A UNO SPUTO DALLA VERITÀ – L’INCREDIBILE PISTA SEGUITA DAGLI INVESTIGATORI PER ARRIVARE ALL’ARRESTO DI GIUSEPPE SCIACCA, ANARCHICO CHE NEL 2016 RECAPITÒ UN PACCO BOMBA AL TITOLARE DEL MAXIAPPALTO PER FORNIRE I PASTI AL CPR DI TORINO: PER ANNI IL DNA RITROVATO SULLA SCATOLA È RIMASTO IGNOTO FINO A QUANDO GLI INVESTIGATORI NON HANNO MESSO LE MANI SU UNA FOGLIA SU CUI L’UOMO HA SPUTATO DURANTE UN CORTEO NELLA CITTÀ DELLA MOLE – GRAZIE AL TEST DEL DNA SI È ARRIVATI AL MATCH 100% E…
Estratto dell’articolo di Giuseppe Legato per “la Stampa”
Un Dna rimasto ignoto per anni. Isolato e repertato su un plico esplosivo spedito alla Ladisa Ristorazioni l'8 marzo 2016 all'epoca titolare del maxiappalto per fornire i pasti agli ospiti trattenuti nel Cpr di Torino e attribuito tre anni al «bombarolo» dell'anarchia torinese grazie all'ingegno di un investigatore.
L'ordigno fu recapitato nella sede della Igeam, via Benaglia, Roma e ritirato dalla custode dello stabile. Ventuno grammi di materiale esplosivo combinato con perclorato di potassio, zolfo ed alluminio. In mezzo, scaglie di vetro e un sistema di attivazione formato da una batteria da 9 volt con innesco generato da una lampadina alogena.
Quella traccia biologica dai marcatori genetici limpidi e definiti non faceva «match» con nessuna di quelle custodite negli archivi della polizia di Stato. Il plico esplosivo invece faceva parte di una numerosa «famiglia» di spedizioni legate alla campagna di contestazione avviata negli anni scorsi dai gruppi anarchici contro società ed enti fornitori di beni e servizi all'allora centro di permanenza ed espulsione.
Le rivendicazioni sono note e agli atti di più inchieste sulla galassia anarchica di Torino: «I Cie si chiudono con il fuoco. I Cie sono ogni ditta, ogni ente o persona che collabora con la sofferenza e la reclusione dei senza documenti» scrivevano.
Ma di quel Dna all'epoca non si sapeva nulla. Ragionamenti, sospetti fino alla svolta nata dall'ingegno investigativo. Quel profilo genetico appartiene a Giuseppe Sciacca all'epoca accusato di associazione eversiva. Il match 100% è emerso dalla comparazione con la saliva dell'imputato che in un corteo del marzo 2019 a Torino ha sputato - letteralmente - su una foglia raccolta per terra dagli investigatori nel corso di una manifestazione dalla quale è stato estratto il suo profilo genetico. Bingo.
Lo hanno arrestato il 21 marzo a Catania […] la condanna per quel pacco-bomba […] è diventata definitiva il 4 giugno 2025. Un percorso processuale coerente. E così la Procura Generale di Torino guidata da Lucia Musti ha firmato un ordine di carcerazione. Le accuse: fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di un congegno potenzialmente micidiale. Il resto lo ha fatto la Digos di Catania.
[…] Pensava di averla fatta franca e invece no. Capolinea.



