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COME SALVARSI DA ICTUS E INFARTI  - MELANIA RIZZOLI: “FATE COME ALBANO, GENTILONI O MASSIMO LOPEZ, CHE AL PRIMO SINTOMO SI SONO PRECIPITATI IN OSPEDALE, DIMOSTRANO COME SIA POSSIBILE EVITARE, ENTRO UN'ORA, LE CONSEGUENZE DI INFARTO E RISOLVERLO CON STENT CORONARICI” 

Melania Rizzoli per Libero Quotidiano

 

MELANIA RIZZOLI

La golden hour è l' ora cosiddetta d' oro, considerata a livello mondiale quella che può salvarvi la vita e che, se rispettata, può impedirvi davvero di morire. Arrivare in un Pronto Soccorso entro sessanta minuti dall' insorgenza di un accidente, è considerato strategico per la gestione della vostra malattia, in cui la tempestività dell' intervento è un fattore essenziale. Più del 50% delle patologie "tempo dipendenti", come infarti, ictus, traumi e sepsi, se arrivano in un centro attrezzato entro la "golden hour", generalmente hanno un' alta probabilità di essere risolte in modo soddisfacente.

 

È quanto emerge da una raccolta dati promossa dalla Società Italiana di Medicina d' urgenza ed emergenza (Simeu), su un campione di 92 Pronti Soccorsi, che rappresentano circa 5milioni di passaggi all' anno, un quarto degli accessi del totale nazionale. I casi clinici "tempo dipendenti" che passano complessivamente dai Pronto Soccorso italiani in un anno sono relativi a sepsi ( 110mila casi), traumi maggiori, ovvero quelli che indicano impatti che implicano il pericolo di vita del paziente (78mila casi), ictus cerebrali ( 102mila casi), e infarti del miocardio (72mila casi).

 

INFARTO

Il risultato della raccolta dati, che in realtà risultano essere quattro volte maggiore rispetto alle stime ufficiali, ha certificato l' importanza della tempestività di arrivo in un ospedale con reparti di emergenza-urgenza, per avere terapie efficaci somministrate per via endovenosa, e quindi ad effetto immediato, spesso utili a stroncare sul nascere la patologia acuta nella sua fase di insorgenza, per raggiungere una risoluzione della stessa, senza esiti probabilmente fatali.

 

È stato infatti tratteggiato un fenomeno importante e sottovalutato dalla maggior parte dei pazienti italiani, ovvero quello di non considerare fondamentale la tempestività delle cure ospedaliere, poiché molti di loro, sia per mancanza di fiducia, sia per timore della malattia, sono propensi ad autodiagnosticarsi superficialmente vari malesseri, attribuendoli a cause minori, e ad aspettare la loro risoluzione per ore in casa, magari assumendo una tisana od una camomilla, mentre il peso sullo stomaco che accusavano, e che associavano a cattiva digestione, in quelle ore occlude rapidamente una loro coronaria.

 

INFARTO

La somministrazione di farmaci anticoagulanti entro un' ora dall' evento infartuale, quando il coagulo di piastrine non è ancora compatto e non ha mandato in ipossia i tessuti circostanti, impedisce di fatto la chiusura della arteria e quindi l' infarto stesso, sia esso cardiaco che cerebrale, evitando gravi conseguenze.

 

Gli esempi recenti di personaggi pubblici, che al primo sintomo importante si sono precipitati in ospedale, come Albano Carrisi, Paolo Gentiloni o Massimo Lopez, dimostrano appunto come sia possibile evitare le conseguenze di infarto del miocardio conclamato, e risolverlo con applicazione di stent coronarici quando esso viene diagnosticato precocemente, nel momento stesso della sua insorgenza.

 

ICTUS

Le sequele di un trauma maggiore possono essere molto minori se affrontate subito, prima che insorgano le complicanze flogistiche ed emorragiche che possono appunto complicare o vanificare un percorso terapeutico e di guarigione. Diana Spencer, per esempio, se fosse arrivata in un centro di rianimazione entro la golden hour, anziché dopo quasi due ore, forse oggi sarebbe ancora viva, mentre il campione di motociclismo Max Biagi, con dodici costole fratturate e l' intero polmone inondato da un' emorragia che gli impediva di respirare, trasportato in ospedale in meno di un' ora, oggi racconta in tv la sua drammatica vicenda, che altrimenti sarebbe stata sicuramente mortale.

 

AMBULANZA

Quindi, quando si avverte un sintomo cardiaco o cerebrale, quando insorge una febbre resistente agli antipiretici, o quando si subisce un trauma o si percepisce un malessere sconosciuto che non si riesce ad identificare, è bene farsi controllare dai medici di pronto soccorso, gli unici in grado di identificare un codice rosso, di diagnosticare la vostra patologia in meno di un' ora, documentarla con analisi ematochimiche, e confermarla con quelle radiologiche, ma soprattutto in grado di eseguire terapie salvavita per via endovenosa, con la tempestività che spesso attenua i sintomi, impedendo lo sviluppo della patologia in atto, il suo decorso inesorabile, spegnendo o depotenziandone la gravità.

 

MEDICI

Il classico dolore cardiaco, con senso di oppressione retrosternale, di peso sullo stomaco, o con irradiazione algica al braccio sinistro, alle scapole e alla mandibola, se affrontato nella prima ora della sua insorgenza spesso si risolve farmacologicamente o con una semplice angioplastica, mentre chi accede tardivamente in un reparto di emodinamica, può arrivare in uno stato di infarto già concluso, con coronarie completamente ostruite, il quale evento, se non immediatamente fatale, impone un impegnativo intervento di by-pass coronarico.

 

AL BANO

L' ictus cerebrale, infartuale od emorragico, prima di manifestare la sua azione devastante, avverte il paziente con segnali sfumati ma indicativi, che se trascurati, sottovalutati o non curati per tempo, aumentano di intensità, fino ai noti esiti cerebrali. La cefalea e l' epistassi da ipertensione arteriosa, i disturbi ottici o dell' equilibrio, il disorientamento temporo-spaziale e qualunque sintomo riconducibile alla attività cerebrale, andrebbe verificato ed affrontato con tempestività, prima del colpo apoplettico rivelatore, il quale quando arriva in genere ha già danneggiato zone motorie o sensitive del cervello.

 

Nessuno meglio di noi stessi è in grado di dare valore ad un sintomo che si manifesta e che ci avvisa della patologia in atto, ed il verificarlo clinicamente o strumentalmente spesso evita pesanti sequele. Purtroppo in Italia, come nel resto del mondo, non mancano i casi di malasanità, quelli che arrivano in prima pagina e che spesso sarebbero evitabili, ma che sono un numero infinitesimale rispetto ai milioni di casi di buona sanità che non fanno notizia.

GENTILONI

 

Insomma, i nostri Pronto Soccorso forse non saranno come quelli descritti nelle serie televisiva americana "ER", spesso sono troppo affollati da casi non urgenti, ma i nostri medici che ci lavorano ininterrottamente andrebbero ringraziati ogni giorno, perché continuano in silenzio a salvare migliaia di vite umane, soprattutto quelle che arrivano nelle loro mani entro la vitale "golden hour".

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