MAFIA CAPITALE (MA ANCHE UN PO’ PADANA) – LE RELAZIONI PERICOLOSE TRA IL NEO-SALVINIANO POMARICI E L’IMPRENDITORE ARRESTATO PER IL RESTAURO DELL’AULA GIULIO CESARE: SECONDO IL ROS, HA ESEGUITO LAVORI ANCHE A CASA DELLO STESSO POMARICI

Davide Vecchi per “Il Fatto Quotidiano”

 

marco pomaricimarco pomarici

Il Campidoglio sempre più casa di Mafia Capitale. Tanto che anche i lavori di restauro dell’Aula Giulio Cesare erano stati affidati a Fabrizio Amore, imprenditore già indagato nell’inchiesta perché legato al Mondo di mezzo di Massimo Carminati e ieri finito in manette con altri cinque tra cui il funzionario della sovrintendenza Maurizio Anestasi.

 

I reati contestati: associazione a delinquere, truffa aggravata e continuata in danno del Comune di Roma, falso, turbativa d’asta, emissione e utilizzo di  fatture false,  indebite  compensazioni d’imposta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte con l’aggravante del reato transnazionale. Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di  finanza l’imprenditore, insieme ad alcuni suoi collaboratori, ha evaso 11 milioni di euro con operazioni di compensazione Iva attraverso un gruppo di società a lui riconducibili con sede in Lussemburgo.

POMARICI E SALVINIPOMARICI E SALVINI

 

L’appalto in Comune gli era stato garantito da Anastasi in anticipo. Era così sicuro dell’aggiudicazione della gara da aver stipulato contratti e, addirittura, effettuato pagamenti in acconto ai subappaltatori alcuni giorni prima dell’apertura delle buste contenenti le offerte. Il responsabile della sovrintendenza, che aveva firmato le richieste di restauri motivando l’urgenza in vista della visita del capo dello Stato,  pochi giorni prima il via libera ai lavori, chiama Amore: “Ci sono tanti topolini partoriti”.

 

L’Imprenditore chiede: “Questa cosa può andare avanti subito?” “Certo, embè l’abbiamo  fatto apposta  no?!”. Amore vuole maggiori dettagli: “Ma tu che tempi hai adesso?”. Anastasi li fornisce:  “Ah, niente. Basta avere il visto di ragioneria che era l’unico   ostacolo che mancava e basta... La devono vistare,  lavorando in  ragioneria con il visto del ragioniere generale dopo di ché torna da me e partono le lettere.”

 

SALA DEL CAMPIDOGLIO SALA DEL CAMPIDOGLIO

I tempi, conclude, “ce l’ho immediati, torna ed entro due giorni che va alla sigla a occhi chiusi e va all’Ufficio contratti che preparerà le liste, che  già ce l’avevamo pronte”. Quando si dice l’efficienza degli uffici pubblici. Ironia della vicenda è che a sollevare dei dubbi sull’appalto fu un altro sodale del ras delle cooperative Salvatore Buzzi e già a libro paga del Mondo di mezzo: Mirko Coratti, all’epoca presidente dell’Assemblea capitolina e da venerdì agli arresti domiciliari  nel secondo  capitolo  di Mafia Capitale.

 

mirko corattimirko coratti

Lo scorso novembre infatti Coratti lamentò la presenza di infiltrazione d’acqua nell’aula a seguito di un violento nubifragio che aveva colpito Roma. Macchie, per carità, ma sufficienti a spingerlo a sollevare dei dubbi sulla ditta che aveva svolto i lavori nel 2010 per 2,5 milioni di euro. Coratti chiese “chiarimenti urgenti in merito alla natura degli interventi di ristrutturazione  che hanno interessato l’aula consiliare negli anni scorsi”, ignorando che erano due “militari” dello stesso esercito.

 

E gli accertamenti ieri sono arrivati. Ma dalle Fiamme Gialle. Già lo scorso dicembre, nel primo mandato di arresti per Mafia Capitale, era emerso il caso dei lavori nell’aula consiliare e il nome di Amore. Quella volta però in riferimento al predecessore di Coratti: Marco Pomarici, presidente dell’aula   capitolina ai tempi di Gianni Alemanno sindaco. Fu lui, infatti, ad autorizzare la necessità dell’urgenza dei lavori.

 

“Ma perché indicata dalla sovrintendenza, quindi il mio fu solo un intervento politico”, spiega al Fatto. Non solo: secondo quanto annotarono i carabinieri del Ros l’Imprenditore Amore aveva svolto i lavori di restauro non solo nell’aula Giulio Cesare ma anche a casa di Pomarici. L’ex Pdl, poi Ncd e oggi unico esponente nella Capitale della Lega di Salvini, ha sempre negato.

 

GRAMAZIOGRAMAZIO

“Sono  accuse che  mi aveva rivolto un  altro politico ma poi è stato accertato fossero non credibili”, spiega. L’altro politico è Patrizio Bianconi che, al  telefono con Luca Gramazio (arrestato), si lamenta:  “Uno si  esaspera no? Perché vedi Pomarici, vedi Cochi, senti la cena de quello, l’incontro di quell’altro... Facciamo le cacciatine degli iban bancari e verifichiamo quanti soldi sono usciti dai conti correnti, poi se non so’ usciti ci  spiegheranno perché gliel’hanno  finanziato i vari Fabrizio Amore, guarda caso  quello che  ha  fatto i  lavori nell’aula e che ha fatto anche la ristrutturazione a casa di Pomarici”. 

 

Secondo l’esponente del Carroccio “erano tutte  millanterie,  cose inesistenti  e  dovrei parlare del personaggio ma preferisco evitare, ripeto: non ci sono stati riscontri dagli accertamenti che sicuramente sono stati svolti, mi creda”. L’eccezione, oggi, in Campidoglio  è essere estranei a Mafia Capitale.

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