lavoratore connessione

IL SACROSANTO DIRITTO DI STACCARE LA SPINA! ESSERE DISCONNESSI DIVENTA UNA CLAUSOLA DI LAVORO - LA BATTAGLIA DEI BANCARI: PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO CHIEDONO DI STACCARE GLI APPARECCHI AZIENDALI FUORI DALL' UFFICIO – “IL LAVORATORE NON DEVE ESSERE CONNESSO A VITA. SPESSO LA CONNESSIONE INVECE CHE LIBERARE LE PERSONE, LE TIENE LEGATE”

Sara Mauri per “il Giornale”

lavoratore connessione

 

Riprenderci il tempo, ritornare a vivere. Quando gli impegni digitali occupano anche gli spazi di riposo, non si riesce mai a staccare la spina. Essere sempre connessi è una caratteristica dei tempi moderni. Spesso, portiamo il lavoro a casa e non smettiamo di rispondere ai clienti o ai colleghi. C' è sempre qualche compito da fare; una mail ci arriva mentre facciamo la spesa o mentre stiamo cenando. Il lavoratore ha sempre meno la possibilità di fruire del proprio tempo libero. Molto frequentemente, dinamiche interpersonali e relazionali che si sviluppano all' interno dei contesti di lavoro, unite al senso di responsabilità del dipendente, lo portano a rispondere a mail e messaggi al di fuori del suo normale orario di lavoro.

 

Ed ecco una sfida innovativa per una categoria professionale: nello studio sulla piattaforma del rinnovo dei contratti del settore bancario, oltre alle altre cose, c' è anche il diritto alla disconnessione. Questo è un tema che sta iniziando ad emergere e sarà destinato a creare dibattito e confronto anche in altri settori. Alla Fisac, la federazione italiana sindacato assicurazione credito della Cgil, nei sindacati e nella stessa Cgil, si sta discutendo del tema della connessione perpetua dei dipendenti. Abbiamo chiesto a Giuliano Calcagni, segretario generale della Fisac.

lavoratore connessione

 

«Formuleremo una piattaforma unitaria al rinnovo del Ccnl che contenga il diritto alla disconnessione», ci dice Calcagni. Sarà una cosa che chiederà che la disconnessione «non avvenga su base volontaria».

 

In pratica, si va alla radice, il lavoratore avrà la possibilità-garantita da norme contrattuali- di disconnettersi dagli apparecchi aziendali fuori dall' orario di lavoro. E questa è una cosa positiva. Quello bancario, è di fatto «il primo settore in cui viene fatta un' operazione di questa natura», dice Calcagni. Aggiunge anche che spesso la connessione «invece che liberare le persone, le tiene legate». Stiamo «provando a fare questa operazione» perché «il lavoratore deve essere disconnesso e non connesso a vita». Insomma, una trattativa per il rinnovo dei contratti ai bancari, che pone in essere per la prima volta in Italia il tema della disconnessione come diritto del lavoratore. Ma essere connessi è un imperativo per molti mestieri. Soprattutto per quelli in cui lo strumento di lavoro sono social, telefonini e computer.

 

Pensiamo a un social media manager o ad un ufficio stampa. Pensiamo anche alla categoria a cui apparteniamo noi giornalisti. Ma non vale solo per queste categorie di lavoratori: pensiamo anche a chi lavora attraverso applicazioni, come i riders di Foodora. E non dimentichiamo che molti mestieri prevedono una presenza fissa sui social network.

lavoratore connessione

Gli insegnanti, nel 2018, hanno ottenuto il diritto di essere contattati esclusivamente in certe fasce orarie. Però, per ora, i confini di questo diritto nell' ordinamento italiano sono ancora poco delineati e servono regole più precise. Il diritto a disconnettersi sta prendendo piede in Francia e in Germania ed è una delle cose che farà discutere negli anni a venire: un punto che è destinato sicuramente a diventare una leva di contrattazione tra sindacato e impresa. La connessione perpetua è nata in tempi recenti.

 

Prima dell' avvento di internet e delle mail, quando si staccava dal lavoro, si staccava veramente. Oggi, con le nuove tecnologie, tutto è cambiato: siamo sempre raggiungibili.

lavoratori connessione

Ma lavorare 24 ore su 24 non è normale, perché il lavoro e i suoi tempi prevedono una cosa sacrosanta: il diritto al riposo. Però, c' è anche la connessione per svago: siamo quasi tutti sui social, il mondo digitale ci ha inglobati e il reale si mescola al virtuale. Ormai, senza social è come se non sapessimo quasi vivere. L' altro ieri, Facebook, Instagram e Whatsapp sono andati in down. Essendo abituati ad avere questi strumenti sempre disponibili, ci siamo lamentati. Certo, è stata l' occasione per uscire dal vortice social per un momento. Ma oltre al senso di impotenza per il malfunzionamento, questa cosa ha resi disorientati, soli e staccati da un modo virtuale che ormai ci appartiene.

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”