SE SI SVEGLIANO GLI HOUTHI, SIAMO FOTTUTI! – SUL GRAN CAOS DEL GOLFO INCOMBE ANCHE L’INCOGNITA DEI RIBELLI YEMENITI ARMATI DA TEHERAN. L'AMBASCIATORE SEQUI: “PROBABILMENTE NON SONO STATI ANCORA ATTIVATI PERCHÉ L’IRAN NON VUOLE APRIRE TROPPO PRESTO UN SECONDO FRONTE. MA LA POSSIBILITÀ ESISTE. SE IL CONFLITTO SI ALLARGASSE, GLI HOUTHI POTREBBERO ESERCITARE PRESSIONE NEL MAR ROSSO, MENTRE TEHERAN MINACCIA HORMUZ” – L'APPELLO DI TRUMP PER UNA COALIZIONE INTERNAZIONALE RISCHIA DI CADERE NEL VUOTO: “È DIFFICILE IMMAGINARE LA CINA IN UNA MISSIONE GUIDATA DAGLI STATI UNITI. PECHINO HA RAPPORTI IMPORTANTI CON TEHERAN E GLI IRANIANI, CONSENTENDO IL PASSAGGIO ALLE NAVI DI ALCUNI PAESI, CERCANO DI DIVIDERE IL FRONTE INTERNAZIONALE…”
Estratto dell’articolo di Marta Ottaviani per “Il Giorno”
Una coalizione che potrebbe non nascere. Uno stretto da cui dipende la sicurezza energetica mondiale. L’Ambasciatore Ettore Sequi, già segretario Generale della Farnesina, ha spiegato perché una missione internazionale per difendere lo stretto di Hormuz è difficile da organizzare e realizzare.
Ambasciatore Sequi, Donald Trump parla della possibilità di creare una coalizione internazionale per pattugliare lo stretto di Hormuz e garantire la sicurezza del traffico marittimo. Quanto è realistico che questa coalizione nasca davvero?
«Prima di tutto bisogna capire il contesto. Hormuz non è solo uno stretto del Golfo Persico: è uno dei tre grandi snodi energetici globali, insieme a Bab el-Mandeb e allo stretto di Malacca. Da lì passa una quota decisiva dell’energia mondiale. Basta ricordare che fino al 90 per cento delle esportazioni petrolifere dell’Arabia Saudita transita proprio da quel passaggio.
Chi controlla Hormuz può quindi destabilizzare l’economia globale. [...]».
Il problema è che, per ora, non sembra esserci una fila di Paesi pronti a partecipare…
stretto di hormuz e guerra nel golfo
«Ed è comprensibile. Garantire la sicurezza dei traffici marittimi in un contesto di guerra è un compito rischioso. Molti governi evitano di dire apertamente di no agli Stati Uniti, ma sono perfettamente consapevoli dei rischi militari e politici.
Per Washington, però, la richiesta ha anche un valore strategico: se la coalizione si formasse, gli Stati Uniti potrebbero presentarsi come i garanti dell’ordine marittimo internazionale. Se invece fallisse, passerebbe l’impressione opposta: cioè che gli Stati Uniti abbiano aperto la crisi e ora chiedano ad altri di contribuire a gestirla».
Chi potrebbe essere davvero interessato?
HOUTHI ATTACCANO PETROLIERA GRECA
«Per ora i segnali sono deboli. La Corea del Sud ha lasciato intendere la possibilità di inviare navi, ma molte altre potenze restano prudenti. È difficile immaginare, ad esempio, la Cina in una missione guidata dagli Stati Uniti.
Pechino ha rapporti importanti con Teheran e gli iraniani, consentendo il passaggio alle navi di alcuni Paesi, cercano anche di dividere il fronte internazionale. Anche l’Europa si muove con cautela: una missione è teoricamente possibile, ma poi serve che qualche Stato membro metta davvero a disposizione navi e uomini».
Finora gli Houthi sono rimasti in secondo piano. Se entrassero davvero in campo, magari colpendo anche nel Mar Rosso, che scenario si aprirebbe?
BOMBARDAMENTO AMERICANO CONTRO GLI HOUTHI IN YEMEN
«Probabilmente non sono stati ancora attivati perché Teheran non vuole aprire troppo presto un secondo fronte. Ma la possibilità esiste. Se il conflitto si allargasse, gli Houthi potrebbero esercitare pressione su Bab el-Mandeb mentre l’Iran minaccia Hormuz. In quel caso due choke point (colli di bottiglia, ndr) fondamentali del commercio mondiale verrebbero messi sotto pressione contemporaneamente.
Sarebbe una forma di mutua vulnerabilità: l’Iran può minacciare il passaggio dell’energia globale, mentre gli Stati Uniti mantengono la capacità di colpire infrastrutture strategiche iraniane. Un equilibrio fragile che, per ora, contiene l’escalation».
RAID DI ISRAELE CONTRO GLI HOUTHI IN YEMEN
RIBELLI HOUTHI
DONALD TRUMP ASSISTE AI RAID CONTRO GLI HOUTHI
donald trump e xi jinping meme by edoardo baraldi
DONALD TRUMP

