simone de beauvoir

“SIMONE DE BEAUVOIR È STATA COLEI CHE HA POSTO BASI INSCALFIBILI SU CHI È FEMMINA” – BARBARA COSTA: “HA AMATO ALMENO 3 UOMINI, PIÙ QUALCHE “DONNA” CHE L’HA DELUSA. SIMONE MAI CONVIVE CON SARTRE. SI AMANO, E LA PASSIONE BRUCIA PRESTO. SI INCANAGLIA NELLE DIFFICOLTÀ DEL SESSO. A LETTO NON SONO GRANCHÉ COMPATIBILI. MA TUTTI E 2 SONO AFFAMATI DI ESPERIENZE, DI CORPI, E TALVOLTA DA CONDIVIDERE. IN THREESOME. IN FOURSOME. CON SIMONE COMPIUTAMENTE BISEX (LA SUA PRIMA VOLTA È LESBICA). ED È SIMONE A UCCIDRE FREUD NEL "SECONDO SESSO": NON ESISTE IMMATURITÀ NELLA MASTURBAZIONE FEMMINILE. NON C’È NESSUN PENE DA INVIDIARE…”

Barbara Costa per Dagospia

 

simone de beauvoir 1

“Donna non si nasce: si diventa”. Fosse davvero così. Ma è davvero così? No. Perché se nasci con un taglio in mezzo alle gambe da cui per buona parte della tua esistenza ogni mese sanguini, e cioè sei anatomicamente una femmina… che tu possa diventare… “anche” una “donna”, è tutt’altra questione.

 

Perché la “donna” non esiste. Esiste l’uomo, e ha secoli e secoli di storia, millenni, storia che in ogni parte del creato si è ideato e plasmato a suo piacere. Concetto di “donna” compreso. La “donna” è la femmina come per l’uomo in società deve stare, deve fare, deve pensare. Non esiste la “donna”, in sé. Esiste il “fare la donna”, vale a dire la “donna” come la vuole l’uomo o come non la vuole. Ossia la “donna” che si ribella all’uomo cercandosi altra, volendo essere altro, in opposizione all’uomo.

 

simone de beauvoir jean paul sartre

Tra questo spaccato più o meno omogeneo, si ergono, in Occidente, ogni tanto, femmine eccezionali. Che mettono in moto il cervello e vanno alla ricerca di un loro sé. Femmine che mettono paura. Agli uomini. E alle “donne” paghe di essere figlie di, mogli di, mamme di, e che, davanti a femmine che rifiutano di essere mogli, talvolta madri, e che essere figlie lo hanno mandato all’inferno… si urtano: sentono in pericolo i privilegi da “donne” che non hanno rifiutato.

 

simone de beauvoir 2

Simone de Beauvoir è stata colei che ha posto basi inscalfibili su chi è femmina, e può essere in qualche modo “donna” in rapporto a un mondo fatto da e al maschile. Simone aveva capito e messo a frutto tanto, nel 1949, quando pubblica "Il Secondo Sesso" (ora in nuova edizione e traduzione per "Il Saggiatore"). In Italia questo suo tomone è uscito la prima volta nel 1954. 71 anni fa. Sicché, se mi volto indietro, o mi fermo a guardar la realtà italiana presente, delle due l’una: qua, o non hanno letto Simone, o la hanno poco e niente capita. O forse Simone spaventa. Almeno a livello popolare.

 

Perché, dai, non raccontiamocela: dove sta la femmina che è donna secondo un suo pensiero e volontà? C’è stata e ci sta qualche bella eccezione, evviva, però individuale, e isolata. A livello sociale, no. Poco o nulla di quel che c’ha mostrato Simone, mi pare attecchire. A condizione di popolo, siamo ancora alla “donna” che è tale perché ha inalterata aspirazione di stare con un uomo, mettersi in coppia, monogama, farci figli, una “donna” che può fare il lavoro che vuole ma che nella maggioranza dei casi s’accolla la cura della casa, figli, di un marito eterno minorenne, e degli anziani. E cioè una “donna” che è tale perché figlia, madre, moglie, in una coppia scandente le regole, consenso e aspettative sociali. Dove l’amore non c’entra, se non all’inizio. Il resto è adeguamento a ciò che la società si aspetta.

simone de beauvoir 3

 

La stragrande maggioranza delle “donne” vive così, lo ha scelto, lo accetta, (gli piace?), e pochissimo vive da sé, e per sé. Da persona.

Se mi obiettate che non è vero, dimostratemi il contrario. Ma a campione sociale, non singolare. E dimostratelo pure a Simone. Ci insegnano (impongono) a esser “donne” come uomo vuole fin dalla nascita. Fin dal momento che ci mettono in braccio un bambolotto, da accudire, con la scusa di giocarci. O una cucina giocattolo, che ci cucini e pulisci, per finta, che tanto è un gioco.

simone de beauvoir jean paul sartre a roma

 

Eccetto casi rari, ci legano a un modello secolare, sempre uguale, che, o ti distruggi crescendo (non è facile, adeguarcisi è ben più comodo), o, cara mia, sei fregata. Te la canti, che sei libera. Te la suoni, l’autonomia.

Simone de Beauvoir, fin da giovanissima, e stiamo parlando di un secolo fa, ha chiaro questo: che, da femmina, se pretende non una fetta (e vaffanc*lo se concessa) ma tutta la porzione a cui ambisce, dell’attirante torta di nome libertà, lei deve: demitizzare il padre, un uomo da niente, buono a nulla, incapace di fare alcunché anche quando arriva il crollo del ′29 che lo lascia a terra, lui, e le 2 figlie piccole.

 

E poi che: c’è nulla di sbagliato giammai di minoritario per una femmina a scegliere di non essere madre, se non lo vuole. Non ha niente di meno o di più di chi madre lo è. Idem l’inverso. Scrive Simone: l’istinto materno non esiste, è un mito, inventato dagli uomini per legare le donne. Quello tra madre e figlio è un rapporto che puoi crearti o no durante la gestazione, ma che poi devi crearti ex novo al momento che il figlio ce l’hai. Però: tranne gestazione e parto, a un uomo niente manca a crescere su figli. Pari alla donna che li scodella.

simone de beauvoir 1954

 

E Simone da subito mette in chiaro cosa lei non vuole, per sé, e dagli uomini che mai esclude dalla sua vita, e a cui mai fa la guerra: niente matrimonio, niente convivenza ché vivere insieme porta a detestarsi. Comunque ad impigrirsi. Dice Simone: la coppia è un appoggio. E ancora, sostiene Simone, e 7 decenni fa: se una femmina vuole tutti gli uomini che vuole, non è p*ttana. P*ttana è la “donna” che non è santa come santa l’ha disciplinata l’uomo. Per Simone, la monogamia è regolamentazione sociale.

 

E ciò che io amo in Simone è che lei tutto quello che ha scritto e sostenuto lo ha messo in pratica. E com’era, Simone, nella pratica? Una femmina che ottiene DA SOLA (e spende) ogni centesimo di soldi, e fama, che ha avuto. Una femmina che per scelta non ha voluto figli, mai ha rimpianto questa scelta, anzi, e che ha amato almeno 3 uomini, importanti, più qualche “donna” che l’ha delusa. Simone mai convive con Sartre. Di più. Nessuno dei 2 concepisce avere casa. Fin da semplici insegnanti vivono in semplici alberghi. Simone e Sartre si conoscono studenti, all’università.

simone de beauvoir e nelson algren 1947

 

Si amano, e la passione brucia presto. Si incanaglia nelle difficoltà del sesso. A letto non sono granché compatibili. Ma tutt’e 2 sono affamati di esperienze, di corpi, e talvolta da condividere. In 3some. In 4some. Con Simone compiutamente bisex (la sua prima volta è lesbica). E mai Simone molla Sartre nelle sue lotte politiche. Anche quelle sbagliate. La loro è un’alleanza per la vita indistruttibile. Quando Simone si innamora di Nelson Algren, non antepone sé stessa – il suo lavoro, di pensiero, di scrittura – a lui, né alla sua unione con Sartre che, dopo sé stessa, viene prima, di Algren, di Claude toy-boy Lanzmann (lui 27, lei 44), d’ogni altro suo godimento dei sensi.

 

E Simone uccide Freud. Non c’è parte del sistema freudiano che scampi alla mannaia del "Secondo Sesso". Non esiste immaturità nella masturbazione femminile. Non è una fase, in attesa di tempi migliori dati dal pene. E non c’è nessun pene da invidiare. Non è la femmina a possedere un organo, il clitoride, atto al solo piacere? Chi dovrebbe invidiare chi? Chi, tra pene e vagina più clitoride, ha facoltà di orgasmi multipli, e di venire in continuazione?

jean paul sartre simone de beauvoir 4simone de beauvoir casa stanza hotel 1945sartre de beauvoir tombajean paul sartre simone de beauvoir 5simone de beauvoir jean paul sartre 1simone de beauvoir il secondo sesso ed 2025 coverjean paul sartre simone de beauvoir 2simone de beauvoir 1945jean paul sartre simone de beauvoir 3jean paul sartre boris vian simone de beauvoir simone de beauvoir 1957simone de beauvoirsimone de beauvoir che guevara jean paul sartre cuba 1960jean paul sartre simone de beauvoir 1

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