aquila palazzo del governo

GIUSTIZIA TERREMOTATA - LA SENTENZA CHE QUALCHE GIORNO FA HA TAGLIATO I RISARCIMENTI ALLA VITTIME DELL'AQUILA PER NON ESSERE SCAPPATE DI CASA HA IGNORATO UN PRECEDENTE MOLTO SIMILE DEL 2021 - IL GIUDICE PETRONIO AFFERMÒ CHE NON SI POSSONO IMPUTARE LE VITTIME DI CONDOTTA INCAUTA PER NON ESSERE SCAPPATE DI CASA DOPO LA PRIMA SCOSSA VISTO CHE NON AVEVANO LE COMPETENZE PER PREVEDERE IL FUTURO - COME MAI QUESTA VOLTA SI È RAGGIUNTO UN ALTRO VERDETTO? 

Estratto dell’articolo di Stefano Dascoli e Marcello Ianni per “il Messaggero”

TERREMOTO AQUILA 3

 

«Mancando di conoscenze tecnico-specialistiche, la popolazione non aveva alcun elemento per poter ritenere che a una prima scossa ne sarebbe potuta seguire una successiva più potente a così breve distanza temporale». E, dunque, le due giovani studentesse Maria Urbano, 20 anni e Carmen Romano, 21, morte nel crollo del condominio di via Campo di Fossa 6B, non avevano alcuna colpa nell'aver deciso di restare in casa nella drammatica notte del sisma dell'Aquila, il 6 aprile 2009.

TERREMOTO AQUILA 2

 

Lo ha stabilito, nell'aprile del 2021, il giudice del Tribunale del capoluogo abruzzese, Emanuele Petronio, in una sentenza (pende il giudizio d'Appello) diametralmente opposta a quella della sua collega Monica Croci che, il 9 ottobre scorso, in una causa civile del tutto simile (intentata da familiari diversi), che riguarda il crollo dello stesso palazzo, ha invece sancito che le vittime hanno una colpa - in concorso -, fissata a una percentuale del 30 per cento, per non essere uscite di casa dopo le due scosse (3.9 e 3.5) che hanno preceduto quella principale delle 3.32, che oggi l'Ingv quantifica con magnitudo Richter 6.1.

 

TERREMOTO AQUILA 1

Un verdetto, quello recente, che ha indignato gli aquilani, che hanno deciso di presidiare il Parco della Memoria, costruito per onorare le 309 vittime del 2009, con una manifestazione spontanea. Stesso fatto, giustizie differenti.

 

Eppure un precedente c'era, evidentemente ignorato o riletto in chiave differente. Ed è un precedente clamoroso perché riguarda lo stesso identico condominio, quello in via Campo di Fossa 6B, il cui crollo ha prodotto il più alto numero di vittime quella notte, ben 27, tra cui molti giovani. Tra questi Maria Urbano e Carmen Romano, appunto. Amiche, si erano trasferite dalla Campania all'Aquila per studiare. [...]

 

PONTEGGI TERREMOTO AQUILA

I familiari delle due ragazze, nel chiedere il risarcimento, hanno citato la locataria dell'appartamento e il condominio (difeso dall'avvocato Luciano Dell'Orso).

Quest' ultimo ha poi chiamato in causa gli enti, in particolare il ministero degli Interni (a cui fanno capo Prefettura e Regione) e quello delle Infrastrutture e dei Trasporti (a cui rispondono Genio civile e Provincia).

 

aquila terremoto 3

In questo aspetto le due cause differiscono. In quella che ha scatenato le polemiche (nella quale sono confluiti quattro procedimenti simili) i familiari hanno citato i ministeri, i quali a loro volta hanno chiamato in causa il condominio. Anche nel 2021 il giudice, a seguito delle perizie dei consulenti tecnici, era giunto a sentenziare «le condotte difformi dalle prescrizioni normative in capo a ognuna delle figure professionali coinvolte nella realizzazione dell'edificio», condotte «in nesso eziologico» con il crollo.

 

aquila terremoto 2

Insomma, quel condominio presentava gravi carenze strutturali, dal progetto alla costruzione. E su questo il giudice Petronio si è concentrato, liquidando invece l'ipotesi del concorso colposo delle ragazze, per non essere uscite dall'edificio dopo le prime scosse, come «condotta che non può ritenersi violativa di alcuna precisa regola cautelare»: la popolazione non aveva elementi tecnici e conoscenze per decidere.

 

aquila terremoto 1

Ragionamento che, qualora fosse stato noto, non deve aver convinto la collega Croci che, invece, ha ritenuto «fondata l'eccezione del concorso di colpa delle vittime, costituendo obiettivamente una condotta incauta quella di trattenersi a dormire - così privandosi della possibilità di allontanarsi immediatamente dall'edificio al verificarsi della scossa - nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata del 5 aprile e poco dopo la mezzanotte del 6, concorso che può stimarsi nella misura del 30 per cento, con conseguente proporzionale riduzione del credito risarcitorio». Insomma, parzialmente colpevoli della loro stessa morte, con tanto di taglio dei risarcimenti ai familiari. [...]

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