terzo uomo.

 

• Nuovamente arrestato nel luglio 2014 per aver nascosto della droga in un bar di Guidonia in combutta con il gestore di un bar concorrente che aveva poi denunciato in forma anonima la presenza di droga nel locale.

 

Pier Paolo PasoliniPier Paolo Pasolini

 

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