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HAMBURGER MALEFICO, ESCI DAL VATICANO - PASTICCI AMMINISTRATIVI: A ROMA STOP AL MCDONALD'S DI BORGO PIO DOPO LE POLEMICHE DI CARDINALI, RESIDENTI E COMMERCIANTI - PROTESTE DELLA CURIA ANCHE PER L’HARD ROCK CAFE' A DUE PASSI DA SAN PIETRO: TROPPI LOCALI AL POSTO DELLE LIBRERIE SACRE

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Maria Egizia Fiaschetti per il Corriere della Sera - Roma

 

McDonald' s a Borgo Pio, primo stop: intoppi amministrativi che rischiano di rallentare i lavori. Meno di una settimana fa, il 12 ottobre, lo sportello Attività produttive del I Municipio scrive alla McDonald' s Development Italy. Oggetto della comunicazione (numero di protocollo 165725), «l' avvio del procedimento di diniego».

 

Così motivato: «L' istanza non può essere accolta - chiariscono dagli uffici di via Trionfale - in quanto carente di alcune attestazioni che dovranno essere integrate». Per ora si tratta di un blocco temporaneo: se la società sarà in grado di soddisfare tutte le richieste l' iter potrà riprendere il suo corso.

 

Vediamo, però, in che cosa consistono le lacune. Primo: «Specificare la presenza di musica riprodotta»; secondo: «specificare nella relazione asseverata la modalità e/o interventi relativi alla climatizzazione dei locali»; terzo: «specificare nella relazione asseverata riguardante il possesso dei requisiti strutturali l' assenza di barriere architettoniche e la facilitazione di accesso ai disabili»; quarto: chiarire «il possesso della canna fumaria, requisito indispensabile per la cottura degli alimenti».

 

Riguardo a quest' ultimo punto la lettera, richiamandosi alle norme d' igiene e sicurezza, sottolinea «l' obbligo della captazione delle esalazioni e dei fumi provenienti dalla cottura degli alimenti attraverso cappa aspirante convogliata in una canna fumaria autonoma esterna e prolungata oltre la sommità del tetto di copertura dello stabile ove insiste l' attività». Non solo.

MC DONALD'S BORGO PIOMC DONALD'S BORGO PIO

 

Si rammenta, come stabilito da una recente sentenza del Tar del Lazio, che «un impianto alternativo a quello tradizionale può essere consentito solo a condizione che sia dotato di maggiore o pari efficienza, condizione che va documentata dalla ditta attraverso la perizia di un professionista e sottoposta alla valutazione delle autorità competenti». Entro 10 giorni la società potrà presentare le proprie osservazioni con relativa documentazione. Fino ad allora si interrompe «qualunque eventuale termine di legge per la conclusione del procedimento». La notifica recepisce anche la richiesta di chiarimenti inoltrata dalla presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, all' avvocatura comunale e al dipartimento Commercio.

 

Sfumature semantiche, ovvero come interpretare le espressioni «cucina tradizionale» e «cucina straniera». Il nocciolo del quesito è: si può utilizzare la licenza di somministrazione di una trattoria tipica per aprire un fast food? Altro dubbio: le insalate in quale categoria rientrano?

 

La minisindaca del Centro storico ieri avrebbe dovuto incontrare l' assessore capitolino alle Attività produttive, Adriano Meloni, per affrontare la questione. Se non fosse che l' appuntamento è slittato a oggi. Nel frattempo, tra Borgo Pio e via del Mascherino, i vigili hanno sanzionato 15 negozi di souvenir per violazione delle norme sull' occupazione di suolo pubblico e alcuni ristoranti. Mentre Nathalie Naim, consigliera nel «parlamentino» di via della Greca, continua a incalzare l' ufficio tecnico: «Ho chiesto le carte relative agli interventi edilizi lo scorso 27 settembre - sottolinea - ma non mi hanno ancora risposto. Il Testo unico degli enti locali prevede che lo facciano al massimo entro 10 giorni». In attesa che il Campidoglio prenda posizione, e che McDonald' s integri la pratica, nel rione il malumore non accenna a diminuire. I primi a protestare sono stati i residenti che, pur di non mollare, minacciano un sit-in. E adesso anche i commercianti stanno raccogliendo firme per cercare di bloccare il colosso americano.

BORGO PIOBORGO PIO

 

2. L’HARD ROCK CAFE A DUE PASSI DA SAN PIETRO NUOVO CASO IN VATICANO

Paolo Rodari per la Repubblica

 

Oltre a un McDonald’s anche un Hard Rock Cafe. Questa volta non situato, come il fast food, in una piazza tutto sommato laterale rispetto al Vaticano, piazza della Città Leonina. Bensì in via della Conciliazione, dove un tempo c’erano i locali della Libreria Elledici, l’editrice di don Bosco. «Per adesso - ha detto Hamish Dodds, Ceo di Hard Rock - apriremo solo un negozio di magliette e memorabilia musicali». In futuro, chissà.

 

A un passo da piazza San Pietro, dunque, sulla grande strada dove migliaia di fedeli ascoltano messa durante le celebrazioni più affollate e si muovono in processione verso Porta Santa, sorgerà uno dei marchi simbolo della globalizzazione. Al numero civico 28, infatti, già oggi un pannello bianco avvisa che i locali un tempo dei salesiani e oggi di proprietà dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, sono in fase di ristrutturazione per conto di Hard Rock Cafe Italia.

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Difficile sapere se Papa Francesco sia al corrente di tutto ciò. Difficile sapere se sia informato del fatto che a due passi da dove tiene le omelie più belle sulla Chiesa povera e per i poveri, l’Apsa opti per una scelta che, come ha dichiarato a proposito del McDonald’s il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, è «a dir poco discutibile, aberrante, per niente rispettosa delle tradizioni architettoniche ed urbanistiche ». Beninteso, anche in questo caso, come ha spiegato due giorni fa il cardinale presidente della stessa Apsa, Domenico Calcagno, tutto sarà senz’altro fatto «nel rispetto della legge». Eppure, mai come in questo caso sembra valere la massima di san Paolo: «La lettera uccide, lo Spirito dà vita».

 

Oltretevere non sono pochi coloro che fanno notare un paradosso: per mesi il Vaticano ha fatto la guerra al suk che sorgeva proprio in via della Conciliazione, la massa di venditori ambulanti che affollavano le zone adiacenti piazza San Pietro. Diversi esponenti della curia romana si lamentarono spiegando che invadevano un’area che «ha una sua dimensione universale e simbolica, cara a un miliardo duecento milioni di cristiani sparsi nel mondo».

BORGO PIO FAST FOODBORGO PIO FAST FOOD

 

Eppure oggi, mandati via gli ambulanti, lasciano spazio a questi esercizi commerciali che «stonano – dicono – allo stesso modo con l’intera area». «Lo sa lei che il rock è satanico, quando passerò lì davanti lancerò una benedizione», dice scherzando padre Vincenzo Taraborelli, sacerdote esorcista di Santa Maria in Transpontina. «Scherzi a parte, è triste perché questi locali dovrebbero essere dati ad attività legate alla Chiesa».

 

La crisi negli ultimi mesi ha fatto chiudere diversi esercizi commerciali storici della zona. Banche e librerie hanno abbandonato via della Conciliazione e le strade limitrofe. Al loro posto sempre più bar e locali. Il tutto, spesso, nonostante la protesta dei residenti. Non è un mistero per nessuno, ad esempio, quanto accaduto in via dei Cavalleggeri. Sopra il nuovo ristorante “Il Giubileo”, i residenti del palazzo, anche in questo caso di proprietà dell’Apsa, hanno protestato per l’«odore di pesce fritto» che tutti i giorni impedisce loro di tenere aperte le finestre.

via della conciliazione oggi via della conciliazione oggi

 

L’Apsa ha risposto facendo allungare di qualche metro verso l’alto la canna fumaria senza però risolvere il problema. E così anche altrove, in quella che sta diventando sempre più un’area commerciale, fra negozi e locali all’ultimo grido.

SAN PIETRO HARD ROCKSAN PIETRO HARD ROCK

( ha collaborato Luigi Gaetani)

 

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