sesso anziana giovane porno

UN COLPO DI...TESTAMENTO - UNA NOBILDONNA ROMANA DI 80 ANNI, LEONARDA AULA, SI INVAGHISCE DEL 40ENNE ANTONIO SPOTO E PERDE LA TESTA ("CI SIAMO BACIATI, LO VOGLIO SPOSARE") - MA LUI, CHE AVEVA ADOCCHIATO IL RICCO PATRIMONIO DELLA "SCIURA", PUNTAVA A FARSI ADOTTARE - QUANDO LA VECCHIETTA MUORE NEL 2020, PER ABUSO DI FARMACI, SPOTO NON SOLO EREDITA IL COGNOME MA ANCHE L'INTERO BOTTINO DI SOLDI, CASE E PROPRIETA' DA 5 MILIONI DI EURO. MA A ROVINARGLI LA FESTA E' L'INTERVENTO DEI PARENTI DELLA NOBILDONNA -  L'ANZIANA E' DECEDUTA POCO AVER CONFIDATO DI VOLER CAMBIARE IL TESTAMENTO CHE DESIGNAVA EREDE UNIVERSALE SPOTO (CHE HA PURE REDATTO UNA "BLACK LIST" PER...)  

1.ANZIANA NOBILE SEDOTTA E RAGGIRATA, 40ENNE LE RUBA IL PATRIMONIO DA 5 MILIONI DI EURO E IL COGNOME

Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per www.repubblica.it

 

TESTAMENTO LEONARDA AULA

«Ci siamo baciati, lo voglio sposare», aveva confidato ad un amico qualche settimana prima di morire. Da un lato una nobile romana milionaria di ottant’anni, vedova e senza figli. Dall’altro un uomo con la metà delle sue primavere che di legarsi sentimentalmente a lei, a Leonarda Aula, classe 1940, non voleva assolutamente saperne.

 

Ciò che voleva, però, era l’illustre cognome e l’immenso patrimonio: conti correnti da milioni di euro, cassette di sicurezza imbottite di gioielli, diverse assicurazioni a cinque zeri e appartamenti extra lusso in Sicilia. Un tesoro che supera i cinque milioni di euro.

 

Il piano è andato a buon fine per metà. Il testamento nominava lui, Antonio Spoto erede universale, destinatario perfino del tanto bramato cognome. A scompaginare il progetto ci hanno pensato però i parenti di sangue blu della donna. Diego Prina Ricotti, il cugino, in una dettagliata denuncia presentata dal penalista Luigi Annunziata, ha dato il via ad un’indagine per circonvenzione d’incapace che ha portato ad un sequestro preventivo che ha congelato i beni su cui aveva già messo le mani Spoto. […]

 

testamento

Spoto, come riportato in una minuziosa denuncia, sarebbe comparso all’improvviso, negli ultimi anni della vita dell’ottantenne. Dalla nobile veniva spacciato, tra gli amici, come un parente del defunto marito.

 

La presenza dell’uomo si sarebbe fatta sempre più costante. Aula sognava di poter coronare il rapporto con un matrimonio, un bacio tra i due l’aveva illusa. Lui no, aspirava all’adozione.

 

eredita testamento

Ad ogni modo il caso diventa un giallo quando l’ottantenne muore il 25 ottobre del 2020 a Palermo. Pochi giorni prima aveva manifestato ad un amico l’intenzione di redigere un nuovo testamento di fronte al notaio. Un testamento che forse avrebbe modificato quello olografo scritto di suo pugno l’anno precedente, in cui nominava come unico erede Spoto.

 

A sentire, probabilmente, il discorso in un cui l’anziana manifestava la volontà di ritoccare le condizioni del suo lascito, sarebbe stata la cameriera (non indagata). Quest’ultima sarebbe stata in ottimi rapporti con Spoto. […]

 

2. NOBILDONNA RAGGIRATA DAL TOYBOY “NOI FAMILIARI TENUTI LONTANO DA CASA”

Estratto dell'articolo di Giuseppe Scarpa per "la Repubblica - Edizione Roma"

 

eredi testamento

«Faccio dono del mio cognome Aula ad Antonio Spoto», scrive la milionaria e nobile romana Leonarda. È un passaggio del testamento in cui l’ottantenne consegna il suo immenso patrimonio al quarantenne Spoto, l’uomo comparso all’improvviso nella sua vita e conosciuto un paio d’anni prima di morire. [...]

 

Per blindare il patrimonio, incassato tre giorni dopo la morte della nobile, il 25 ottobre del 2020, il quarantenne consegna una black list al portiere del palazzo in via Principe di Belmonte, nel cuore di Palermo, dove Aula ha esalato l’ultimo respiro. Una lista che aveva un preciso scopo: evitare di far salire nel lussuoso appartamento, i parenti, gli amici, alcuni legali e medici di Leonarda. L’interdizione aveva investito anche la sorellastra della nobile. La cugina Elvira era riuscita però ad abbattere il muro elevato da Spoto.

testamento

 

Ecco cosa ha raccontato ai carabinieri di Palermo: « Alle 19.00 (del 25 ottobre del 2020) ho telefonato a Leonarda e mi ha risposto un uomo che ho poi saputo essere Spoto. Costui mi ha interrogata sul preciso grado di parentela e sulla mia residenza, poi lapidariamente mi ha detto che mia cugina era morta quel giorno forse per un abuso dei farmaci.

 

Di seguito Spoto, senza che gli chiedessi nulla, precisava che era in possesso di una busta contenente il testamento, di cui sconosceva le disposizioni. Alla mia richiesta di fare un’ultima visita a Leonarda egli tentava di convincermi della inopportunità di ciò poiché forse aveva avuto il Covid.

 

eredita' 13

Alla mia insistenza aggiungeva che vi era cattivo odore poiché era in putrefazione e solo dopo la mia ulteriore richiesta, facendogli notare che era morta da poche ore, egli mi consentiva di farle visita il giorno successivo.

 

L’indomani il portinaio dell’edificio ci ha chiesto i nostri nomi e poi ha controllato una lista, ha quindi citofonato all’appartamento ove non so chi ha concesso l’ingresso. Arrivati in casa la cameriera mi ha mostrato Spoto il quale senza alcuna ragione, mi faceva vedere una scatola di farmaci e me li indicava come quelli abusati da Leonarda. Poi ha aggiunto: “li ha assunti come fossero caramelle”».

eredita' 11eredita' 1eredita' 7

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...