SAKS HA FATTO CRAC - IL GRUPPO STATUNITENSE DEI GRANDI MAGAZZINI DEL LUSSO HA AVVIATO LE PRATICHE PER L'ISTANZA DI FALLIMENTO VOLONTARIO - LA MOSSA CONSENTE DI AVVIARE UN PIANO DI RISANAMENTO DALL'ONDATA DI DEBITI (ALMENO 5 MILIARDI DI DOLLARI, MA POTREBBERO ESSERE IL DOPPIO), TROVARE UN ACQUIRENTE E PROTEGGERSI DAI CREDITORI – NELLA LISTA DI CHI DEVE RICEVERE SOLDI DAL GRUPPO CI SONO I BIG DEL LUSSO COME CHANEL, KERING E LVMH, MA ANCHE MARCHI ITALIANI COME DOLCE & GABBANA, ARMANI, ZEGNA E BRUNELLO CUCINELLI – A INNESCARE LA CRISI È STATA LA…
Estratto dell’articolo di Giovanni Turi per "la Stampa"
Saks Global ricorre al Chapter 11. Ieri il gruppo statunitense dei grandi magazzini del lusso, compreso quello storico sulla Fifth Avenue a New York, ha presentato l'istanza di fallimento volontario presso il tribunale del distretto meridionale del Texas. Una mossa, quella del Chapter 11, per avviare un piano di risanamento dell'ondata di debiti - almeno 5 miliardi di dollari, secondo gli ultimi dati, ma che potrebbe arrivare fino a 10 miliardi - o trovare un acquirente.
Ma anche per proteggersi dai creditori. Nella lista dei trenta grandi creditori non garantiti compaiono big della moda e del lusso come Chanel, Kering (Gucci e Balenciaga) e Lvmh. Che da soli dovrebbero ricevere 225 milioni dal conglomerato che da due anni ha assorbito anche i centri commerciali Bergdorf Goodman e Neiman Marcus.
Ma c'è la moda italiana con Dolce & Gabbana, Armani, Zegna e Brunello Cucinelli.
[…] Secondo Reuters, tra i nomi degli investitori ci sarebbero i fondi Usa Bracebridge Capital e Pentwater Capital. […] Con 17 mila dipendenti e oltre 150 anni di storia, Saks Global è un simbolo del department store di lusso a stelle e strisce.
Ma dal 2024, ovvero dall'acquisizione di Neiman Marcus con accordo da 2,6 miliardi di dollari, è piombata in lampanti difficoltà finanziarie. Il peso del debito contratto per l'operazione - chiusa con un finanziamento da 2,2 miliardi -, oltre al boom dell'e-commerce e il rallentamento globale delle vendite nel lusso, hanno innescato la crisi.
[…] Una crisi che rischia di far tremare rinomate maison della moda che affidano il commercio di prodotti ai negozi Saks. Nella lista dei creditori non garantiti - a cui Saks deve rendere 712 milioni -, ci sono in primis Chanel (136 milioni di dollari), Kering (circa 60 milioni), l'ex proprietario di Versace Capri Holdings e Mayhoola, il fondo emiratino che controlla Valentino (entrambi 33 milioni).
E non mancano i marchi italiani: Ermenegildo Zegna (26 milioni), Brunello Cucinelli (21,3 milioni), Giorgio Armani (10,8 milioni), Roberto Coin, Sisley - Benetton - e Dolce&Gabbana (tutti 9 milioni). Lo stesso Brunello Cucinelli, che ha «un rapporto trentennale» con il colosso del lusso americano, sostiene comunque che il nuovo ad «possa guidare egregiamente» Saks fuori dalle secche della crisi.



