chat whatsapp

IL SACROSANTO DIRITTO A ESSERE SCONNESSI – A CHI NON È CAPITATO DI RICEVERE UN MESSAGGINO, UNA TELEFONATA O UNA MAIL DAL PROPRIO CAPO FUORI DALL’ORARIO DI LAVORO? – LA DIFFUSIONE DI STRUMENTI COME SMART WORKING E FLESSIBILITÀ HANNO SDOGANATO ALCUNE PRATICHE CHE PRIMA ERANO IMPENSABILI, MA C’È UN LIMITE: MOLTE AZIENDE HANNO DECISO DI INSERIRE DELLE FASCE ORARIE “INTOCCABILI”, MA…

Cristina Casadei per "www.ilsole24ore.com"

 

 lavoro 2

Sono le dieci di sera, un ultimo sguardo al telefono prima di andare a dormire. Ed eccola lì l’iconcina che annuncia un WhatsApp. È il capo che chiede se poi è andato tutto bene con quel report che aveva chiesto. Una volta è nella chat, un’altra nella mail, non mancano le telefonate.

 

Ma siamo proprio sicuri che il messaggio era proprio necessario farlo arrivare a quell’ora? O che il lavoratore poteva trascorrere serenamente la sua fin de soirée e addormentarsi tranquillo che tanto il messaggio poteva essere recapitato anche la mattina successiva?

 

In molte aziende, la diffusione di strumenti come smart working e flessibilità è stata accompagnata da una formazione specifica per i capi per far fronte alle nuove modalità di lavoro. Ma evidentemente non è bastato se, oggi, negli accordi aziendali e nelle piattaforme sindacali per il rinnovo di alcuni contratti si rivendica il diritto alla disconnessione.

whatsapp

 

Le specifiche nei contratti di secondo livello

Nell’accordo quadro globale su diritti umani e diritti fondamentali del lavoro, UniCredit ha stabilito che le comunicazioni aziendali, come telefonate, chat o email e le riunioni di orientamento commerciale devono essere effettuate nel rispetto delle norme sull’orario di lavoro previste dal contratto nazionale. 

 

Findomestic, nell’ultimo accordo raggiunto con i sindacati, ha stabilito che «al di fuori dell’orario di lavoro, strettamente correlato alla mansione e alla struttura di appartenenza, viene riconosciuto il diritto alla disconnessione, ossia la possibilità dei lavoratori di non rispondere alle email e alle telefonate al di fuori del suddetto orario».

 

lavoro 

Nella policy di Cattolica Assicurazioni, siglata anche dai sindacati, si va oltre e si danno anche orari precisi: «Anche nella modalità smart working il dipendente è obbligato a rispettare le norme sui riposi previsti dalla legge e, in particolare, ad effettuare almeno 11 ore consecutive ogni 24 ore e almeno 24 ore di riposo consecutive ogni 7 giorni e disconnessione dalle strumentazioni tecnologiche di lavoro.

 

A tal fine, non è di regola previsto né richiesto lo svolgimento di attività lavorativa nella fascia compresa tra le 18.30 e le 7.45né durante gli interi giorni di sabato e festivi». Questi momenti entrano nel cosiddetto periodo di disconnessione in cui «non è richiesto al dipendente lo svolgimento della prestazione lavorativa e, quindi, la lettura delle email, la risposta alle telefonate e agli sms aziendali, l’accesso e la connessione al sistema informativo aziendale. Durante il periodo di riposo e disconnessione il dipendente potrà disattivare i dispositivi utilizzati per lo svolgimento della prestazione lavorativa».

fuga da whatsapp 7

 

Regole per il benessere

Roberto Benaglia, che coordina l’Osservatorio sulla contrattazione della Cisl, rileva che «è bene, molto bene, stabilire un principio. Il tema è come attuiamo in maniera produttiva per l’impresa e sostenibile per il lavoratore un diritto che ormai è giusto regolare. Ci sono molte pratiche aziendali interessanti e l’azienda che pone delle regole attraverso la contrattazione fa una cosa utile a tutti.

 

Le nuove tecnologie e i device, dagli smartphone agli ipad hanno portato nuovi modelli e metodi organizzativi che devono essere compresi soprattutto dai capi perché il vero tema è organizzare bene il lavoro tenendo conto del benessere delle persone e, naturalmente, dei risultati.

 

fuga da whatsapp 6

Quindi prima di premere il pulsante invio a qualunque ora del giorno e della notte bisognerebbe sempre fermarsi un momento e chiedersi ma è proprio necessario? O si può rimandare a domattina?».

 

Il tema viene spesso affrontato negli accordi sullo smart working, come ha fatto il Banco-Bpm, che pochi mesi fa con il sindacato ha stabilito che «se la prestazione di lavoro agile è svolta da casa non è previsto, per i lavoratori inquadrati nell’ambito delle aree professionali, lo svolgimento di prestazioni oltre il normale orario di lavoro (né straordinario, né banca ore, né lavoro supplementare) e conseguentemente agli stessi è riconosciuto il diritto alla disconnessione oltre il normale orario di lavoro».

 

fuga da whatsapp 5

Cambiando completamente ambito, l’Acea nell’intesa di luglio del 2018 ha stabilito che «il lavoratore ha l’obbligo di connessione in concomitanza quanto più possibile con l’orario di lavoro di riferimento della propria unità di appartenenza salvo il diritto di disconnessione dalle ore 20 alle 8.30».

 

Un diritto garantito anche dall’Università dell’Insubria che ha stabilito un regolamento al di là dello smart working, dove «l’uso delle tecnologie - spiega l’ateneo – deve essere calibrato e permettere al cervello di riposare. Staccare serve per avere una maggiore efficienza lavorativa, eliminando l’errata convinzione che la connessione no-stop sia indice di produttività».

 

ansia da messaggi 3

Si tratta, sostanzialmente, dell’applicazione del principio della non reperibilità extra lavorativa. Infatti, dalle 20.00 alle 7.00 del giorno seguente e in tutti i fine settimana e festivi chi riceve mail, telefonate e altro ha il diritto di non rispondere e di concentrarsi sulla vita personale e non soltanto professionale.

 

Se nei contratti aziendali si trova ampia traccia del diritto alla disconnessione, dopo che l’argomento è stato affrontato e normato dal contratto della scuola, in questa tornata contrattuale, anche nel privato, ne sentiremo parlare molto. Prendiamo le due piattaforme rivendicative per il rinnovo del contratto nazionale che in questi giorni sono oggetto delle assemblee dei lavoratori: quella dei bancari e quella degli alimentaristi.

WHATSAPP

Nei contratti del settore bancario e assicurativo

 

I bancari scrivono che è necessario ribadire un uso appropriato delle apparecchiature aziendali che preveda il rispetto assoluto degli istituti del contratto, come l’orario ufficiale di lavoro, i tempi di riposo giornalieri, settimanali, delle ferie e dell’aspettativa.

 

Al di fuori dell’orario di lavoro, a meno di non prevedere poi riposi, comunque con il riconoscimento degli straordinari, non deve dunque essere richiesta alcuna prestazione lavorativa.

computer

 

Il settore bancario, come quello assicurativo, è tra quelli che conta più accordi pilota, sperimentali che poi sono diventati strutturali per lavorare da casa, da un hub o da altra sede concordata dall’azienda. Il fatto di non essere partiti da una cornice nazionale ha fatto sì che le banche scegliessero ognuna una strada diversa, facendo un po’ sfuggire lo strumento ai sindacati che adesso provano a riacciuffarlo.

 

computer

Gli alimentaristi

Gli alimentaristi, per quanto riguarda l’orario di lavoro chiedono da un lato una sua riduzione per chi è impiegato in turnazioni a forte flessibilità e, dall’altro, di normare contrattualmente il diritto alla disconnessione per chi fa smart working. Niente di strano perché è proprio nell’alimentare che si trova una delle grandi aziende che ha fatto da apripista in Italia, la Barilla. È da Parma che è partita la sperimentazione dello strumento nel 2013, annunciando di volerlo estendere a tutti i colletti bianchi entro il 2020.

 

Rivedere le regole per gli assicurativi il cui contratto scade a fine anno

 computer

Sul tema stanno ragionando anche gli assicurativi il cui contratto scade a fine anno. In queste settimane la categoria è alle prese con il rinnovo di alcuni importanti integrativi, tra cui Unipol e Generali.

 

«Ci sono accordi sullo smart working, peraltro apprezzati dai lavoratori coinvolti, in Allianz, Axa, Cattolica, Zurich, Generali, Aon, mentre manca all’appello il gruppo Unipol dove non c’è nessun accordo in materia, ma dove è stata presentata una piattaforma per il rinnovo del contratto integrativo aziendale con disponibilità sindacale a definire a parte uno specifico accordo», spiega il segretario nazionale della Fisac Cgil, Luca Esposito.

 

computer

In questi ultimi anni nel settore assicurativo sono «proliferati accordi sullo smart working che confermano la centralità di questo tema e quanto invece l’accesa discussione sulla flessibilità e sul venerdi pomeriggio nell’ultimo rinnovo del contratto, innescata dalla posizione rigida assunta da Ania, non rispondesse tanto a reali e prioritarie esigenze organizzative delle imprese, quanto ad aspetti di carattere politico ideologico».

 

computer

In questo quadro, con una piattaforma sindacale Abi che prevede una sezione specifica sul lavoro agile e con i recenti sviluppi del quadro normativo, «è facile immaginare - dice Esposito - che il tema rappresenterà elemento di riflessione anche per il settore assicurativo in vista del prossimo rinnovo».

 

 

Ultimi Dagoreport

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO