libia sirte

A SIRTE LE FORZE SPECIALI ITALIANE OPERANO COME “CONSULENTI MILITARI”, CIOÈ ADDESTRANO L’ARMATA BRANCALEONE DELLE MILIZIE DI MISURATA E TRIPOLI - MA RISCHIAMO DI AIUTARE POSSIBILI FUTURI NEMICI, COME GIA’ ACCADUTO NEL 2011 NELLA GUERRA CONTRO GHEDDAFI

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

LIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTELIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTE

Da mercoledì, per concordata rivelazione di Repubblica e ammissione del governo, sappiamo che le nostre Forze Speciali sono in Libia. E attorno alla notizia, fatta trapelare per via extra parlamentare, fioriscono come sempre le desuete polemiche riservate alle nostre iniziative militari. Desuete perché per quanto l'Italia si sforzi, come da Costituzione, di «ripudiare» la guerra questa è pronta ad entrargli in casa sotto i panni dello Stato Islamico.

 

LIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTELIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTE

Stupirsi che un distaccamento di Forze Speciali operi in un paese dove sono in gioco i nostri interessi strategici e dove è presente un nemico pronto a colpirci è semplicemente fuori luogo. Meno fuori luogo è invece cercar di capire le prospettive strategiche della «guerra» italiana allo Stato Islamico. La parola guerra è, in questo caso, decisamente iperbolica. A Sirte i nostri professionisti della difesa operano, per ora, come consiglieri militari. Il loro compito è semplicemente trasferire ad una mal assortita armata Brancaleone composta da milizie di Misurata e Tripoli le competenze indispensabili per sopravvivere ai cecchini e alle trappole esplosive dello Stato Islamico.

 

Va però capito il tornaconto politico di una missione dalle molte incognite. La prima riguarda le milizie a cui regaliamo competenze preziose. Il tentativo dell' Onu di creare una parvenza di esercito libico fedele al premier Fayez Al Serraj è fin qui fallito. A combattere l' Isis a Sirte sono le stesse milizie di Tripoli e Misurata che nell' agosto 2014 cacciarono con la forza delle armi un governo legittimamente eletto.

LIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTELIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTE

 

E pur combattendo lo Stato Islamico la loro ideologia continua ad oscillare tra l' islamismo dei Fratelli Musulmani e lo jihadismo di Al Qaida. Muoiono per Sarraj e per l' Onu soltanto perché sono gli unici, oggi, a garantirgli la paga, ma i loro referenti restano Qatar e Turchia. Nonostante l' adesione al teatrino Onu guidato dal tedesco Martin Kobler quei due Paesi continuano a considerare la Libia un protettorato islamico dove far valere i propri interessi attraverso la Fratellanza Musulmana.

 

Sadil Al Qabir, direttore della Banca Centrale libica, Mustafa Sanalla presidente della Noc, la compagnia petrolifera nazionale e il ministro degli Interni Al-Aref al-Khoga sono, ancora oggi, uomini legati a doppio filo alla compagine islamista. Il generale Al-Mahdi al-Barghathi, il ministro della Difesa chiamato a governare le milizie anti Isis, è invece un re travicello scelto solo in virtù della sua rivalità con Khalifa Haftar, l' uomo forte di Tobruk, nemico dell' esecutivo Onu appoggiato da Egitto, Russia, Francia ed Emirati.

LIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTELIBIA - LA BATTAGLIA DI SIRTE

 

Fornendo appoggi e competenze militari alle milizie impegnate a Sirte rischiamo di commettere gli stessi errori del 2011. Allora la nostra aviazione e le nostre forze speciali contribuirono, su mandato Nato, a far arrivare a Tripoli le milizie islamiste rivelatesi il cancro della Libia.

 

Chi garantisce che, sconfitto lo Stato Islamico e ripreso, anche grazie a noi, il controllo delle risorse economiche, quelle milizie e i loro referenti politici non si scrollino di dosso Italia, Stati Uniti ed Inghilterra per tornare all' abbraccio con Turchia e Qatar? Per un' Italia con interessi energetici radicati soprattutto in Tripolitania la stretta cooperazione con le milizie islamiste della capitale e i gruppi armati di Misurata rischia invece di non essere molto produttiva sul fronte di un' opinione pubblica ancora, nonostante tutto, largamente anti islamica.

 

khalifa haftarkhalifa haftar

Un' altra incognita riguarda gli «amici» inglesi. Sul fronte bellico gli uomini di Sua Maestà hanno profilo decisamente più marcato di quello italiano.

Quali sono i loro obbiettivi? Mentre l' appoggio della Francia al generale Khalifa Haftar è rivolto principalmente a garantire alla Total il controllo dei pozzi in Cirenaica le finalità di Londra e della British Petroleum appaiono più pervasive. Non a caso la Gran Bretagna ha avviato politiche libiche decisamente concorrenziali con quelle italiane ben prima del 2011. Per questo l' impegno inglese è un quesito non da poco. Soprattutto in una Tripolitania dove Misurata lotta per l' egemonia e dove i primattori al fianco delle sue milizie non sono gli incursori italiani, ma le Sas britanniche.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...