negazionisti del covid

NON NE SIAMO USCITI MIGLIORI - SECONDO IL RAPPORTO CENSIS IL COVID CI HA MASSACRATO IL PORTAFOGLI E LA PSICHE: AUMENTANO LE FAMIGLIE POVERE E CRESCE L'ONDA DI IRRAZIONALITÀ TRA GLI ITALIANI: PER 3 MILIONI DI CAZZARI IL VIRUS NON ESISTE (STESSO NUMERO DEI TERRAPIATTISTI) E SECONDO IL 10,9% IL VACCINO È INUTILE - CRESCONO LE INCOGNITE ECONOMICHE SUL FUTURO E CI AGGRAPPIAMO ALLE RICCHEZZE FAMILIARI CHE PERO' DIMINUISCONO…

Alessandra Arachi per www.corriere.it

 

magliette e felpe dei negazionisti 3

Sono 2 milioni le famiglie italiane che vivono in povertà assoluta, con un aumento rilevante (+104,8%) rispetto al 2010 (980 mila). A dare i numeri è il 55esimo rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.

 

L’aumento è sostenuto soprattutto al Nord, dove sale del 131,4%, mentre il Centro sale del +67,6% e il Sud del +93,8%. Tra le famiglie cadute in povertà assoluta durante il primo anno di pandemia, il 65% risiede al Nord (21% nel Mezzogiorno, 14% al Centro).

 

magliette e felpe dei negazionisti 1

Il rapporto evidenzia anche come la pandemia abbia accentuato il senso di vulnerabilità: il 40,3% degli italiani si sente insicuro pensando alla salute e alla futura necessità di dover ricorrere a prestazioni sanitarie.

 

La pandemia e l’irrazionalità di chi non crede al Covid e ai vaccini

È la parola “irrazionale” quella che il Censis ha scelto per definire la società italiana del 2021. Impossibile non considerare per questo gli influssi della pandemia, tante le paure senza fondamento verso la scienza riferita al Covid (il 31,4% degli italiani, ad esempio, pensa che il vaccino sia un farmaco sperimentale).

 

magliette e felpe dei negazionisti 2

Eppure ci sono due dati che più di altri saltano agli occhi: la percentuale degli italiani che dichiara che il Covid non esiste (5,9) è uguale a quella di chi è convinto che la terra sia piatta (5,8). E ancora: per il 10,9% degli italiani il vaccino è inutile, una percentuale analoga a quelli che sono convinti che l’uomo non sia mai sbarcato sulla luna (il 10%.).

 

Il welfare familiare

C’è stato un rimbalzo del Pil nell’anno che sta per finire (+6%) ma le previsioni per i prossimi anni portano ad una rapida decrescita: già nel 2023 sarà soltanto dell’1,9% e in prospettiva ci sarà un ripiegamento verso lo zero virgola.

 

NEGAZIONISTI COVID

Per questo più della metà degli italiani (tuttavia ben poco di più, il 51,2%) pensa che non torneremo più al benessere del passato (il 55% dei giovani).

 

«Solo il 15,2% degli italiani ritiene che dopo la pandemia la propria situazione economica sarà migliore. Per la maggioranza (il 56,4%) resterà uguale e per un consistente 28,4% peggiorerà».

 

Secondo quanto evidenziato dal rapporto, la ricchezza complessiva delle famiglie è pari a 9.939 miliardi di euro. Il patrimonio in beni reali ammonta a 6.100 miliardi (il 61,4% del totale), depositi e strumenti finanziari valgono 4.806 miliardi.

 

Se si considera il decennio 2010-2020, il conto patrimoniale degli italiani si è ridotto del 5,3% in termini reali. A cosa è dovuto? Alla caduta del valore dei beni reali (17%), non compensata dalla crescita delle attività finanziarie (+16,2%).

 

CORTEO NEGAZIONISTI

Cosa vediamo negli ultimi dieci anni, quindi? Una netta discontinuità rispetto alla corsa delle attività reali. La riduzione del patrimonio, esito della diminuzione del reddito lordo delle famiglie (-3,8% in termini reali nel decennio), mostra come si sia indebolita la capacità degli italiani di formare nuova ricchezza».

 

Le incognite dei consumi, la rinascita della qualità della vita

Nel 2021 c’è stata un’impennata dei consumi delle famiglie (+14,4% tra il secondo trimestre del 202 e il secondo del 2021) inevitabile dopo la fine del lockdown.

 

UN OPERATORE SANITARIO CONTRO I NEGAZIONISTI COVID

Tuttavia la crescita tendenziale su base annua, +5,2%, risulta inferiore al Pil e quindi è lungi da ricollocare il Paese sui livelli di spesa del 2019. Il differenziale, purtroppo, è ancora vicino ai 22 miliardi di euro in meno.

 

C’è da considerare poi la bolla del risparmio dovuto all’eccesso di cautela che ha penalizzato i consumi: nel 2021 la liquidità delle famiglie è aumentata di 76 miliardi di euro (+5%), raggiungendo la quota di 1.600 miliardi.

 

C’è però una bella luce che rischiara questi conti: l’indice di fiducia dei consumatori . Nel 2020 era crollato a 92,6 punti. Nel settembre di quest’anno ha raggiunto i 119,6, un valore superiore a quello del 2018.

 

E non solo. La pandemia ci sta lasciando una buona eredità positiva: la riscoperta della qualità della vita. Stili di consumo e ambiti comportamentali che sembravano destinati al declino: gli spazi aperti privati (i dehors di bar e ristoranti), lo spazio pubblico (i parchi urbani), la riscoperta dei negozietti di quartiere. E in cima a tutto gli spostamenti a piedi: +67,7%.

 

coronavirus e poverta' 9

Il digitale nelle tasche, il soccorso della Rete

Le tecnologie sono state le protagoniste della pandemia. Quasi tutti i consumi durante il lockdown sono passati per Internet, anche se questo non vuol dire che da ora in poi i consumi saranno soltanto virtuali: secondo il Censis il 64% degli italiani passata l’ondata pandemica tornerà a fare acquisti in luoghi fisici.

 

Lo stesso vale per la Rete che durante il periodo di isolamento è venuta letteralmente in soccorso degli italiani. Grazie a Internet il 58,6% ha potuto provvedere alle proprie necessità, il 55,3% ha potuto mantenere le relazioni sociali, il 55,2% ha continuato a lavorare e a studiare.

 

coronavirus e poverta' 6

Il Covid e la solidarietà

La pandemia è stata anche in grado di valorizzare il lato più umano degli italiani. Molti si sono impegnati in prima persona partecipando a iniziative collettive di solidarietà legate all’emergenza sanitaria, un italiano su tre per essere precisi. Ed è grazie a questo che durante l’emergenza soltanto un ente non profit su dieci ha interrotto la propria attività. Con un altro dato confortante: è il 73,1% gli enti che ha dichiarato di aver ricevuto dai privati donazioni in denaro e in natura.

 

Effetti sui giovani

coronavirus e poverta' 7

Sui giovani studenti «dal punto di vista psicologico, il prolungato periodo di pandemia ha provocato effetti collaterali non indifferenti». L’81,0% dei 572 dirigenti scolastici di scuola secondaria di secondo grado ascoltati nell’ambito della raccolta dati del rapporto segnala che tra gli studenti sono sempre più diffuse «forme di depressione e disagio esistenziale».

 

coronavirus e poverta' 5

Nel rapporto si evidenzia inoltre che «l’ultima rilevazione Invalsi ha evidenziato un peggioramento delle performance degli studenti italiani rispetto al 2019, ma sarebbe ingeneroso individuare la sola causa nella didattica a distanza».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO