matteo salvini

SI SALVINI CHI PUO’ –  MALUMORI NELLA LEGA PER LA MANOVRA ELETTORALE, GIORGETTI E IL SOTTOSEGRETARIO ALL'ECONOMIA GARAVAGLIA CHIEDONO CAUTELA SUI CONTI – SALVINI: "AVANTI COSI’, TRA 6 MESI SI VOTA" - LA BATTUTA DI UN DEPUTATO DEL CARROCCIO: “HAI DELLE AZIONI? ALLORA VALLE A VENDERE PRIMA CHE PARLI BORGHI” – LA PREOCCUPAZIONE DI PALAZZO CHIGI PER LA FUGA DI CAPITALI ALL’ESTERO

Adalberto Signore per il Giornale

salvini giorgetti

 

«Hai delle azioni? Allora valle a vendere prima che parli Borghi». La battuta è di un deputato milanese della Lega, che in mezzo al Transatlantico dà di gomito a un collega e indica il presidente della commissione Bilancio della Camera mentre chiacchiera con alcuni giornalisti davanti all' ingresso dell' Aula. Una boutade, certo. Ma che dà la misura di quanto il tema della tenuta dei conti del Paese e del risparmio degli italiani sia caldo in queste ore.

 

SALVINI LE PEN-2

Al di là della Borsa e dello spread, infatti, uno dei dati che sta facendo breccia in quel di Palazzo Chigi è la fuga di capitali che si sta registrando in quest' ultimo mese. Secondo fonti ufficiose attribuite alla Banca d' Italia, si sarebbero già dileguati oltreconfine ben 60 miliardi di euro, segno che - qualunque sia il giudizio sull' operato del governo e sulla manovra - chi ha liquidità e risparmi non si fida a lasciarli in mano alle nostre banche. Un processo che o si arresta a breve o rischia davvero di portarci a un passo dal baratro. Anche per questo a Palazzo Chigi c' è chi spinge per fare immediatamente un tagliando alla manovra, argomento questo che è stato oggetto di una riunione cui erano presenti il vicepremier Matteo Salvini, il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario all' Economia Massimo Garavaglia e il consigliere del leader leghista Alberto Brambilla.

MASSIMO GARAVAGLIA

 

Un incontro che si è tenuto dopo che mercoledì scorso Salvini aveva deciso di regalarsi un bagno di folla con Luigi Di Maio davanti a Palazzo Chigi rivendicando la bontà della manovra. I conti, infatti, al di là delle roboanti dichiarazioni di facciata, sembra che non tornino neanche ai più stretti collaboratori del vicepremier.

 

MATTEO SALVINI CON UN FUCILE DI PRECISIONE DEL NOCS

Al punto che tutti gli avrebbero chiesto con una certa insistenza di ammorbidirsi almeno sul timing della riforma delle pensioni. Salvini ha risposto di non volerne sapere niente, perché «fra sei mesi si vota e non possiamo permetterci passi indietro». Lo sguardo, insomma, è già alle elezioni europee del prossimo 25 e 26 maggio, a meno che - ma pare improbabile - il leader della Lega non si riferisse a possibili elezioni anticipate. Comunque sia, il punto è che - forse un unicum nella storia della Repubblica - un governo appena insediato fa una manovra ultraelettorale, cosa che di solito avviene nell' ultimo biennio della legislatura.

 

SALVINI LE PEN-3

Anche il grillino Stefano Buffagni, infatti, è da giorni che va predicando cautela. E il sottosegretario agli Affari regionali viene descritto come uno degli uomini più vicini alla Casaleggio Associati. Sarà un caso, ma proprio ieri Giorgetti e Buffagni se ne stavano abbracciati nella buvette di Montecitorio, quasi a condividere le fatiche di un braccio di ferro che con Salvini e Di Maio va avanti da giorni.

 

SCAZZO A IN ONDA TRA CLAUDIO BORGHI E CARLO COTTARELLI

Certo, il dubbio che il sottosegretario alla presidenza giochi un po' il ruolo del poliziotto buono per mitigare il «cattivo» Salvini resta. Anche se non convince un democristiano di lungo corso come Gianfranco Rotondi. «Da quando è costretto a star dietro ai desiderata del Capitano - dice nel bel mezzo del Transatlantico - Giancarlo non spiccica più un sorriso...». Alla fine, però, qualche risultato Giorgetti pare lo stia portando a casa. Sulla Fornero, infatti, il governo ha iniziato ad ammorbidirsi. «La riforma - spiega Borghi - dovrebbe slittare ad aprile.

 

La cosa negativa è che più tardi si comincia, più tardi si va a regime.

Quella positiva è che rinviando di qualche mese si risparmiamo un bel po' di soldi». D' altra parte, non è solo l' Inps a dire che la cosiddetta «quota 100» non è sostenibile. Di qui lo slittamento, che potrebbe riguardare anche il reddito di cittadinanza. Così, a un mese dalle Europee anche Salvini e Di Maio elargiranno i loro 80 euro per poi andare all' incasso nelle urne.

DI MAIO CONTE SALVINI

 

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO