brandizzo treno strage incidente

LA SICUREZZA SUL LAVORO IN ITALIA È SOLO UN DETTAGLIO – L’INCIDENTE FERROVIARIO DI BRANDIZZO DELLO SCORSO 30 AGOSTO, COSTATO LA VITA A CINQUE OPERAI, NON È STATO UN CASO ISOLATO – LA PROCURA DI IVREA HA RICOSTRUITO CHE PER ALCUNE AZIENDE IN SUBAPPALTO DA RFI ERA COMUNE ALLESTIRE IL CANTIERE PUR SAPENDO CHE LA CIRCOLAZIONE DEI TRENI NON ERA STATA INTERROTTA. UN MODO PER RISPARMIARE TEMPO E DENARO – RFI ERA A CONOSCENZA DI QUESTA PRASSI? VISTO CHE PER OGNI INTERVENTO DI SOSTITUZIONE DI TRATTI DEI BINARI, AVEVA UN SUO TECNICO SUL POSTO…

Estratto dell’articolo di Marco Grasso per “il Fatto quotidiano”

 

video degli operai poco prima dell incidente a brandizzo 3

Sulla carta nessun operaio avrebbe potuto mettere piede sui binari prima del passaggio dell’ultimo treno. Nella prassi, per risparmiare tempo e denaro, non di rado sarebbe invece accaduto il contrario sulle ferrovie italiane: il cantiere veniva allestito prima, pur sapendo che i binari non erano ancora in sicurezza. E i lavoratori, solitamente in subappalto, dovevano stare all’erta, pronti a schivare l’arrivo di un convoglio. […]

 

È questo lo scenario ricostruito finora dalla Procura di Ivrea, guidata dalla procuratrice Gabriella Viglione, un’ipotesi investigativa che si è fatta strada sulla base delle prime testimonianze raccolte nelle indagini sulla strage di Brandizzo. Per questo i pm adesso sono alla caccia di altri episodi simili: precedenti che dimostrino come l’incidente accaduto nella stazione alle porte di Torino il 30 agosto, costato la vita a 5 operai, non sia solo figlio di un errore umano, ma il risultato di abitudini diffuse […]

 

treno uccide 5 operai a brandizzo

Così avrebbero operato alcune aziende in subappalto, strangolate da compensi bassi, che il committente Rfi, società del gruppo Ferrovie dello Stato che gestisce infrastrutture e manutenzioni, secondo l’ipotesi seguita dagli investigatori non poteva non conoscere.

 

Per ogni intervento di sostituzione di tratti dei binari, Rfi aveva un tecnico sul posto, una sorta di sentinella il cui unico compito era dare l’autorizzazione a cominciare i lavori. Un nullaosta che avrebbe dovuto essere concesso, appunto, solo dopo il passaggio dell’ultimo treno. La sentinella, a Brandizzo, era Antonio Massa, 46 anni: quella notte c’era lui alla stazione insieme agli operai della Sigifer, ditta titolare del subappalto.

video degli operai poco prima dell incidente a brandizzo 1

 

La procedura, piuttosto rudimentale, funzionava così: Massa avrebbe dovuto attendere una chiamata sul telefonino dalla centrale operativa e dare l’ok (comunicare la cosiddetta “interruzione”) con una sorta di pizzino. Quel via libera, però, dalla centrale non è mai arrivato. Eppure i lavoratori stavano già armeggiando sui binari. Di quei momenti poco prima della tragedia è stato ritrovato anche un video girato da una delle vittime, Kevin Laganà: “Se dico treno buttatevi da quella parte”, si sente dire in sottofondo.

 

Massa, dicono i suoi legali, è oggi un uomo distrutto. Soffre di disturbo post traumatico da stress. Ieri non ha risposto alle domande dei pm, perché non sarebbe in condizioni di farlo. Rfi lo ha licenziato in tronco.

 

treno uccide 5 operai a brandizzo 1

Un segnale netto: la società scarica il suo dipendente e ne prende le distanze, rimarcando massima collaborazione con le autorità e il rispetto delle norme sulla sicurezza. Una linea che potrebbe però non bastare ad arginare le responsabilità al livello più basso della catena.

 

Alcuni giorni fa, la Procura ha fatto perquisire la sede torinese di Rfi. Gli inquirenti hanno acquisito documenti sulla valutazione del rischio, organigrammi, atti relativi alla legge 231 (che regola la responsabilità amministrativa degli enti), documentazione cartacea e informatica riguardante interventi e appalti sulla rete.

 

treno uccide cinque operai alla stazione di brandizzo torino 9

Un blitz accompagnato da due avvisi di garanzia che danno l’idea di un cambio di passo: i nuovi indagati sono Andrea Bregolato e Gaetano Pitisci, i superiori gerarchici di Massa. In altre parole, i pm sembrano non credere che quanto accaduto a Brandizzo possa essere liquidato come l’iniziativa estemporanea di un tecnico […]

 

Dichiarazioni importanti, in questo senso, sono arrivate dall’altro superstite: Andrea Girardin Gibin, caposquadra della Sigifer, anche lui indagato insieme ai vertici della ditta. Sentito dalla Procura di Ivrea il 2 novembre, Girardin Gibin ha riferito che era una prassi normale cominciare i lavori preliminari in assenza di autorizzazione. Per questo adesso i magistrati hanno cominciato a scandagliare possibili precedenti dal 2018 a oggi.

ricostruzione dell incidente alla stazione di brandizzo 5video degli operai poco prima dell incidente a brandizzo 2ricostruzione dell incidente alla stazione di brandizzo 2ricostruzione dell incidente alla stazione di brandizzo 1ricostruzione dell incidente alla stazione di brandizzo 3

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