carabinieri no vax

IL FASCINO DEL LATO OSCURO - LA STORIA DEI DUE CARABINIERI DIVENTATI COMPLICI DI UN PREGIUDICATO CONOSCIUTO IN CASERMA: HANNO MESSO A SEGNO UNA RAPINA IN UN UFFICIO POSTALE - TRA GLI INDAGATI CI SONO ANCHE DUE DELLE VITTIME DELLA RAPINA: ERANO LORO, SECONDO I PM, A PASSARE LE INFORMAZIONI SENSIBILI, A COMINCIARE DAI GIORNI NEI QUALI I CLIENTI SI RECAVANO ALLE POSTE PER EFFETTUARE I PRELIEVI...

Giuseppe Crimaldi per "il Messaggero"

 

Il sospetto è pesante e le accuse, semmai, sono ancora più gravi. A mettere a segno la rapina commessa nel 2019 all'ingresso dell'ufficio postale di corso Meridionale sarebbero stati - oltre ad un pregiudicato - due carabinieri. Due servitori dello Stato che con la loro condotta complice avrebbero infangato la gloriosa divisa dell'Arma. La svolta nelle indagini è giunta ieri mattina, con l'arresto dei due militari e del loro complice.

carabinieri

 

L'ASSALTO

Ricostruiamo i fatti. Sono le 15.30 del 21 gennaio 2019 quando scatta il raid. Tre persone attendono l'uscita dagli uffici postali di un gruppetto di persone che ha appena prelevato un'ingente somma di denaro. Scatta il raid. Due degli aggressori mostrano anche - stando alla ricostruzione investigativa (le indagini sono state svolte dalla Squadra mobile di Napoli sotto il coordinamento del sostituto Stefano Capuano) - un distintivo ed una paletta in dotazione all'Arma.

 

«Fermi, carabinieri!», urlano gli aggressori intimando l'alt alle vittime. E, in effetti, pur agendo in abiti borghesi, due dei tre rapinatori sono proprio dei militari, entrambi appuntati scelti che all'epoca dei fatti prestavano servizio presso la compagnia di Casoria, il 37enne Andrea T. ed il 49enne Antonio V. Con loro c'è il terzo complice: si tratta di un pregiudicato - il 36enne Alfonso L. - che abitualmente si recava in caserma per ottemperare ad un obbligo di firma.

rapina 4

 

Emerge così l'inimmaginabile sospetto che rafforza l'ipotesi accusatoria: l'idea del colpo sarebbe maturata proprio negli uffici della caserma di Casoria; è qui che Alfonso L. avrebbe proposto alle due divise l'organizzazione della rapina, forse anche conoscendo le presunte difficoltà economiche nelle quali i due appuntati si sarebbero venuti a trovare in quel periodo.

 

LE ACCUSE

Un quadro indiziario che prende corpo con il tempo, surrogato anche da elementi di prova importanti, derivanti dalla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dell'ufficio postale, oltre che da intercettazioni telefoniche ed ambientali. Di qui le contestazioni della Procura, che nei confronti dei tre arrestati ipotizza i reati di rapina aggravata e sequestro di persona (nei confronti del pregiudicato il pm contesta anche il reato di estorsione).

rapina 3

 

Tra gli indagati figurano anche due delle vittime della rapina (che lavorano insieme alle altre due per una ditta di pulizie e per le quali il giudice per le indagini preliminari che ha firmato il provvedimento cautelare non ha ritenuto necessario far scattare gli arresti). Si tratta di persone legate da vincoli di parentela con il pregiudicato (fino al quel momento ritenuto responsabile solo di piccoli reati) titolare di un'attività commerciale nel Napoletano.

 

Erano proprio loro, secondo l'accusa, a passare le informazioni sensibili, a cominciare dai giorni nei quali le vittime si recavano alle poste per effettuare i prelievi. Somme cospicue che hanno fatto gola a lui e anche ai due carabinieri che, come detto, in quel periodo sarebbero stati afflitti da problemi economici. Secondo quanto emerso dall'analisi dei sistemi di videosorveglianza dell'ufficio postale e della zona, i due carabinieri avrebbero costretto una delle quattro vittime - un anziano che aveva messo nel suo zaino i soldi in contanti e anche altri 18mila euro in assegni (subito bloccati e resi inesigibili) - a salire sulla loro macchina: ipotesi che ha fatto scattare la contestazione del gravissimo reato di sequestro di persona.

rapina 2

 

FUGA CON L'OSTAGGIO

Quel che accadde immediatamente dopo ha del rocambolesco. Seguiti dalle altre tre vittime, che viaggiavano in un'altra vettura, i presunti rapinatori si spostarono fino al vicino Centro Direzionale, dove l'ostaggio venne finalmente fatto scendere dal veicolo, ma senza lo zaino. A quel punto i carabinieri ripartirono a tutta velocità, inseguiti dalle quattro vittime che però non riuscirono a tenere il passo dei fuggitivi. Fatta ovviamente salva la presunzione d'innocenza degli indagati, il quadro investigativo - alle indagini della Mobile ha fornito il proprio contributo la stessa Arma dei carabinieri - ha determinato il gip Marco Giordano a firmare le misure cautelari.

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…