donna assunta almirante

REMEMBERING GIORGIO - A 30 ANNI DALLA MORTE DI ALMIRANTE, DONNA ASSUNTA RICORDA: “GLI FACEVO DA STILISTA. UNA VOLTA IN PARLAMENTO TIRÒ FUORI DALLA TASCA, ANZICHÉ UN FAZZOLETTO, LA CAMICINA DI UN NIPOTINO! - ERA FAVOREVOLE AL DIVORZIO MA SI ADEGUO’ AL PARTITO - OGGI I POLITICI NON STANNO PIÙ VICINO ALLA GENTE. FORSE UNO DI QUELLI CHE LO FA È SALVINI”

Gianluca Veneziani per “Libero Quotidiano”

 

IL MANIFESTO ELETTORALE DI GIORGIO ALMIRANTE

Ci vorrebbe un discorso di nove ore e un quarto per ricordare adeguatamente Giorgio Almirante a trent'anni dalla morte, un discorso-fiume come quello che lui tenne il 16 gennaio 1971 alla Camera. Ma, per ragioni di spazio e tempo, può essere già utile inquadrare la sua figura attraverso tre fotogrammi: un matrimonio e due funerali. Per matrimonio intendiamo le sue nozze celebrate nel 1969 all' interno della clinica dove era ricoverato.

 

Da cattolico fervente, temendo di essere stato colpito da un male incurabile, Almirante volle sposare Donna Assunta con rito religioso, per non rimproverarsi di lasciare questa Terra senza quella gioia. Il primo funerale è quello di Enrico Berlinguer, suo rivale politico, che Almirante volle onorare il 13 giugno 1984, recandosi alla camera ardente.

ALMIRANTE BERLINGUER

 

Il secondo è il suo stesso funerale, il 24 maggio 1988, allorché una folla numerosissima riempì piazza Navona, a dimostrare insieme l'affetto verso l'uomo e la devozione verso il politico. Facile comprendere allora la nostalgia di quanti oggi lo ricordano. A partire da sua moglie, che passò 30 anni della sua vita prima di conoscerlo e da 30 anni ne patisce l'incolmabile mancanza.

 

Donna Assunta, quanto Giorgio Almirante manca a lei e alla politica italiana?

giorgio almirante

«A me e alla famiglia manca immensamente. Pochi conoscono Giorgio come era in famiglia e ci mancano i suoi momenti di allegria, i suoi giochi coi ragazzi, le versioni di latino e greco dettate per aiutarli a fare i compiti. A me poi mancano le nostre chiacchierate insieme quando la sera tornava a casa e mi raccontava le sue gioie e le sue preoccupazioni. Quanto alla politica, ormai lo scenario è completamente cambiato e non so se un uomo come Almirante riuscirebbe a trovarsi bene oggi».

 

assunta almirante

Il giorno prima di Almirante scomparve un altro dirigente del Msi, Pino Romualdi. In quel maggio morì la destra italiana?

«Sì, perdemmo quasi contemporaneamente due pilastri del partito. Mi viene in mente quando dicevo a Giorgio: "Quando tu non ci sarai più, non ci sarà neanche il partito" e lui si arrabbiava moltissimo. Ma a questo punto avevo ragione io».

 

Le celebrazioni per l' anniversario della morte sono iniziate un po' in sordina.

Crede che suo marito sia stato dimenticato?

«Guardi, i militanti lo ricordano tutti con nostalgia. Su Facebook ci sono milioni di riferimenti a Giorgio. Quanto ai partiti, mi sorge il dubbio che cerchino di dimenticarlo perché non reggono il confronto».

 

almirante saluto romano

Nel 1987 lei sponsorizzò alla segreteria del partito Gianfranco Fini. Suo marito aveva dubbi su quella scelta?

«Sì, io credevo in Fini, sbagliandomi. Ma anche mio marito era convinto che il partito avesse bisogno di un giovane che non avesse avuto rapporti col fascismo e che potesse portare avanti un Msi rinvigorito, con dietro le spalle però un "grande vecchio". Purtroppo il buon Dio ha cambiato le carte in tavola e Fini si è ritrovato da solo. Poi no comment».

 

Nel suo libro "La mia vita con Giorgio" (Pagine editore, scritto con Antonio De Pascali), lei ricorda Almirante come un oratore eccezionale. È vero che era capace di parlare per 9 ore di seguito?

donna assunta almirante

«Sì, le sue origini - proveniva da una famiglia di attori di teatro - gli avevano dato il dono di esporre le sue idee con una facilità estrema, supportata da una cultura eccezionale.

Il discorso a cui lei si riferisce fu tenuto alla Camera in difesa dell' italianità di Trieste e fu un record imbattuto».

 

Quali erano i più grandi nemici di suo marito?

«Almirante non aveva nemici ma solo avversari. A parte i gruppi terroristici che, secondo lui, bisognava condannare due volte se si rifacevano a ideali di destra».

 

Giorgio almirante con fini

Che ricordi ha del giorno in cui suo maritò si recò ai funerali di Berlinguer?

«Ricordo una grande preoccupazione quando Giorgio mi disse che sarebbe andato con la sua macchinina a rendergli omaggio. Quel giorno lui dimostrò la necessità di superare i traumi della guerra civile. Ma purtroppo, ancora oggi, più a sinistra che a destra non si è arrivati alla pacificazione nazionale».

 

Qual è invece l'immagine che le resta più impressa del funerale di suo marito?

La folla oceanica, le braccia tese, i tricolori?

«Io non ricordo nulla di quel giorno, ero completamente annichilita. Comunque Giorgio ha ricevuto il tributo che meritava».

 

fini almirante large

Era celebre l'eleganza nel vestire di suo marito. È vero che dietro c'era la sua mano, e che lei gli faceva da stilista personale?

«Sì, è verissimo, Giorgio non badava a quello che indossava. Pensi che una volta in Parlamento tirò fuori dalla tasca, anziché un fazzoletto, la camicina di un nipotino! Compravo tutto io e gli facevo trovare la mattina gli abiti da indossare sulla sedia».

 

Lei conobbe Giorgio nel 1951. Se ne innamorò subito?

«Inizialmente andai da lui per presentargli un'amica che aveva bisogno di un trasferimento e poi fui colpita dai suoi modi gentili, dalla sua intelligenza e anche dai suoi occhi affascinanti. Era bellissimo. Alle prime uscite mi portava in alcune bettole di Trastevere e alla fine nei fui sedotta».

 

rauti almirante

Vi sposaste nonostante aveste già entrambi un matrimonio alle spalle. Si racconta che Giorgio Almirante, per le sue vicende private, fosse favorevole alla legge sul divorzio

«Verissimo, Giorgio non era d'accordo con la linea del partito che decise di votare no al divorzio. Ma per disciplina e per battaglia politica fece la campagna per il no».

 

Mi racconta qualcosa sull'Almirante salvatore di ebrei?

«Giorgio durante la Rsi aiutò Emanuele Levi e la sua famiglia, salvandoli da un rastrellamento, e la cortesia gli venne ricambiata dall' amico nel Dopoguerra. La storia di Giorgio antiebraico è una fandonia. Lo sa che una amica ebrea ha fatto piantare due ulivi dedicati a lui sul monte Sinai?».

ALMIRANTE IN AZIONE

 

Almirante girava la Penisola in treni di terza classe per fondare sezioni del Msi. Quanta differenza c'è rispetto ai politici di oggi?

«Enorme. Oggi i politici non stanno più vicino alla gente. Forse uno di quelli che lo fa è Salvini e infatti ha avuto risultati».

 

Che effetto le fa sentire i grillini gridare "onestà", valore fondante dei missini?

«Ben venga che si gridi onestà da parte di chiunque. Ma la classe politica è degradata rispetto a quella di un tempo. Non si ha più la modestia di partire dal basso. Penso inoltre ci sia una differenza culturale e di capacità intellettive».

 

SALUTI ROMANI A GIORGIO ALMIRANTE

Volendo trovare una definizione per suo marito, lo si potrebbe chiamare un «fascista democratico»?

«Il suo motto era "non restaurare e non rinnegare". Riconosceva alcuni meriti del fascismo ma si rifaceva al fascismo repubblicano».

 

Intanto a Roma si fatica a intitolare una via ad Almirante

«Io non capisco l'ostilità nei confronti di mio marito, uno statista di altissimo livello. Meloni aveva fatto una proposta di intitolazione che non è stata accettata dalla maggioranza; Alemanno invece, in quanto sindaco, aveva la maggioranza per deliberare ma non lo fece per sue ragioni personali».

ASSUNTA ALMIRANTE

 

Per chiudere. A quasi 97 anni Donna Assunta Almirante cosa sogna per l'Italia?

«Una Destra unita e combattiva, che porti avanti le nostre idee con passione e tenacia, nello spirito di Giorgio».

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