sergio castellitto cassonetti

"SERGIO CASTELLITTO SI COMPORTA COME IL MARCHESE DEL GRILLO. ‘IO SO’ IO, E VOI NON SIETE UN CAZZO’" - LA RABBIA DEI VICINI DI CASA DELL'ATTORE (SOPRANNOMINATO DAI PIÙ LINGUACCIUTI "SERGIO CASSONETTO") ACCUSATO DI AVER PORTATO VIA I SECCHIONI PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DALLA STRADA IN CUI VIVE, NEL QUARTIERE PARIOLI DI ROMA - ALL'INSAPUTA DI "AMA", SOCIETÀ CHE GESTISCE LA SPAZZATURA DELLA CAPITALE, I BIDONI ERANO PRIMA STATI PIAZZATI ALL'INTERNO DEL CORTILE DI CASA CASTELLITTO E, POI, POSIZIONATI IN UN LUOGO DIVERSO - IERI, AL POSTO DEI SECCHIONI ERA PARCHEGGIATA L'AUTO DI MARGARET MAZZANTINI, MOGLIE DI CASTELLITTO - ALLA FINE, IL BIDONE-GATE SI CONCLUDE CON LA DECISIONE DI "AMA" DI RIPOSIZIONARE I CASSONETTI DOV'ERANO...

L’INFINITO SCONTRO TRA RESIDENTI E ATTORE “FA QUEL CHE VUOLE”

Estratto dell'articolo di  Emiliano Pretto per “La Repubblica – Edizione Roma”

 

sergio castellitto in versione spazzino ama

«Ci sono personaggi pubblici in questa strada che si muovono con grande arroganza, credendo di poter fare quello che vogliono. Se lo ricorda il marchese del Grillo? Quando Sordi si rivolgeva al popolo dicendo “ Io so’ io, e voi non siete un c....”? Ecco, in questa via è avvenuta la stessa cosa».

 

Non corre buon sangue tra gli abitanti di questa piccola ed elegante strada dei Parioli e la famiglia del regista e attore Sergio Castellitto, arrivata ad abitare da qualche anno in uno splendido villino, recentemente ampliato, in uno degli angoli più tranquilli e suggestivi del noto quartiere della cosiddetta Roma bene.

 

Lo scontro è in pieno svolgimento, anche se in questi giorni sono pochi gli abitanti della zona che si incontrano per strada per poterne parlare. Ieri, in una silenziosa mattinata romana, la via sembrava quasi disabitata. [...]

 

macchina di Margaret Mazzantini al posto dei bidoni della spazzatura

Poi si ferma a parlare un’esponente del comitato che prende il nome della strada. E l’accusa che rivolge all’attore romano è quella di uno scontro tra gli interessi pubblici e i suoi specifici desideri privati. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, secondo i residenti, è stato il caso dei cassonetti dei rifiuti spariti e riapparsi misteriosamente dentro il cortile di proprietà dei due artisti. Ma le accuse sono molte.

 

Secondo la rappresentante del comitato, ad esempio, «un vero e proprio scempio è stata la decisione del regista di costruire un piano in più sopra il suo villino d’epoca, con un intervento posticcio fuori contesto che ha portato l’edificio a un altezza sproporzionata. E questo solo per realizzare una palestra privata all’ultimo piano».

bidoni della spazzatura dentro il cortile di casa di sergio castellitto

 

Il villino dove vive la famiglia di Castellitto e di Margaret Mazzantini, in effetti, è stato oggetto di un intervento di sopraelevazione piuttosto evidente, che si mimetizza allo sguardo distratto del passante solo perché l’intero edificio è stato completamente ripitturato di bianco.

 

«Un colore — per l’esponente del gruppo di quartiere — che non c’entra niente con quello degli altri villini» tutti colorati di rosa, arancione o color ocra. Il comitato promette di vigilare. 

 

AMA CONTRO CASTELLITTO: RIECCO I CASSONETTI

Estratto dell'articolo di Emiliano Pretto per  “La Repubblica – Edizione Roma”

 

sergio castellitto 6

La guerra dei cassonetti dei Parioli finirà con il ritorno dei bidoni stradali dell’Ama nel loro spazio originale. Non prima di un intervento dei vigili che sanciranno il divieto di sosta sul tratto di strada che prima occupavano. Ovvero di fronte al villino di proprietà del regista e attore Sergio Castellitto.

 

Nello spazio giallo dedicato dove ieri era parcheggiata ancora l’utilitaria di Margaret Mazzantini, nota scrittrice e moglie del artista cinematografico. Sembra l’esito che tutti gli abitanti del quartiere aspettavano quello annunciato ieri dall’Ama e dall’assessore al Verde del II Municipio, Rosario Fabiano. Che, si spera, metterà la parola fine ad una storia definita «surreale» dagli abitanti della strada, e che ha creato disagi ai residenti per l’improvvisa impossibilità di gettare la spazzatura.

 

sergio castellitto 5

Per capire cosa è successo bisogna riavvolgere il nastro del racconto fino agli ultimi giorni di aprile. Siamo in una delle vie più eleganti di Roma, tra villini di fine ‘800, edifici liberty con giardini, e alti alberi su entrambi i lati del marciapiede a donare ombra e privacy agli abitanti. [...]

 

Proprio di fronte al villino bianco del regista improvvisamente, il 20 aprile scorso, alcuni cassonetti dell’Ama vengono rimossi da ignoti. Nel quartiere si vocifera che da tempo la loro presenza, proprio davanti al cancello del villino di Castellitto, dava fastidio ai condomini e anche agli operai impegnati nel cantiere, ancora in corso, all’interno della residenza dei due artisti. Ma non è tutto.

 

Perché, secondo la ricostruzione di Francesco Benigni, presidente del comitato di quartiere delle Muse che per primo ha denunciato la vicenda, i cassonetti ricompaiono all’interno del cortile del villino della coppia di artisti. E alcune foto scattate dai residenti lo testimoniano. Una sorta di sequestro, in altre parole [...]

 

sergio castellitto 4

Ama su questo punto ieri ha voluto mettere nero su bianco il suo punto di vista. «Mai Ama riposiziona all’interno di una proprietà privata cassonetti stradali, per esigenza di cantiere. In questi casi o li sposta a poca distanza o li porta via, se non c’è spazio». Ma allora chi ha portato all’interno del cortile di Castellitto i tre cassonetti?

 

Non è tutto. La storia prosegue con la ricomparsa dei contenitori sulla strada, ma in un’altra posizione, il 29 aprile. Sui cassonetti appare un cartello con la scritta: «Cassonetti non in uso, in attesa di rimozione da parte di Ama. Si prega gentilmente di non gettare i rifiuti». Dalla sede centrale dell’azienda comunale dei rifiuti in questo caso confermano l’avvenuta richiesta di rimozione.

 

sergio castellitto

Ma i contenitori, intanto, vengono riposizionati nella loro originale posizione, sempre da ignoti, all’interno dello spazio delimitato dalle strisce gialle. Fino all’ultima definitiva rimozione, avvenuta il 1 maggio. Insomma, nell’elegante strada dei Parioli sembra essere stata combattuta per giorni una vera e propria battaglia di trincea del cassonetto, con il fronte spostato da attaccanti e difensori di diversi metri e con un arbitro, le Istituzioni, rimaste in disparte fino alle ultime ore.

 

Si arriva così all’ultimo capitolo della storia. La famiglia di Castellitto ieri ha voluto far sapere la sua posizione ufficiale. «I cassonetti — hanno fatto sapere i due artisti — sono stati temporaneamente rimossi con una regolare richiesta di occupazione di suolo pubblico. Non sono in nostro possesso, sono stati recuperati da Ama il 30 aprile 2025, poiché mal riposizionati».

 

sergio castellitto

E dopo due settimane di scontri sommersi finalmente le Istituzioni hanno battuto un colpo. «I cassonetti saranno ricollocati — ha spiegato Fabiano — È stata una vicenda grottesca, avvenuta in una delle strade più ordinate di Roma. Ama è parte lesa in tutto questa giostra. Ricordo che il servizio che eroga sulle utenze domestiche è pubblico e non può essere tarato in base alle volontà di singoli ma sulle esigenze di tutti». [...]

margaret mazzantini sergio castellitto

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…