san francesco d assisi

SAIO E SALASSO: LA REINTRODUZIONE DELLA FESTA NAZIONALE DEL 4 OTTOBRE, GIORNO IN CUI SI CELEBRA SAN FRANCESCO DI ASSISI, CI COSTERÀ QUASI QUATTRO MILIARDI DI EURO – LA CIFRA È STATA CALCOLATA DAL CENTRO STUDI DI CONFINDUSTRIA, TRA STIPENDI A CARICO DELLE IMPRESE PRIVATE, QUELLE PUBBLICHE E LE SPESE PER GLI STRAORDINARI, PREMI E ALTRE INDENNITÀ PER CHI INVECE NON SI FERMERÀ – UN GIORNO DI LAVORO IN MENO PESERÀ PER LO 0,08% DEL PIL, MA IN QUESTO CASO...

 

Estratto dell’articolo di Paolo Baroni per “la Stampa”

 

san francesco

[…] Aggiungere la data del 4 ottobre alla lista delle festività nazionali per celebrare San Francesco d'Assisi, come ha deciso di fare il Parlamento approvando nei giorni scorsi un progetto di legge che istituisce una nuova festa nazionale dedicata al patrono d'Italia, produce effetti economici non indifferenti. Perché per le imprese, e in misura minore anche per lo Stato, significa dover pagare comunque i propri dipendenti pur tenendo ferma la propria attività. […]

 

Secondo le stime del Centro studi di Confindustria (Csc), infatti, ai valori di oggi ballano ben 3,6 miliardi di euro di stipendi, per l'80,5% a carico delle imprese private (2,98 miliardi di euro) e per il 19,5% a carico del settore pubblico. […] A questo numero il Csc arriva partendo dai dati del monte retributivo, tenendo conto degli addetti a tempo pieno e di quelli a tempo parziale includendo straordinari, premi ed altre indennità.

 

giorgia meloni per la festa di san francesco ad assisi 1

La "tassa San Francesco" non scatterà subito perché l'anno prossimo il 4 ottobre cade di domenica, ma varrà per gli anni a venire. […] Se invece si lavora occorre pagare anche la maggiorazione per il festivo e poi prevedere una giornata di recupero, anche questa ovviamente pagata.

 

Oltre a questo occorre aggiungere l'impatto sulla ricchezza del Paese. Sempre secondo le stime del Centro studi Confindustria un giorno di lavoro in meno pesa per lo 0,08% del Pil. Ma in questo caso il Servizio studi della Camera nel commentare il disegno di legge nel classico dossier fornito ai deputati ha ripreso un parere già espresso nel 2000 spiegando che «è ragionevole ipotizzare che le imprese rimodulino la produzione recuperando le ore di fermo connesse alla giornata festiva» di conseguenza anche «gli eventuali minori introiti derivanti dal provvedimento sono di entità trascurabile».

basilica san francesco assisi 2

 

Nell'approvare la legge deputati e senatori un pensiero ai costi lo hanno fatto e per questo si sono premurati di stanziare i fondi per retribuire il lavoro festivo di quella fetta di dipendenti pubblici che nonostante la festività verrebbero comunque chiamati a prestare il servizio stanziando in maniera prudenziale in tutto 10.684.044 euro: 1,89 milioni per corpi di polizia, forze armate e vigili del fuoco e 8,79 per il comparto del Servizio sanitario nazionale.

 

san francesco d' assisi

Detto questo, resta però un dubbio: ma i parlamentari, vagliando questo nuovo provvedimento e portando a 12 il numero delle festività nazionali, ne hanno valutato a pieno gli effetti? «Certo che lo abbiamo fatto, ne abbiamo discusso, la nostra è stata un riflessione seria e molto importante, tant'è che Azione si è astenuta su questo provvedimento sollevando la questione dei costi per le imprese - risponde Maurizio Lupi, primo firmatario del pdl -.

 

Ma io più che un costo questo lo considererei un investimento. Le feste nazionali non servono solo per restare a casa - spiega il leader di Noi moderati - ma servono per riconoscere il valore di quella determinata festa come momento di unità, di coesione e di riconoscimento di un popolo, come la festa del 2 giugno».[…]

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...