vasco rossi emulatori

SOSIA, FAN, SVALVOLONI: LO SAPETE CHE IN ITALIA CI SONO DELLE PERSONE CHE HANNO MOLLATO IL LAVORO PER IMITARE VASCO ROSSI? – LA STORIA DI PASQUALE MILELLA CHE NEL 2002 SI È LICENZIATO DALLA FABBRICA DOVE LAVORAVA PER SUONARE IN UNA BAND TRIBUTO DI VASCO: "È UNA DROGA POSITIVA, NON FA MALE" – ANCHE ROBERTO COSTANZINI, 68 ANNI, È QUASI IDENTICO AL ROCKER DI ZOCCA: "LAVORAVO NEL RAMO GRAFICO, PRIMA COME DIPENDENTE, POI COME IMPRENDITORE. MI VESTIVO IN GIACCA E CRAVATTA, POI..." – TUTTI I FAN CHE HANNO FATTO DEL "BLASCO" IL PROPRIO STILE DI VITA...

Chiara Severgnini per il “Corriere della Sera”

 

simone corbetta

Vasco Rossi è unico, ma l'Italia pullula di Vaschi. Al plurale. Uomini che fanno Vasco, a vario titolo: imitatori, sosia, fan passati dall'idolatria all'emulazione, cantanti di cover band che conoscono il suo repertorio a menadito. Non usurpatori, né macchiette, ma tributi umani, viventi e consapevoli, a un uomo che per loro non è solo un grande interprete o un vip, ma molto di più.

 

«Vasco è il nostro Elvis», sintetizza Ray Banhoff, insegnante e fotografo, autore del libro Vasco dentro (Crowdbooks). Nessuno conosce i Vaschi meglio di lui, che tra 2016 e 2019 ha girato l'Italia per ritrarli. «Ho iniziato con i cantanti delle cover band - racconta - poi ho incontrato anche persone che si vestono come Vasco ai concerti o nel quotidiano. Per alcuni è un lavoro, per tutti è un'ancora di salvezza se non una missione. Loro vivono nei suoi testi, sono i suoi apostoli». Se i Vaschi - per professione o per hobby - sono così numerosi è merito della musica. Ma non solo.

 

dino moroni

«Agli esordi Vasco veniva snobbato», ricorda Banhoff, «c'era chi lo considerava un modello negativo. Ma lui ha continuato a raccontare emozioni a modo suo e ha conquistato tutti, tanto che oggi è un'istituzione. E, riscattandosi, ha riscattato anche i diversi come lui, quelli che, molto prima dei musicologi, hanno saputo vedere l'uomo saggio dietro l'aspetto un po' sconvolto del Vasco delle origini».

 

Saverio Amato, 53 anni, è uno di loro. Lui ha scoperto Vasco a 12 anni, quando l'ha sentito cantare Vado al massimo a Sanremo, nel 1982. «Ce l'ho scolpito nella memoria.

Ho capito subito che la sua musica sarebbe stata la colonna sonora della mia vita», racconta. Amato si definisce «trasformista»: fa l'imitatore, sul palco veste i panni di vari personaggi della musica italiana. «Vasco, però, è il mio preferito: con lui mi identifico totalmente - confessa -. Per me, è la più grande rockstar del mondo. Un artista puro, ma anche uno in cui ci si può rispecchiare, come un fratello maggiore».

 

adelino alfieri

Anche Pasquale «Pass» Milella ha scoperto Vasco all'inizio degli anni '80 e non lo ha più abbandonato. «Sono cresciuto con la sua musica - racconta - è una droga positiva, di quelle che non fanno male». Napoletano di origine ma vicentino d'adozione, Pass ha 54 anni e da 23 ha una band - Sensazioni Forti, basata in Veneto - con cui porta la musica del suo mito in giro per l'Italia. «Nel 2002 ho smesso di lavorare in fabbrica e la band è diventata il mio lavoro principale. Nonostante le difficoltà, non mi sono mai pentito». Quello che prova per il cantautore che interpreta si può riassumere in una parola: gratitudine. «I suoi brani sono fulmini che aprono l'anima. Mi hanno indirizzato su quello che volevo, che non è tanto interpretare Vasco, ma essere una persona migliore».

 

pasquale milella

Per Adelino Alfieri, classe 1947, ex arredatore di alberghi ora in pensione, spiegare la sua   passione per Vasco è impossibile: «È come il calcio: ognuno ha la sua squadra del cuore e non sa dire perché. Io ascolto anche altri cantanti, ma Vasco ce l'ho nel sangue. E la somiglianza mi dà la carica». In effetti, guardandolo si capisce subito perché porta - con orgoglio - il soprannome di «AdeVasco»: gli somiglia, e parecchio. «Me l'hanno fatto notare gli altri - racconta - una sera, da giovane, ero in discoteca con occhiali e berretto e ho sentito una persona esclamare: "C'è Vasco!".

 

Da lì ho iniziato a guardarmi con occhi diversi». E, ben presto, si è messo a imitare i cambi di look del Blasco: «Avevo i capelli lunghi, come lui, ora ho il pizzetto, come lui. Mi sono appena procurato degli occhiali uguali ai suoi». Non si esibisce, né come sosia, né in una cover band. Porta Vasco addosso, e basta. È contento quando, in uno dei bar della sua Este, gli scrivono «Vasco» sul cappuccino. E ricorda con orgoglio quella volta che, in tribuna a San Siro, tutti si alzarono vedendolo arrivare. Ma il suo, più che ego, è spirito di comunità. «Quando posso vado a Zocca, dove ci ritroviamo tutti noi fan. Ho tanti amici, tra loro. Amici veri».

 

alessandro pozzato

Come Roberto Costanzini, 68 anni, modenese: anche lui è quasi identico a Vasco. «Somigliargli mi piace - chiarisce - ma non in modo narcisistico. Per me non è solo una questione estetica, ma anche condivisione di valori. Vasco - prosegue - è sempre stato un paladino della libertà, della tolleranza, dei diritti dell'uomo e della donna, e questa è una delle cose che più me lo fa apprezzare». Neanche Costanzini ha fatto della sua somiglianza con Vasco una professione. Cercare e perfezionare abiti e accessori per renderli identici ai suoi, per lui, è un hobby. Ora che è in pensione, vi può dedicare più tempo.

 

«Lavoravo nel ramo grafico e pubblicitario, prima come dipendente, poi come imprenditore - racconta - all'inizio, sul lavoro, mi vestivo in giacca e cravatta, credevo fosse consono al mio ruolo, poi mi son detto: sono stanco, voglio apparire come sono». Il rapporto di Costantini con Vasco è viscerale: «Nella sua musica - spiega - io mi sono riconosciuto. Ti tira fuori cose che non sapevi neanche di avere, come il coraggio».

 

saverio amato

Per Simone "Red" Corbetta, 47 anni, di professione fuochista manutentore meccanico, tutto è iniziato con una scommessa. «Avevo 16 anni - ricorda - ero al karaoke e mi sfidarono a cantare Una canzone per te». Fu la prima volta che si esibì, ma non l'ultima: ha continuato, prima come solista, poi con la band Red Vasco Revolution, incentrata sui brani degli anni '90.

 

«Mi reputo un piccolo artista - dice - mi piace imitare personaggi come Vasco, ma anche Celentano, Cutugno...». Negli anni, ha fatto appassionare a Vasco anche la moglie Giulia: «Quando ci siamo conosciuti sapeva due canzoni, ora è una fan sfegatata: andando in viaggio di nozze siamo anche passati da Zocca e Vasco in persona ci ha fatto gli auguri!».

 

roberto costanzini

Cantare, per lui, era più un divertimento che un secondo lavoro. «Con i compensi delle serate si cercava giusto di rientrare dalle spese», spiega. Nel 2021, dopo 16 anni, la Red Vasco Revolution ha sospeso l'attività, «un po' per il Covid, un po' per problemi interni. Ma nel 2023 vorrei ripartire - dice - anche se, non so bene perché, mi sono tagliato i capelli... Ma non importa: mica canto con i capelli. Quello che conta è sentire Vasco dentro».

vasco rossivasco rossi foto di bacco (7)claudio dell'aquila

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…